Vaiolo delle scimmie, le associazioni LGBT: «Discriminazioni nella nota sul vaccino»

Debora Faravelli
16/08/2022

Oggetto delle critiche è l'utilizzo del concetto di categoria a rischio sia da parte del Ministero che da parte delle Regioni.

Vaiolo delle scimmie, le associazioni LGBT: «Discriminazioni nella nota sul vaccino»

É polemica sulla nota del Ministero della Salute relativa alle vaccinazioni contro il vaiolo delle scimmie. Sandro Mattioli, fondatore del Blq-Checkpoint – una struttura di Bologna gestita dalle associazioni rivolta principalmente alle comunità LGBT e MSM che offre test rapidi, salivari o a prelievo capillare per l’HIV e altre infezioni a trasmissione sessuale – ha criticato la ripresa del concetto di «categoria a rischio» per indicare le persone che maggiormente corrono il pericolo di contrarre il virus.

L’accusa delle associazioni LGTB alla nota sul vaiolo delle scimmie

Una definizione che Mattioli ha ricordato essere stata tanto cara a chi «discriminava i gay HIV positivi» e che oggi viene riproposta all’interno di un documento governativo con buona pace dello stigma che la malattia porta con sé. Mentre il tema dovrebbe essere quello dei comportamenti rischiosi, ha evidenziato, il Ministero divide invece le persone per categorie come quando, quarant’anni fa, «si voleva chiamare HIV la malattia dei gay».

Nella circolare è infatti specificato che ad essere considerate ad alto rischio di contrarre il vaiolo delle scimmie sono «le persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), con storia recente di più partner sessuali, partecipazione a eventi di sesso di gruppo, partecipazione a incontri sessuali in locali, club, saune, recente infezione sessualmente trasmessa, abitudine di associare pratiche sessuali a droghe chimiche».

La critica alla Regione Emilia-Romagna

La critica di Mattioli si è spostata dal Ministero della Salute, che ha firmato la nota, all’amministrazione regionale dell’Emilia-Romagna che ha copiato e incollato la comunicazione senza modificarla, anzi rendendola ancora più sbrigativa (indicando semplicemente con «persone gay, trasngender, bisessuali e uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini» i cittadini a rischio). Di qui la sua richiesta: «Se davvero questa è la Regione più progressista di Italia, invii immediatamente una rettifica a mezzo stampa».