Vax vobiscum

Redazione
01/11/2021

È questa la parola dell'anno secondo l'Oxford English Dictionary. Entrata nella lingua inglese nell'800, oggi è declinata in nuove forme: vaxxie, vaxinista, vax-a-thon.

Vax vobiscum

Vax (ma è accettato anche Vaxx) è la parola del 2021. Lo hanno deciso gli esperti dell’Oxford English Dictionary. «Una scelta ovvia», ha spiegato alla Bbc la senior editor del prestigioso dizionario britannico Fiona McPherson, «in quanto ha avuto l’impatto più sorprendente» sul nostro linguaggio quotidiano. Anche per la sua estrema versatilità nel comporre nuovi vocaboli come dimostrano le parole Vaxxie, cioè farsi un selfie durante la vaccinazione, Vax-a-thon, la maratona vaccinale, vaxinista, un fashionista-influencer dei vaccini. Il termine Vax in sé, però, ricorda McPherson, non è certo di un neologismo. Vax è comparsa per la prima volta in inglese nel 1799 mentre i suoi derivati compaiono intorno al 1800.

Nel 2020 l’Oxford Dictionary non incoronò una sola parola dell’anno scegliendone alcune tra cui lockdownbushfires, Covid-19, Black Lives MatterWFH [working from home, lavorare da casa], mentre il Collins optò per lockdown, furlough (congedo).

secondo l'Oxford English dictionary Vax è la parola dell'anno
Una vaccinazione (Getty Images).

Le parole dell’anno scelte dall’Oxford Dictionary e dal Collins dal 2013 al 2020

Ma quali sono state le ultime parole dell’anno in lingua inglese scelte dall’Oxford Dictionary e dal Collins? Nel 2013 l’Oxford Dictionary scelse Selfie, il Collins Geek. Nel 2014 Vape e Photobomb; nel 2015 l’Emoji che piange di gioia e il Collins Binge-watch (la visione compulsiva di serie tv) Nel 2016 fu la volta di Post-Truth e Brexit, nel 2017 Youthquake (l’influenza dirompente di un movimento o di una cultura giovanile) e Fake news. Nel 2018 Toxic e Single-Use, nel 2019 Climate emergency e Climate strike (lo sciopero per il clima con i Friday’s for Future di Greta Thunberg). Nel 2020 Oxford come detto non incoronò una singola parola mentre Collins optò per Lockdown.

Le nuove espressioni legate alla crisi climatica

In vista della Cop26 di Glasgow, l’Oxford English Dictionary aveva recentemente aggiunto altre espressioni collegate sempre alla crisi climatica: da ‘catastrofe climatica’ (climate catastrophe) a ‘impatto zero’ (net zero), fino ad arrivare a ‘eco-ansia’ (eco-anxiety), la paura delle giovani generazioni davanti alla prospettiva di un pianeta in fin di vita. Oltre a questa rosa di lemmi, il comitato editoriale aveva incluso nella nuova edizione anche varianti reputate più incisive rispetto all’opzione originale ormai entrata nell’uso comune. Come nel caso del concetto di ‘surriscaldamento globale’: accanto a ‘global warming’, ad esempio, è stato inserito ‘global heating’ perché reputato molto più efficace nel veicolare al lettore la gravità del problema. E non mancano neppure le perifrasi utilizzate per fare riferimento ai negazionisti dell’emergenza ambientale che, da oggi, potranno essere definiti, a scelta, ‘climate sceptic’ e ‘climate denier’. Ma non è tutto. Sulla scorta dei Friday For Future e delle piazze piene di giovani che reclamano l’attenzione dei governi, si sono conquistati un posto  anche le nozioni di ‘sciopero per il clima’ (climate strike) e ‘giustizia climatica’ (climate justice), integrati assieme alla formula ‘rifugiato climatico’ (climate refugee) riferita a chi è costretto ad abbandonare la propria terra natale a seguito di disastri come terremoti e alluvioni.