Città spugna contro il Climate Change

Redazione
11/11/2021

In Cina il designer Yu Kongjian ha ideato centri urbani in grado di assorbire l'acqua in eccesso e farla defluire dolcemente attraverso torrenti in mezzo al verde. Riscoprendo le vecchie tecniche locali.

Città spugna contro il Climate Change

Yu Kongjian, uno degli architetti cinesi più noti, ha lanciato l’idea delle “città spugna”, un progetto per salvare i centri abitati dalle inondazioni e dalle precipitazioni sempre più violente dovute al cambiamento climatico. Tutto parte da una domanda: cosa accadrebbe se invece di temere un diluvio, lo abbracciassimo?

Le città spugna: in cosa consiste il progetto cinese contro le alluvioni

Solitamente per proteggersi dalle alluvioni da una parte si costruiscono scarichi per convogliare l’acqua lontano dai centri abitati e dall’altra si rinforzano gli argini dei fiumi con colate di cemento. Per Yu Kongjian invece bisogna agire in modo diametralmente opposto. Il segreto sta nell’assorbire le precipitazioni, rallentando così il deflusso in superficie. Gran parte del progetto si ispira alle antiche tecniche agricole della provincia costiera di Zhejiang, a sud di Shanghai, luogo natale del designer. In primo luogo si creano una serie di buche nel terreno, una sorta di stagni artificiali, dove l’acqua viene raccolta. Il deflusso avviene attraverso canali serpeggianti che attraversando zone verdi e parchi rallentano la furia delle acque. Torrenti che alla fine del loro percorso sfociano in un mare o in un lago. In questa area non sarà possibile costruire perché come ricorda Yu, «non si può combattere l’acqua, ma solo lasciarla andare».

La rivoluzione di Yu ha convinto anche il presidente Xi Jinping. Nel 2015 il governo ha annunciato che entro il 2030, l’80 per cento delle aree municipali cinesi dovrà avere elementi di una città di spugna e riciclare almeno il 70 per cento delle precipitazioni.

Yu Kongjian da piccolo rischiò di morire in un fiume

Classe 1963, Yu all’età di anni rischiò di annegare dopo essere caduto in un fiume durante la stagione delle piogge. A salvarlo furono i salici e le canne a cui si aggrappò. «Sono sicuro che se il fiume fosse stato come oggi, levigato con muri di cemento, sarei annegato», ha dichiarato il designer alla Bbc. Da qui l’illuminazione. A 17 anni è partito per Pechino dove ha studiato architettura del paesaggio, prima di trasferirsi ad Harvard per specializzarsi in design. Tornato in patria, nel 1997, ha iniziato a studiare e riscoprire l’architettura e l’urbanistica tradizionali. Yu è convinto che adottare le tecniche edilizie e i modelli urbani occidentali sia stato un grave errore perché mal si adattano ai climi monsonici.