Twitti a destra

Redazione
22/10/2021

L'impennata si verifica in periodo elettorale. L'algoritmo del social preferisce contenuti appartenenti a questa connotazione politica, rispetto a quelli di sinistra. La ricerca è stata resa nota dalla stessa piattaforma, che non sa spiegarne i motivi.

Twitti a destra

L’algoritmo che mostra i post agli utenti di Twitter preferisce i contenuti di destra rispetto a quelli di sinistra. È quanto emerge da una ricerca interna condotta dal team META, che si occupa di indagini e di sviluppo legati all’intelligenza artificiale che disciplina il social network. «Abbiamo analizzato milioni di tweet dal 1 aprile al 15 agosto 2020, da account gestiti da funzionari eletti in sette Paesi: Canada, Francia, Germania, Giappone, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti», ha reso noto la piattaforma, spiegando poi che in sei su sette (tutti tranne la Germania), «i tweet pubblicati da account della destra politica hanno ricevuto un’amplificazione algoritmica maggiore rispetto alla sinistra, se studiati come gruppo».

Twitter, algoritmo sbilanciato verso destra

Canada, Francia, Giappone, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti e, appunto, Germania. Sono questi i Paesi al centro della ricerca condotta da Twitter che ha portato al sorprendente risultato. Lo sbilanciamento verso destra, spiega la piattaforma, si verifica soprattutto nei periodi pre-elettorali, in cui i contenuti politici finiscono per avere una predominanza numerica sugli altri. E quelli di destra, a quanto pare, sono in qualche modo favoriti «quando viene selezionato il feed tramite algoritmo rispetto a quello cronologico». Tuttavia, il social network di Jack Dorsey non è certo di cosa abbia causato questo sbilanciamento: «Alcuni di questi comportamenti potrebbero essere guidati dall’utente, dalle azioni delle persone sulla piattaforma. Ma non ne siamo sicuri», ha dichiarato Rumman Chowdhury, capo del team META.

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Twitter, verso una maggiore trasparenza

La diffusione dei risultati della ricerca può essere visto come un primo passo verso una maggiore trasparenza da parte della piattaforma. «L’amplificazione algoritmica non è problematica in sé, tutti gli algoritmi finiscono con l’amplificare i contenuti a cui sono applicati. Diventa problematica se sorge un trattamento preferenziale in funzione di come l’algoritmo è costruito, rispetto alle interazioni che le persone hanno con esso», ha spiegato Twitter, affermando poi di voler coinvolgere ricercatori esterni, per migliorare i sistemi alla base dell’organizzazione automatica dei contenuti.