Rocce di memoria

Redazione
26/10/2021

Un team di scienziati in Canada ha evidenziato tracce di grafite su una pietra di 2,5 miliardi di anni fa recuperata in Groenlandia. Sarebbero il lascito di microrganismi primordiali, risalenti a un periodo in cui l'atmosfera terrestre era priva di ossigeno.

Rocce di memoria

Tracce di vita su un antico rubino di 2,5 miliardi di anni fa. Alcuni scienziati canadesi hanno infatti rinvenuto prove di grafite, minerale di carbonio puro, su una pietra recuperata in Groenlandia. Lo studio, pubblicato su Ore Geology Reviews, è opera del team di Chris Yakymchuk, professore di Scienze della terra e dell’ambiente presso l’Università di Waterloo.

Sul rubino presenti tracce di grafite

«La grafite all’interno del rubino è unica», ha dichiarato il ricercatore. «Si tratta della prima prova assoluta di vita antica in simili rocce». La scoperta è ancor più sensazionale se si pensa che il carbonio è databile a circa 2,5 miliardi di anni fa, un’epoca in cui il nostro pianeta era molto diverso da quello che conosciamo oggi. L’atmosfera era infatti priva di ossigeno e la vita era concentrata in piccoli organismi unicellulari.

Per datare le tracce di grafite, gli scienziati ne hanno esaminato la composizione chimica, in particolare quella inerente la composizione degli isotopi di carbonio. Hanno così identificato nelle tracce sul rubino alcuni microrganismi morti, probabilmente cianobatteri. «La materia vivente si costituisce prettamente di atomi di carbonio più leggeri, i quali chiedono un dispendio di energia molto piccolo per essere incorporati nelle cellule», ha proseguito Yakymchuk.

Come riporta Live Science, si pensa che i cianobatteri siano state tra le prime forme di vita sulla Terra ed fossero in grado di svilupparsi anche in assenza di ossigeno. Attraverso miliardi di anni di conversione della luce solare in energia chimica, hanno poi gradualmente prodotto l’ossigeno necessario per l’evoluzione della vita complessa.

L’analisi è risultata fondamentale anche per capire meglio il processo di formazione dei rubini in Groenlandia, reale ragione di partenza dello studio. Come ha ricordato lo scienziato, è probabile che la chimica delle rocce abbia influenzato l’area circostante creando condizioni favorevoli per lo sviluppo delle pietre preziose. Uno studio importante, che sarebbe stato «impossibile da fare in base al solo colore della pietra».

Sebbene antico, il rubino non è però la prima testimonianza di vita trovata finora. Come ricorda Live Science, molti studi hanno in passato affermato di aver trovato tracce di esseri viventi risalenti a oltre 3 miliardi di anni fa.