E adesso in Italia spunta il primo caso di vaiolo delle scimmie. Un giovane, appena rientrato dalle Canarie, è stato trovato positivo al virus e ora si trova ricoverato all’Istituto Spallanzani di Roma. L’ospedale, diventato celebre in era Covid, è specializzato in ricerca e cure delle malattie infettive. Il paziente sta bene ed è in corso ogni tipo di tracciamento per capire se possa aver contagiato altre persone, di rientro dal viaggio. Altri due i casi sospetti attualmente al vaglio di medici e ricercatori. In Spagna i casi sospetti di pazienti contagiati dal Monkeypox virus, nome con cui viene identificato il vaiolo delle scimmie di cui si parla sempre di più a livello internazionale, sono 23.

Allo Spallanzani il primo caso italiano
«Il Monkeypox virus è stato rapidamente identificato con tecniche molecolari e di sequenziamento genico dai campioni delle lesioni cutanee». Così si legge in una nota diramata dai medici dello Spallanzani, che hanno parlato di quanto accaduto con il primo paziente italiano di vaiolo delle scimmie. I professionisti dell’istituto romano poi proseguono: «La persona è in isolamento in discrete condizioni generali, sono in corso le indagine epidemiologiche e il tracciamento dei contatti. Al momento i tre casi osservati e nei casi in Europa e in Usa, non presentato segni clinici di gravità. La trasmissione può avvenire attraverso le goccioline di saliva, il contatto con le lesioni e i liquidi biologici infetti».
Il Monkeypox virus in Europa e nel mondo
Il vaiolo delle scimmie, ribattezzato Monkeypox virus, tiene in apprensione le autorità sanitarie. 23 le persone sospette contagiate dal virus in Spagna. Una malattia molto rara, di cui si sono registrati casi anche in Portogallo, sebbene sia stata la Gran Bretagna a segnalare i primi casi. Qui, infatti, il 7 maggio è stato identificato il primo paziente, rientrato dalla Nigeria e dal Lagos. L’eruzione cutanea si era sviluppata già a fine aprile, mentre il rientro è datato il 4 maggio. Appena tornato in Inghilterra si è subito recato in ospedale, dov’è stato ricoverato e isolato. Le autorità britanniche confermano che «nessuno ha segnalato sintomi compatibili finora» tra le persone con cui ha viaggiato su un volo internazionale.

Cos’è il vaiolo delle scimmie
Il vaiolo delle scimmie è molto raro. Si presenta con febbre, mialgia, linfoadenopatia cioè gonfiore delle ghiandole. A tutto questo si accompagna un’eruzione cutanea su mani e viso simile alla varicella. Finora non c’è stato alcun caso grave, anzi la malattia solitamente evolve in maniera positiva fino a scemare. Il contagio avviene in via respiratoria, ma spesso anche tramite i rapporti sessuali. Il virus appartiene alla famiglia degli orthopoxvirus. Ha un periodo di incubazione tra i 6 e i 13 giorni, ma può arrivare fino a 21.