Ucraina, le sanzioni con cui gli Usa potrebbero colpire la Russia

Redazione
25/01/2022

Dall'esclusione della Federazione dal sistema di pagamenti internazionali Swift a una stretta sull'export fino a misure mirate contro Putin e il suo Inner circle, compresa la presunta fidanzata. Le opzioni sul tavolo di Washington.

Ucraina, le sanzioni con cui gli Usa potrebbero colpire la Russia

Gli Stati Uniti e l’Ue hanno minacciato la Russia di nuove e pesantissime sanzioni in caso di invasione dell’Ucraina. Ma nel dettaglio quali potrebbero essere queste misure? Come ricordato da Ap, si va dall’esclusione della Russia dallo Swift, il sistema di pagamenti internazionali, fino a sanzioni nei confronti dell’ex ginnasta olimpica Alina Kabaeva che si dice sia la fidanzata di Putin. Il 20 gennaio la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha messo in chiaro che «se la situazione dovesse peggiorare, se ci fossero ulteriori attacchi all’integrità territoriale dell’Ucraina, risponderemo con massicce sanzioni economiche e finanziarie la comunità transatlantica è ferma su questo». Von der Leyen ha anche ricordato come l’Ue sia «di gran lunga il maggior partner commerciale della Russia e il più grande investitore. E questa relazione commerciale è importante anche per noi ma è molto più importante per la Russia»

1. Esclusione della Russia dallo Swift

Tagliare fuori la Federazione russa dal sistema dei pagamenti internazionali, compresi i profitti derivanti dalla produzione di petrolio e gas (che rappresentano oltre il 40 per cento delle entrate del Paese), sarebbe una delle mosse più difficili. L’opzione era già stata presa in esame già nel 2014 quando la Russia invase e annesse la Crimea (e messa in atto con l’Iran, cacciato dallo Swift per il suo programma nucleare). Questa sanzione però può rivelarsi un boomerang. La cacciata della Russia danneggerebbe infatti altre economie, comprese quelle degli Usa e della Germania. Non a caso la ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock ha espresso a riguardo i suoi dubbi: «Dovremo verificare le misure finanziarie», ha spiegato, «perché non è detto che l’arma più intelligente sia il bastone». E ancora: «È importante che guardiamo alle diverse misure in modo molto differenziato e che, per quanto riguarda l’area d’alleanza, separiamo chiaramente l’area d’alleanza della Nato e l’Ucraina».

La possibilità di una black list delle banche russe

In alternativa Usa e Ue potrebbero optare per misure mirate contro le banche russe inserendole in una black list: le ripercussioni per Mosca sarebbero simili ma si eviterebbe un terremoto nella finanza internazionale. Il rischio, però, è che la Russia acceleri il sistema alternativo Spfs e a farne le spese sarebbero sempre i Paesi occidentali. Anche perché Mosca potrebbe esercitare influenza sulle nazioni che non hanno buoni rapporti con gli Stati Uniti e stringere ulteriormente il rapporto con la Cina che a sua volta sta potenziando il sistema Cips (50 miliardi di dollari di transazioni al giorno contro i 400 miliardi dello Swift). Putin e Xi Jinping nell’ultimo vertice da remoto del 15 dicembre scorso hanno parlato di una «infrastruttura finanziaria indipendente» per le operazioni commerciali dei due Paesi. Il consigliere diplomatico di Putin, Yuri Ushakov, ha aggiunto che i due leader «si sono espressi per un aumento della quota delle valute nazionali negli accordi reciproci» con l’obiettivo di «estendere la cooperazione e garantire agli investitori russi e cinesi l’accesso ai reciproci mercati azionari».

le possibili sanzioni che gli Usa potrebbero infliggere alla russia in caso di invasione dell'Ucraina
Vladimir Putin (Getty Images).

2. Niente accesso al dollaro Usa

Gli Stati Uniti possiedono già una delle armi finanziarie più potenti da usare contro Putin se dovesse invadere l’Ucraina: bloccare l’accesso al dollaro Usa. Questo offre agli Stati Uniti la possibilità di infliggere danni finanziari ben oltre i propri confini. A differenza dell’opzione Swift, il blocco può essere deciso da Washington in autonomia. A quel punto molte società russe non avrebbero più accesso al sistema bancario Usa.

3. Controlli sull’export

Il segretario stampa della Casa Bianca Jen Psaki ha confermato che gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di imporre controlli sulle esportazioni, isolando potenzialmente la Russia dall’alta tecnologia Usa utilizzata sia in campo militare sia in quello civile, dagli aerei agli smartphone. La Russia finirebbe così nello stesso gruppo di Paesi di cui fanno parte Cuba, Iran, Corea del Nord e Siria. Come sempre però il rischio boomerang è dietro l’angolo. Le restrizioni Usa potrebbero spingere Mosca a cercare componenti e tecnologie altrove. E cioè in Cina.

4. Mercati obbligazionari

L’amministrazione Biden ha limitato la capacità della Russia di prendere in prestito denaro vietando alle istituzioni finanziarie statunitensi di acquistare titoli di Stato russi. Ma le sanzioni non hanno preso di mira il mercato secondario, lasciando questo come un possibile passo successivo.

5. Pressing per bloccare il Nord Stream 2

Gli Usa insistono sulla Germania affinché blocchi definitivamente il Nord Stream 2 (al momento fermo ufficialmente per questioni burocratiche). La convinzione è che il gasdotto che collega direttamente i due Paesi sia una lega che Mosca utilizza per aumentare la sua influenza in Europa. Mentre i repubblicani vogliono il blocco immediato, l’Amministrazione Biden è più attendista per non pestare i piedi a Berlino. Dal canto suo la Germania non esclude la possibilità ma solo davanti a una reale invasione dell’Ucraina.

6. Sanzioni all’Inner Circle di Putin

Una delle strategie più utilizzate dagli Stati Uniti è imporre sanzioni ai fedelissimi dei leader nel mirino, dai loro cerchi magici alle famiglie. In questo caso Putin, i suoi amici e la famiglia, e gli oligarchi a lui vicini potrebbero finire nella lista nera. Compresa anche la ginnasta Alina Kabaeva, oro olimpico nel 2004, che si dice sia la fidanzata del presidente russo.