Venezia 79, la mise di Timothée Chalamet oscura il lato B di Damiano

Redazione
03/09/2022

L'attore 26enne incanta il Lido con una mise genderless rosso scintillante.

Venezia 79, la mise di Timothée Chalamet oscura il lato B di Damiano

Il lato B di Damiano David, frontman dei Maneskin, esibito sul palco degli Mtv Video Music Awards 2022 impallidisce davanti allo charme di Timothée Chalamet che sul red carpet di Venezia 79 ha brillato in una mise genderless rosso scintillante.

Venezia 79, la mise di Timothée Chalamet oscura il lato B di Damiano
Timothée Chalamet, 26 anni, protagonista di Bones and All di Guadagnino (da Instagram).

Chalamet in rosso scintillante accende il red carpet di Venezia 79 (e non solo)

L’attore 26enne, astro del cinema francese e non solo, ha letteralmente sedotto i fan adoranti e il web. Arrivato al Lido per la prima mondiale di Bones and All di Luca Guadagnino – regista che nel 2017 l’aveva già diretto in Chiamami col tuo nome, film che valse a Chalamet la candidatura all’Oscar – l’attore 26enne ha indossato un top rosso scintillante senza maniche e spalline che lasciava la schiena totalmente scoperta, pantaloni aderenti, e una sciarpa, look disegnato da Haider Ackermann, designer con cui Chalamet aveva già collaborato in passato.

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La mise di Timothee Chalamet (Getty Images).

Bones and All, cannibalismo e amore

Parlando di Bones and All (adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Camille DeAngelis).il 26enne ha detto: «Essere giovani oggi per la mia generazione non è affatto facile, sei perennemente sotto il giudizio delle persone con i social media. È stato un sollievo interpretare personaggi che stanno lottando con un dilemma interno senza la possibilità di andare su Instagram o TikTok per vedere come ti adatti. Il crollo della società è nell’aria e questo film credo che possa gettare luce anche su questo tema». Chalamet nella pellicola di Guadagnino interpreta Lee, «un’anima spezzata», in fuga dalla famiglia e dal luogo dove abita. Un ragazzo in fuga anche da se stesso che vive ai margini, consapevole di quello che fa: mangiare altre persone. E quanto incontra Maren (Taylor Russell, sul red carpet in Balenciaga Haute Couture), 18enne in fuga per lo stesso motivo, «provano la possibilità di vivere l’impossibile», come ha spiegato Guadagnino che Chalamet considera quasi «un padre». Tra i due protagonisti nasce una «una storia d’amore straziante, tragica, fortissima, fino alle estreme conseguenze».

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Timothee Chalamet e i fan (Getty Images).

Guadagnino e gli altri quattro registi italiani in gara per il Leone d’oro

Guadagnino è il primo dei cinque registi italiani in gara per il Leone d’oro ed è al suo primo film Usa, interamente girato in America: «Il paesaggio americano l’ho sognato sin dall’inizio, fa parte della mia formazione di cineasta e questo copione è stato l’occasione per viverlo da regista». Gli altri italiani in lizza per il premio sono Gianni Amelio con Il signore delle formiche con Luigi Lo Cascio, Elio Germano e Sara Serraiocco sulla vita di Aldo Braibanti, scrittore e poeta gay condannato nel 1968 a cinque anni di prigione; Andrea Pallaoro con Monica; Emanuele Crialese con il drammatico L’immensità, che ha come protagonista Penelope Cruz e Susanna Nicchiarelli con Chiara, la storia della Santa d’Assisi interpretata da Margherita Mazzucco.

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Timothee Chalamet sul red carpet (Getty Images).