Mi hanno lasciato Tolo

Giovanni Sofia
14/09/2021

Saeed Shinwari, giornalista 31enne, da un mese vive rinchiuso nella sede dell'emittente afghana. È nella lista nera dei talebani, che hanno perquisito la sua abitazione e da un momento all'altro potrebbero ucciderlo. La sua storia.

Mi hanno lasciato Tolo

Recluso dentro la sede di Tolo Tv. Da un mese Saeed Shinwari, giornalista tra i più affermati dell’Afghanistan, non può lasciare gli studi dell’emittente. Anche se a chiamarla così, bisogna lavorare di fantasia, essendo piuttosto un vero e proprio bunker ricavato al centro di Kabul. L’inizio dell’auto-prigionia è coinciso con il ritorno al potere dei talebani, solo lì infatti si sente al sicuro. È terrorizzato per la sua vita, su cui in ogni momento potrebbe arrivare la mannaia degli studenti coranici. Questi si erano insediati da qualche ora, quando una perquisizione ha messo a soqquadro l’appartamento di Shinwari: «Sono arrivati a casa e hanno rovistato dappertutto. Mia madre ha chiesto cosa stessero cercando e le hanno risposto che speravano di trovare qualche carta che mi collegasse al vecchio governo». Di cui era stato portavoce nel 2019. «Penso che finiranno per uccidermi, vorrei lasciare il Paese ma non ho agganci e non saprei a chi rivolgermi», spiega distrutto a El Pais. Trentunenne, è sposato con quattro figli e rappresenta il riferimento principale di una famiglia allargata, composta anche da genitori, fratelli sorelle e nipoti. «Non li vedo da trenta giorni. Una settimana prima del cambio di governo, i vecchi funzionari mi avvisarono di essere nella lista nera dei talebani».

Shinwari, in passato nel mirino dell’Isis-K

È stato l’inizio dell’incubo, un revival del passato a tinte addirittura più scure. Shinwari era agli esordi quando nella sua città natale, Nangarhar, subì le minacce dell’Isis-K, per il modo sempre attento di interpretare la professione. Ma non si dice sorpreso: «È un tratto tipico del loro modo di fare: odiano i media locali e adorano quelli stranieri». Gli servì, comunque, per capire di essere sulla strada giusta. Nel 2017 entrò a ToloNews e diventò popolare grazie a uno show simile all’Hard Talk della Bbc. Acuto nelle domande, capace di mettere in difficoltà gli interlocutori, la carriera in rampa di lancio è stata bruscamente frenata dal ritorno dei talebani: «Si presentano da noi, pretendendo spazio e parola, stabilendo in modo univoco i criteri delle conversazioni. Giusto un paio di giorni fa Abdul Hanan Haqqani, tra gli esponenti di punta del nuovo governo è venuto per un’intervista. Al termine, si è detto sorpreso per il modo equilibrato con cui l’avevo trattato. Ho risposto che se avessi saputo di sopravvivere, magari avrei fatto altre domande. Quelle che interessano davvero alla gente».

Afghanistan, un Paese censurato

E in molti, accorgendosi dell’insolito atteggiamento, hanno scritto a Shinwari, che amaro ammette: «Stiamo andando in onda censurati. Ci hanno rubato il Paese. Se smarrisci il denaro, lo puoi recuperare ma quando succede con lo Stato hai perso tutto. Ma quello che mi domando, come l’intero Afghanistan è perché ci hanno abbandonato tutti?».

La conferma di una situazione drammatica, arriva anche proprietario di Tolo News, Saad Mohseni. Ha ammesso di aver saputo di giornalisti picchiati e minacciati. Una vicenda dai contorni tristi, in controtendenza con la storia della prima emittente del Paese, caratterizzata dall’inclusione etnica e di genere. Per tale ragione, molti cronisti si sono dimessi con l’avvento dei talebani. Sperando, magari, in giorni migliori.