Tunisia, oggi il referendum sulla nuova Costituzione

Annarita Faggioni
25/07/2022

Milioni di cittadini della Tunisia sono chiamati ad esprimersi sulla nuova Costituzione: il referendum non prevede quorum.

Tunisia, oggi il referendum sulla nuova Costituzione

In Tunisia parte oggi il referendum sulla nuova Costituzione. In tutto si parla di oltre 9 milioni di aventi diritto, ma non è previsto alcun quorum. Il presidente Kais Saied – che lo ha fortemente voluto – ha inserito un suo testo che i tunisini dovranno approvare o rifiutare. Le votazioni si concluderanno alle ore 22 (ora locale, le 23 in Italia) e i risultati ufficiali arriveranno tra domani e il 27 luglio. La nuova Costituzione è stata fortemente contrastata dai partiti di opposizione e tra la società civile, perché aumenta i poteri del presidente.

Referendum in Tunisia

Secondo i detrattori, questi nuovi poteri potrebbero influire sugli altri, il legislativo e il giudiziario. Il timore è quindi che ci sia una deriva autoritaria, avvalorato anche dalla discesa in campo di circa 84mila agenti ai seggi. La riforma prevedrebbe infatti un iperpresidenzialismo, con il presidente che potrà esercitare il potere esecutivo con l’aiuto di un premier e di ministri da lui nominati (e che potrà revocare quando vorrà e senza la necessità di un voto di fiducia in Parlamento).

Accanto all’assemblea dei deputati, ne verrebbe creata un’altra con i rappresentanti delle diverse regioni dal sistema elettivo ancora vago. Conservatore islamico, ha introdotto all’articolo 5 del testo le seguenti parole: “La Tunisia appartiene all’Umma (ndr la comunità musulmana) e incombe solo allo Stato di operare per realizzare le finalità dell’Islam”. Concetti che, in un paese dalla tradizione laica, fanno paura e rischiano di far tornare indietro alle primavere arabe del 2011.

Referendum in Tunisia: chi vincerà?

Con ogni probabilità, la nuova Costituzione passerà. La maggior parte dei partiti dell’opposizione e le organizzazioni non governative hanno lanciato un appello a boicottare il referendum e, non essendoci quorum, dovrebbe andare a votare solo chi vi è favorevole. La consultazione rimane comunque un test per Saied che, ancora popolare nei ceti sociali più poveri, sta vedendo i propri consensi calare per le difficoltà economiche aggravate dal Covid e dalla guerra in Ucraina.