Il giallo del mega yacht ormeggiato a Marina di Carrara: è di Putin?

Redazione
09/03/2022

Lungo 140 metri, secondo il New York Times lo Scheherazade ha un valore di 700 milioni di dollari. Il panfilo si trova sotto il controllo della polizia italiana.

Il giallo del mega yacht ormeggiato a Marina di Carrara: è di Putin?

Giallo ai piedi delle Apuane. Il mega yacht lungo 140 metri e dal valore stimato di 700 milioni di dollari, ormeggiato a Marina di Carrara, è di proprietà di Vladimir Putin? Se lo stanno chiedendo in molti in questa località marittima dell’alta Toscana, a pochi passi dalla Liguria dove sono stati già bloccati alcuni lussuosi panfili degli oligarchi vicino al presidente russo: finora nessun probabile proprietario è stato identificato pubblicamente. A raccontare la storia è il New York Times: secondo una fonte che ha voluto mantenere l’anonimato, la Guardia di Finanza avrebbe aperto un’inchiesta sul caso.

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Il Quantum Blue del magnate Sergei Galitsky, bloccato nel porto di Monaco (VALERY HACHE/AFP via Getty Images)

Mega yacht a Marina di Carrara, il capitano mantiene segreta l’identità dell’armatore

Il panfilo si chiama Scheherazade e si trova in questo momento sotto il controllo della polizia italiana. Raggiunto dal New York Times il suo capitano, il britannico Guy Bennett-Pearcem, ha detto che gli inquirenti sono saliti a bordo venerdì scorso e che hanno esaminato la documentazione. Non ha escluso che il proprietario sia russo, aggiungendo in ogni caso che questo misterioso “Paperone” non figura in alcuna lista di persone colpite dalle sanzioni occidentali. Top secret l’identità dell’armatore, sul quale Bennett-Pearcem si è rifiutato di dire di più, citando «un accordo di non divulgazione a tenuta stagna».

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Lo yacht Eclipse di Roman Abramovich, amico di Putin (Joern Pollex/Getty Images)

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Mega yacht a Marina di Carrara, la barca di Putin avrebbe un altro nome

Successivamente, Guy Bennett-Pearcem ha contattato il New York Times, dicendo di aver consegnato alle autorità italiane i documenti che rivelano l’identità del proprietario, in quanto non aveva altra scelta. Massima riservatezza, ha detto il capitano, quella assicurata dalle autorità. Il giornale ricorda che il mistero sul proprietario dello Scheherazade è nato anche perché il nome sullo scafo dell’imbarcazione è stato coperto e perché, quando lo yacht è arrivato nel porto, è stata eretta un’alta barriera metallica sul molo per metterlo a riparo (almeno in parte) da occhi indiscreti: una cosa mai successa prima d’ora a Marina di Carrara, come hanno commentato alcuni residenti. Secondo altre fonti, lo yacht di Putin avrebbe un altro nome e sarebbe stato spostato dalla Germania alla Russia due settimane prima dell’attacco all’Ucraina.