Un tulipano nel vento

Redazione
04/06/2021

Abbattimento del rumore e un occhio strizzato all'arte, così una start up olandese ha ribaltato i canoni estetici e aumentato l'efficienza degli impianti per la produzione di energia eolica.

Un tulipano nel vento

Abbattimento del rumore, lotta all’inquinamento con un occhio all’estetica. Sono gli obiettivi di Flower Turbines, ditta con sedi negli Stati Uniti e in Olanda, che progetta impianti eolici a basso impatto ambientale impreziositi da un design eco-art. Simili nell’aspetto ai tulipani, le turbine dell’azienda di energia green potrebbero rivoluzionare il mercato delle pale eoliche.

Dalle proteste la nascita delle Flower Turbines

Spesso, infatti, gli oppositori dei parchi che sfruttano la forza del vento per produrre elettricità hanno lamentato l’eccessivo rumore prodotto dalle centrali e il degrado ambientale scaturito dalla loro installazione. Da questi malcontenti è partito il progetto di Daniel Farb, Ceo di Flower Turbines: «Le grandi turbine sono molto efficienti, ma per alcune persone un pugno nell’occhio», ha dichiarato al Guardian il fondatore dell’azienda. «Producono rumore, sfarfallio e deturpano l’ambiente. Il nostro intento è quello di eliminare i difetti, rendendo l’energia eolica vantaggiosa per tutti».

Il progetto ha già convinto diversi investitori non solo nei Paesi Bassi, dove sono stati installati impianti a Rotterdam e Amsterdam, ma anche in Germania, Israele e Colombia. «Il nostro prodotto, rispetto alle pale tradizionali, è silenzioso e di bell’aspetto», ha continuato Ray Osinga, direttore europeo di Flower Turbines. «Nessuno vuole vivere accanto a un impianto che si eleva fino a 200 metri e fa continuamente rumore». Alte solo da tre a sei metri, le nuove turbine olandesi non disturbano la quiete acustica e strizzano l’occhio all’arte.

Flower Turbines, zero rischi per gli animali

Basso anche il pericolo per gli uccelli e gli altri animali, soprattutto negli ambienti urbani. Le turbine producono un lieve rumore, impercettibile per l’uomo, ma che la fauna selvatica è in grado di sentire, in modo da evitare il pericolo di abbattersi su di esse. Un progetto, dunque, che potrebbe risolvere il problema con cui devono fare i conti Paesi come il Sudafrica, dove, come riporta la Bbc, pipistrelli, aquile e falchi spesso muoiono a causa dell’impatto con gli impianti, “invisibili” ai loro sensi.

I predecessori di Flower Turbines

Quello di Flower Turbines non è però un esperimento inedito e già ad aprile, un progetto della start-up spagnola Vortex Bladeless è diventato virale sul web. Il motivo? La strana somiglianza con un sex-toy, tanto che gli utenti lo hanno simpaticamente definito skybrator. Il valore aggiunto anche in quel caso resta la possibilità di fare a meno delle ampie e antiestetiche lame bianche, negli anni divenute simbolo dell’energia eolica. Un cilindro fissato al suolo sfrutta l’energia del vento per oscillare e muoversi vorticosamente, generando elettricità.

In America, invece, l’azienda Alpha 311, che da anni si impegna a sfruttare l’energia rinnovabile locale, sta studiando una turbina eolica verticale capace di generare corrente elettrica senza vento. Affisse ai pali dell’illuminazione stradale, le turbine raccolgono l’energia generata dai veicoli in movimento, per trasformarla in elettricità a costo zero.