Il bullo del mattone

Redazione
27/10/2021

Pechino ha chiesto al fondatore di Evergrande di pagare di tasca sua gli interessi sulle obbligazioni. Dall'infanzia povera nel villaggio contadino di Jutaigang al successo imprenditoriale fino al tracollo. La parabola di Xu Jianyn.

Il bullo del mattone

Chi ha sbagliato paghi. Pechino ha chiesto, cioè ordinato, al fondatore di Evergrande, colosso immobiliare su cui pesa un debito monstre di 312 miliardi di dollari, Xu Jiayin (in cantonese Hui Ka yan) di pagare di tasca sua gli interessi sulle obbligazioni. Lo riferisce Bloomberg citando fonti cinesi. Nel 2017 il patrimonio di Xu Jiayin era valutato in 44 miliardi di dollari. Tanto che quell’anno la Hurun Rich List (il Forbes cinese) lo aveva incoronato uomo più ricco del Paese. Con la crisi di Evergrande e il crollo del titolo in Borsa (-80 per cento da gennaio 2021), la sua ricchezza personale secondo il Bloomberg Billionaires Index si è assottigliata a circa 7,8 miliardi di dollari. L’obiettivo di Pechino è disinnescare il domino del settore immobiliare che vale il 29 per cento del Pil e rischia di trascinare con sé l‘intera economia cinese. Un timore più che motivato visto che un’altra compagnia, la Modern Land China, ha annunciato mercoledì 27 ottobre alla Borsa di Singapore, dove è quotata, di non essere riuscita a ripagare gli interessi su un bond da 250 milioni di dollari. Nel settore già Fantasia Holdings, Sinic Holdings e China Properties sono andate in default su bond offshore questo mese. Mentre Evergrande è riuscita all’ultimo momento a evitare il default su un primo pagamento, ma entro venerdì ha già un’altra scadenza.

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Xu Jiayn, dall’infanzia povera a Jutaigang al boom dell’immobiliare a Shenzen

Ma chi è Xu Jiayn, passato dall’altar alla polvere nel giro di un lustro? L’imprenditore che in meno di 25 anni è riuscito a trasformare il China Evergrande Group in uno dei più grandi promotori immobiliari del Paese? Xu è nato nel 1958 nel villaggio di Jutaigang nella provincia dell’Henan da una famiglia povera. La madre morì poco dopo il parto e il piccolo fu allevato da una nonna. Come racconta il libro Evergrande Group: Xu Jiayin, Xu da bambino mangiava mantou, panini al vapore di mais, persino ammuffiti. Dormiva su un letto di bambù e studiava su una scrivania di argilla. Sua nonna produceva aceto e suo padre coltivava salici per mantenere la famiglia. Come ricorda il sito Asia Nikkei, il punto di svolta arrivò con l’iscrizione all’università della Scienza e della Tecnologia di Wuhan. Successivamente Xu trovò lavoro come ingegnere in una acciaieria statale della provincia di Henan dove fece carriera rapidamente. Lì conobbe anche Ding Yumei che diventerà sua moglie e con cui avrà due figli. Erano i primi Anni 90, quelli in cui Deng Xiaoping nel tour del Sud rilanciava la sua politica di riforma e apertura dell’economia. Un’ispirazione per Xu che lasciò l’azienda statale per trasferirsi a Shenzen proprio nel mezzo del boom immobiliare innescato dalle liberalizzazioni. Lì cominciò a lavorare in una società commerciale facendo esperienza nello sviluppo immobiliare. Nel 1996 con uno staff di otto persone fondò Evergrande. Il primo progetto fu la riqualificazione di un sito di 110 mila metri quadrati a Guangzhou, nella provincia del Guangdong. Dopo un anno al Jinbi Garden sorsero i primi condomini e i primi acquirenti. Fu l’inizio del successo.

La parabola del fondatore di Evergrande Xu Jianyn
Marcello Lippi insieme con Xu Jiayin nel 2012 (Getty Images).

Il grande shopping, la squadra di calcio con Marcello Lippi e la creazione della Evergrande Nev

Evergrande venne quotata alla Borsa di Hong Kong a ottobre 2009 raccogliendo con la sua Ipo più di 720 milioni di dollari. La società si allargò ben oltre il suo core business comprando di tutto, dalle assicurazioni all’alimentare. Si dotò anche di una sua squadra di calcio, la Guangzhou Evergrande F.C., con cui puntò in alto: costruì uno stadio, ingaggiò come coach nel 2013 Marcello Lippi – c.t. dell’Italia campione del mondo nel 2006 – e poi ex campioni come Fabio Cannavaro. Xu venne lodato dal Partito come uno degli imprenditori che più avevano contribuito alla lotta contro la povertà promossa dal presidente Xi Jinping e dichiarata vinta. L’aria in Cina però stava cambiando. Nel 2017 mentre Xu diventava ufficialmente l’uomo più ricco della Cina,  Xi Jinping ricordava ai giganti del real estate che «le case sono fatte per viverci, non per farci speculazioni». Due anni dopo il fondatore di Evergrande decise di diversificare gettandosi nella produzione di auto elettriche. Nacque così la Evergrande Nev (New energy vehicle) con l’obiettivo di superare la Tesla di Elon Musk. I numeri facevano ben sperare. Lo scorso febbraio la società ha raggiunto in Borsa  87 miliardi di dollari di capitalizzazione senza però vendere nemmeno una automobile. Le azioni sono poi precipitate a -97 per cento. Ma Xu Jiayin non si è dato per vinto e ha recentemente annunciato che il primo modello uscirà dallo stabilimento di Tianjin a inizio 2022. 

Le tre linee rosse di Pechino e la crisi di Evergrande

I guai di Evergrande cominciarono invece nell’estate 2020 quando la Banca del popolo, cioè la Banca centrale, fissò le “tre linee rosse” per le compagnie immobiliari: un rapporto massimo debito-asset del 70 per cento, un tetto masso nel rapporto tra indebitamento e capitale del 100 per cento e una liquidità almeno pari ai debiti a breve. Immediatamente il management ha cercato di vendere asset. Ha provato a scontare i propri condomini del 14 per cento sulla media di prezzo praticato durante l’anno. Ha messo sul mercato altre compagnie. Si è anche parlato di una possibile cessione della Evergande Nev a Xiaomi. Ma le cose non sono migliorate e, quando il 13 settembre Evergrande ha annunciato di subire una «tremenda pressione» sul fronte della liquidità e che le prospettive delle vendite sarebbero state negative per i mesi a venire, il tappo è saltato.

Chi è il fondatore di Evergrande Xu Jianyn
Il fondatore di Alibaba Jack Ma e il numero uno di Evergrande Xu Jiayin nel 2014 (Getty Images).

Il monumento dedicato a Xu a Jutaigang

Nel giro di poche settimane il grande e magnanimo imprenditore apprezzato dal Pcc è diventato agli occhi dell’opinione pubblica solo uno speculatore. Nella prefettura di Zhoukou, dove si trova il villaggio natale di Xu, i residenti hanno cominciato a lamentarsi dei prezzi delle case. «Evergrande li ha aumentati. Ora costano da 3.000 a 6.000 yuan per metro quadrato. La gente comune non può permetterseli», è l’accusa. Comincia a infastidire anche lo stile di vita fastoso del miliardario e della sua famiglia dopo che i video di una festa hanno fatto il giro della Rete. E dire proprio nel centro di Jutaigang si erge un monumento in pietra alto più di tre metri con una iscrizione che recita:  «Xu Jiayin promuove le risorse umane per la nazione e porta benessere ai posteri». Fu realizzato con le donazioni dei residenti come ringraziamento per aver costruito scuole elementari e medie e riparato tutte le strade. Quando Xu tornò nel villaggio nel 2018 distribuì a ogni famiglia 3 mila yuan (circa 470 dollari), riso e olio. Dopo tre anni, Xu è chiamato a mettere nuovamente mano al portafogli.  Ma questa volta la generosità (miliardaria) gliela impone il Partito.