Profilo Greco

Giovanna Predoni
24/01/2022

Un'ipotesi suggestiva gira nelle segrete stanze del potere finanziario. Se Caltagirone e Del Vecchio vinceranno la battaglia, si procederà alla fusione di Generali con Zurich da cui nascerebbe uno dei più grandi gruppi assicurativi al mondo.

Profilo Greco

Sedersi attorno a un tavolo per cercare un accordo. Ferruccio De Bortoli, dalle pagine del Corriere Economia di lunedì 24 gennaio, mette nero su bianco un auspicio che molti osservatori hanno fatto proprio. Le Assicurazioni Generali sono un asset troppo importante per rischiare di comprometterlo in una guerra tra i suoi azionisti. Hanno un attivo patrimoniale che è un terzo del Pil del Paese, sono il suo più importante e solido gruppo finanziario. Perché indebolirlo oltretutto all’interno di uno scontro tutto italiano tra Mediobanca e la coppia Caltagirone-Del Vecchio che lo sta stringendo d’assedio?

La svizzera Zurich pronta a entrare in gioco

Già, apparentemente un controsenso, una partita pericolosa per entrambi i contendenti che si protrae da troppo tempo e che genera tensioni e instabilità che certo non piacciono agli investitori, specie a quelli internazionali. Ma siamo così sicuri che si tratti solo di un affare interno, di una diatriba che comunque si concluda avrà un vincitore italiano? Da qualche giorno, nella spasmodica attenzione con cui la comunità finanziaria segue la vicenda, si sta facendo strada un’ipotesi suggestiva ma non affatto peregrina. Ovvero che, se all’assemblea del Leone di fine aprile dovesse prevalere la lista del Patto che chiede la svolta (Caltagirone-Del Vecchio-Crt), potrebbe clamorosamente entrare in gioco un terzo protagonista, ovvero la Zurich al cui vertice siede un italiano, Mario Greco, che oltretutto le Generali la conosce bene visto che ne è stato per quattro anni, dal 2012 al 2016, l’amministratore delegato.

Zurich e generali: ipotesi segreta di un matrimonio
Il logo di Zurich.

Il ruolo di Fabrizio Palermo nella guerra per il controllo della compagnia

Ipotesi che i protagonisti della contesa bollerebbero sicuramente come fantafinanza, ma che è qualcosa di più di un esercizio di scuola con tanto di nomi, numeri e scenari. Dunque dovrebbe funzionare così: i pattisti vincono la guerra, gli arcinemici Philippe Donnet e Gabriele Galateri, ovvero gli attuali vertici della compagnia, lascerebbero in tutta fretta il grattacielo milanese di City Life, e al loro posto entrerebbero i nuovi padroni. Anzi, il nuovo capo azienda e i suoi uomini delegati alla gestione del colosso assicurativo. Sul chi siano, molto si strologa ma in realtà è buio pesto. I nomi che circolano sono quelli di dirigenti che hanno già una solida posizione nelle aziende dove lavorano, e che quindi mai rischierebbero il posto per farsi includere in una lista che non è cero sicura di risultare la più votata. Di qui, e Tag43 in precedenti articoli lo aveva già fatto, il nome di Fabrizio Palermo, che i pattisti tendono a derubricare come un consulente, oltretutto senza contratto, ma che in realtà sta lavorando al piano industriale e presenta il non trascurabile vantaggio di essere al momento disoccupato, quindi di non aver nulla da perdere nel farsi coinvolgere. Sarà lui il nuovo ad delle Generali?

matrimonio Generali con Zurich: l'ipotesi segreta che circola
Il Leone di Generali (Getty Images).

Dal matrimonio di Zurich con Generali nascerebbe un colosso mondiale delle assicurazioni

In realtà  l’ex capo di Cdp starebbe recitando il ruolo della lepre. Ovvero quello di aprire la strada a qualcuno che sta dietro, e aspetta solo di vedere l’esito dell’assemblea per scendere in campo. E quel qualcun sarebbe proprio Greco e la sua Zurich. L’idea è quella di sposarla a Generali, creando così il più grande gruppo europeo di assicurazioni forte di una capitalizzazione di Borsa di quasi 100 miliardi di euro. Giusto per dare un raffronto, la tedesca Allianz, attualmente la numero uno, ne capitalizza 91. La francese Axa, che segue sul podio, 67. Industrialmente oltretutto sarebbe un matrimonio perfetto. Zurich è un campione del ramo danni, Generali delle polizze vita. Nessuna sovrapposizione, ma tante sinergie ed economie di scala da realizzare.

caltagirone sta pensando alla ex ministra della Giustizia Severino per la presidenza di Generali
Caltagirone e Del Vecchio.

Un’operazione che soddisferebbe le ambizioni di Caltagirone e Del Vecchio 

E non ci sarebbe operazione migliore per esaudire le aspirazioni di Caltagirone e Del Vecchio, che non accontentandosi dei pingui dividendi goduti negli anni della gestione Donnet, hanno sempre rimproverato il manager nato francese ma cittadino del Belpaese di non pensare in grande, e di aver fatto acquisti di realtà modeste. L’integrazione con Zurich porterebbe vantaggi a tutti gli azionisti, anche a quelli sconfitti che beneficerebbero della creazione di valore. Con un particolare però: siffatte nozze sono destinate a inquietare i sostenitori dell’italianità delle Generali. Perché è chiaro che nella fusione tra Zurich e la compagnia del Leone, viste le dimensioni (65 miliardi contro 30 di capitalizzazione) sarebbero gli svizzeri a comandare. Che poi di svizzero in Zurich c’è solo il nome e la sede, visto che la compagine azionaria è una tipica public company, mentre italianissimo è il suo amministratore delegato. Chissà se il colpo d’ala che i due arzilli e liquidi imprenditori chiedono per Trieste non farà premio sul fatto che verrebbero derubricati da padroni a soci tra tanti. E se la politica, che distratta dalle peripezie quirinalizie finora ha mostrato scarso se non nullo interesse alla vicenda triestina, non griderà scandalizzata al tricolore ammainato sulla storica sede di piazza Unità d’Italia.