L’allevamento non è casuario

Redazione
28/09/2021

Il suo addomesticamento è ben più antico di quello di polli e tacchini. Sebbene sia considerato tra gli uccelli più pericolosi al mondo, si affeziona al primo essere che vede appena nato. Per questo venivano trafugati i nidi degli esemplari adulti.

L’allevamento non è casuario

Dimenticate i polli e anche i tacchini. I primi uomini allevavano uccelli ben più pericolosi e aggressivi. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences afferma che già 18 mila anni fa gli uomini erano soliti allevare il casuario. Spesso paragonato ai dinosauri per l’aspetto e il carattere irrascibile, è considerato come l’uccello più pericoloso del mondo a causa del becco simile a un pugnale, in grado persino di uccidere un uomo.

Casuario, addomesticamento più antico dei polli

«Questa scoperta precede di migliaia di anni l’addomesticamento del pollo (avvenuto circa 9500 anni fa, ndr.)», ha dichiarato in una nota Kristina Douglass, assistente di antropologia e studi africani presso l’Università della Pennsylvania. La scoperta è frutto di uno studio effettuato su più di 1000 frammenti di gusci d’uovo rinvenuti in Nuova Guinea, grande isola a nord dell’Australia. Qui infatti, fra i 18 mila e i 6 mila anni fa vivevano gruppi di cacciatori-raccoglitori che erano soliti rubare le uova dai nidi dei casuari per allevare i cuccioli al momento della schiusa. Sebbene siano molto aggressivi – nel 2019 un uomo in Florida è morto a seguito dello scontro con un esemplare adulto – questi uccelli, incapaci di volare e appartenenti alla famiglia degli struzzi, si legano al primo essere vivente che vedono alla nascita. È stato dunque molto facile per gli uomini allevarli, per usarne poi piume e ossa nell’ornamento del corpo e in abiti cerimoniali. La loro carne è inoltre considerata tuttora una prelibatezza dalla popolazione locale.

La comparazione dei gusci con quella degli struzzi

Per giungere a tali conclusioni, gli scienziati hanno comparato i gusci fossilizzati con altri appartenenti a struzzi, emù e tacchini. Utilizzando immagini 3D ad alta risoluzione e ispezionando l’interno delle uova, sono stati dunque in grado di costruire come apparivano durante le diverse fasi di incubazione. È stato possibile scoprire che la maggior parte dei gusci erano ormai pronti a schiudersi. «Lo schema non è casuale», ha proseguito Douglass. «Molti campioni non mostrano bruciature, consentendoci di affermare che non sono stati usati come cibo».

Non è tuttavia da escludere che alcuni pulcini siano stati mangiati addirittura prima di nascere. «È possibile che la loro carne fosse apprezzata anche in passato, dal momento che rappresentano i più grandi vertebrati dell’isola. Allevarli da piccoli avrebbe semplificato la vita delle tribù, dato che cacciarli in età adulta è difficile oltre che molto rischioso». Resta ancora tanto da scoprire, a partire dalle tecniche usate per scovare le uova dato che il casuario è solito nidificare in posti diversi di anno in anno. «Riteniamo che i cacciatori fossero soliti attirare l’attenzione del maschio, che solitamente presidia il nido in assenza della femmina. Non è ancora chiaro però quali tecniche usassero».