Da Trump a Musk, i tweet che avrebbero avuto bisogno del tasto modifica

Camilla Curcio
11/04/2022

Errori di battitura diventati hashtag sibillini. Fotografie con didascalie ambigue o soggetti inquietanti. Persino messaggi che hanno causato problemi con la giustizia: i tweet che con il tasto modifica avrebbero evitato agli autori meme e figuracce.

Da Trump a Musk, i tweet che avrebbero avuto bisogno del tasto modifica

Dopo anni di petizioni e continue richieste da parte della community di utenti, Twitter ha finalmente annunciato di essersi messo al lavoro sullo sviluppo di un comando di edit, utile a correggere o modificare i messaggi anche dopo la pubblicazione. «Si tratta, in assoluto, della funzione più desiderata dagli user», ha spiegato al Guardian Jay Sullivan, vicepresidente dell’azienda. «Tuttavia, vogliamo andarci cauti perché, se utilizzata in modo scorretto, potrebbe portare a manipolare le conversazioni, alterandone la verità. Non c’è dubbio: la nostra priorità, in questo frangente, rimane sempre e comunque proteggere l’integrità del discorso».

https://twitter.com/TwitterComms/status/1511456466233815041

Al di là dei rischi, però, la possibilità di emendare i propri errori rimane provvidenziale per i twittatori che, fin troppo di frequente, tendono a commettere strafalcioni più o meno grossi. È il caso di politici, celebrità e influencer che se avessero avuto il tasto edit a disposizione, si sarebbero risparmiati parecchie figuracce. Dal #covfefe di Donald Trump all’inquietante previsione dello schiaffo di Will Smith a Chris Rock, i dieci cinguettii che avrebbero avuto bisogno di essere modificati e, invece, si sono trasformati in meme da milioni di like. 

Undici tweet che non sarebbero esistiti col tasto edit
Twitter su smartphone e pc (Getty Images)

Dieci tweet che non avrebbero visto la luce se fosse esistito il tasto edit

Donald Trump e uno strano neologismo

Mentre, di recente, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump è impegnato nel lancio Truth Social, la sua piattaforma venduta al pubblico come l’upgrade di Facebook e Instagram, gli internauti non dimenticano i tempi in cui era un assiduo frequentatore di Twitter. Un passato segnato, in particolare, da un episodio rimasto negli annali del web: in un post enigmatico che ha spinto milioni di utenti a elaborare le teorie più assurde per decifrarlo, Trump aveva inserito un hashtag chiaramente contenente un errore di battitura, #covfefe. Se avesse avuto la possibilità di ricorrere all’editing, avrebbe potuto correggere all’istante e sostenere con convinzione di non aver mai scritto nulla di simile. E, invece, quella parola è rimasta in tendenza per giorni (nonostante la cancellazione quasi immediata del tweet) e sono fioccati gli inviti al tycoon a staccare un po’ la spina e prendersi del tempo per rilassarsi. 

Il mistero della L, il tweet di Martha Stewart

Era il 2014 e Martha Stewart, imprenditrice e conduttrice televisiva, condivideva con i suoi seguaci la foto di una mucca corredata di una L. Per alcuni un messaggio in codice, per altri un tributo alla sua lettera preferita dell’alfabeto, per altri ancora il risultato della passeggiata giornaliera del suo gatto sulla tastiera del computer. Modificandolo qui e lì, magari con un commento sul soggetto del ritratto, avrebbe evitato pomeriggi di dietrologie e cospirazioni. E commenti poco carini sulla sua dimestichezza con la tecnologia.

Il selfie più famoso di Internet

Parlando di immagini, il selfie diffuso da Ellen DeGeneres durante la notte degli Oscar del 2014 assieme a star del calibro di Jennifer Lawrence, Meryl Streep e Bradley Cooper, rimane ancora oggi tra i post più ritwittati di sempre. Tuttavia, a posteriori, si nota qualche presenza che, negli anni, è diventata ‘indesiderata’: si tratta di Kevin Spacey, da tempo al centro delle polemiche per il suo coinvolgimento in una serie di scandali di abusi e molestie sessuali. L’editing, in questo caso, sarebbe dovuto essere miracoloso: avrebbe dovuto rimuovere l’immagine, sistemarla con Photoshop (sostituendo l’attore con uno sticker o la faccia di qualcun altro) e caricarla nuovamente per farla ritornare virale.

Undici tweet che non sarebbero esistiti col tasto edit
Il selfie degli Oscar 2014 (Twitter)

Ed Balls, abituato agli strafalcioni in rete

Nessuno fa più strafalcioni di Ed Balls, ex braccio destro dell’ex premier inglese Gordon Brown. Tra i suoi migliori tweet accidentali spicca, senza dubbio, quello in cui, nel 2011, ha twittato il suo nome, scambiando lo spazio di scrittura per la barra di ricerca. Non lo ha mai eliminato e, per questo, viene ancora oggi ricordato tra gli esempi più alti di un cattivo uso dei social.

La previsione dello schiaffo di Will Smith a Chris Rock

Lo schiaffo che Will Smith ha tirato a Chris Rock nel bel mezzo della cerimonia degli Oscar potrà aver colto di sorpresa il mondo ma non Jason, un utente di Twitter che, nel 2016, pare proprio lo avesse quasi previsto. Nel messaggio, il ragazzo scriveva che l’attore non avesse scelta: doveva sferrare un pugno in faccia al comico. Da allora a oggi, il destro si è trasformato in una manata ma, per il resto, lo scenario si è più o meno avverato. E se ci fosse stato il comando di edit? Jason sarebbe stato eletto moderno Nostradamus: risalendo a quel tweet, infatti, avrebbe potuto cambiare qualche tempo verbale e trasformare una riflessione in una vera e propria previsione.

https://twitter.com/_ja_s_on_/status/704120354055319552?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E704120354055319552%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.theguardian.com%2Ftechnology%2F2022%2Fapr%2F09%2Ftwitter-ten-tweets-in-need-of-edit-covfefe-oscars-selfie

Elon Musk, la vendita di quote Tesla

Elon Musk avrebbe fatto di tutto pur di avere la chance di sistemare quel famoso tweet in cui sosteneva di vendere una parte delle sue quote in Tesla. Quei pochi caratteri hanno innescato il crollo del titolo e un’indagine della Commissione statunitense per i titoli e gli scambi con l’accusa di insider trading e disinformazione, visto che il finanziamento non era, come detto, affatto sicuro. Una faccenda che è costata a Musk il posto di presidente della società e una lunga trattativa con la SEC. Tutto evitabile se il magnate avesse potuto aggiungere un emoticon che ride e che piange contemporaneamente, incontrovertibile conferma che si trattasse di un innocente battuta.

Undici tweet che non sarebbero esistiti col tasto edit
Il tweet incriminato di Musk (Twitter)

Ben Shapiro e la gaffe sul crimine

Quando, lo scorso anno, ai candidati sindaco di New York è stato chiesto cosa avrebbero vietato per sempre se avessero potuto, le loro risposte si sono mantenute quasi tutte sul cibo spazzatura e le bevande gassate. Una situazione che ha infastidito l’opinionista conservatore Ben Shapiro: «Rimango basito dal fatto che nessuno abbia parlato di crimine», ha twittato all’epoca. Sembra proprio che Shapiro non fosse al corrente del fatto che il crimine fosse già illegale. Per questo è finito direttamente nel mirino degli autori di meme.

L’immagine splatter della scrittrice Joyce Carol Oates

In un’annata nera come il 2020, mancava giusto il tweet di Joyce Carol Oates. La scrittrice, in un caldo pomeriggio di agosto, ha pensato bene di pubblicare la foto del suo piede con una ferita davvero disturbante e un invito: «Non camminate mai nei boschi coi sandali». In questo caso, la funzione editing sarebbe stata perfetta se solo avesse permesso anche di sfocare o nascondere le immagini che non violano alcuna policy ma potrebbero dare fastidio a chi vi si imbatte per caso.

Netflix, la moda di condividere la password su Twitter

Nel 2017 nessuno avrebbe mai pensato che condividere le password degli account Netflix sarebbe presto diventato impossibile. Sebbene fosse una moda pienamente appoggiata anche dal network che, in un’occasione, aveva twittato che «amare qualcuno significa condividere la password con lui o con lei», cinque anni dopo è diventata un comportamento passibile di denuncia. Per salvare la reputazione, i social media manager, forti del tasto edit, avrebbero potuto modificare in una frase del tipo: «Amare è condividere la password solo con i membri della tua famiglia o rischi di essere denunciato».

Undici tweet che non sarebbero esistiti col tasto edit
Parecchio è cambiato da quando Netflix ha twittato questa frase (Twitter)

L’appello di Twitter a indossare la mascherina

Forse, però, il reale motivo per cui Twitter si sta dedicando alla messa a punto della funzione non è altro che editare i suoi errori. Nel 2021, la compagnia ha risposto così a chi pretendeva con insistenza l’aggiornamento: «Avrete il tasto edit solo quando tutti indosseranno una mascherina». Non si comprende bene se fosse un invito al buonsenso o una battuta ironica, in ogni caso è già storia vecchia. 

https://twitter.com/Twitter/status/1278763679421431809?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1278763679421431809%7Ctwgr%5E%7Ctwcon%5Es1_&ref_url=https%3A%2F%2Fwww.theguardian.com%2Ftechnology%2F2022%2Fapr%2F09%2Ftwitter-ten-tweets-in-need-of-edit-covfefe-oscars-selfie