Ue, c’è l’accordo sul gas: riduzione del 15 per cento, per l’Italia è del 7

Redazione
26/07/2022

Grazie a quanto già previsto dal governo, il Paese rientrerà tra i membri dell'Unione che potrà usufruire di una deroga, riducendo il taglio a quanto già previsto dalle norme nazionali. Il ministro Cingolani soddisfatto: «Entro l'inizio dell'inverno saremo quasi indipendenti dalle forniture russe».

Ue, c’è l’accordo sul gas: riduzione del 15 per cento, per l’Italia è del 7

L’accordo sul piano d’emergenza dell’Unione Europea sul taglio del gas del 15 per cento, di cui si è iniziato a parlare meno di una settimana fa, è stato raggiunto. Al Consiglio Energia straordinario che si è tenuto a Bruxelles nel pomeriggio di oggi soltanto l’Ungheria ha detto no, tra i 27 Paesi membri dell’Ue. Il taglio sarà volontario già dal primo agosto e fino al 31 marzo, ma secondo le regole stabilite oggi potrà diventare obbligatorio se il Consiglio, a maggioranza, decreterà lo stato d’allerta. In quest’ultimo caso conteranno le eventuali richieste della Commissione Ue o di almeno 5 Stati membri.

Cingolani: «Per l’Italia risparmio di gas del 7 per cento»

Non sarà del 15 per cento ma del 7, invece, il taglio per l’Italia. Lo ha annunciato il ministro per la Transizione Energetica Roberto Cingolani: «Con le modifiche approvate alla fine per l’Italia si tratterà di un risparmio di gas del 7%, che è la percentuale che avevamo già previsto nel nostro piano». Il ministro ha anche guardato al futuro con ottimismo. Per lui, infatti, il nostro Paese sarà «entro l’inizio dell’inverno quasi indipendente dalle forniture russe ed entro l’anno prossimo la situazione sarà piuttosto sicura, senza grandi dipendenze dalla Russia. Anzi, senza alcuna dipendenza dalla Russia».

Ue, c'è l'accordo sul gas: riduzione del 15 per cento, per l'Italia è del 7. Soddisfatto il ministro Cingolani
Roberto Cingolani (Getty)

Il testo della norma

A favorire un taglio minore per l’Italia è il testo della regola, modificato nel corso degli ultimi giorni e dopo trattative serrate tra gli Stati membri. La norma dice che i Paesi «possono limitare la riduzione obbligatoria della domanda di 8 punti percentuali, a condizione che dimostrino che la loro interconnessione con altri Stati membri in capacità tecnica di esportazione continua, rispetto al loro consumo annuale di gas nel 2021, è inferiore al 50% e che la capacità sugli interconnettori verso altri Stati membri è stata effettivamente utilizzata per il trasporto di gas a un livello di almeno il 90% per almeno un mese prima della notifica della deroga, a meno che gli Stati membri non dimostrino che non c’era domanda e che la capacità è stata massimizzata, e i loro impianti nazionali di GNL sono commercialmente e tecnicamente pronti a reindirizzare il gas verso altri Stati membri fino ai volumi richiesti dal mercato».

L’Ue valuta il tetto al prezzo del gas

Tra le misure che la Commissione europea sta valutando, c’è anche l’inserimento di un limite al prezzo del gas. Il riferimento inserito all’interno del testo è chiaro: «La Commissione sta valutando con urgenze le diverse possibilità per introdurre un tetto al prezzo del gas. A questo fine, si consulterà con gli Stati membri e con i partner internazionali, e ritornerà in autunno con proposte specifiche». La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha sottolineato ancora una volta che questo accordo permetterà di non subire ricatti da parte di Mosca.

Ue, c'è l'accordo sul gas: riduzione del 15 per cento, per l'Italia è del 7. Soddisfatto il ministro Cingolani
La Commissione Ue riunita a Bruxelles (Getty)

Il no dell’Ungheria

Resta il nodo relativo all’Ungheria, unico Paese membro ad aver detto no all’accordo. «Il gas acquistato e stoccato con i soldi dei contribuenti ungheresi sarà utilizzato solo a beneficio del popolo ungherese e delle società che operano in Ungheria. Tutto il resto è impensabile», ha detto Peter Szijjarto, ministro degli esteri ungherese.