Consigli non richiesti per Berlusconi e gli altri dinosauri di TikTok

Paolo Landi
06/09/2022

Con tutti quei video patetici, Salvini, Meloni e Berlusconi su TikTok sembrano pesci fuor d'acqua. Perché si affidano a social media manager troppo acerbi, invece di vecchie volpi della comunicazione. Eccesso di retorica giovanilista e paternalismo: tutti gli errori che si fanno sui social.

Consigli non richiesti per Berlusconi e gli altri dinosauri di TikTok

Sullo sbarco dei politici su TikTok se ne sentono di tutti i colori. Giovanni Floris, qualche giorno fa su La 7, per esempio ha detto: «Io non sono su nessun social network, ma TikTok va studiato e capito». Su Radio Tre qualcuno ha affermato: «TikTok non ha algoritmi». Tocca di nuovo fare una lezioncina. A Floris diciamo che non c’è nulla da studiare, né da capire su TikTok, basta scaricare l’app e passarci un quarto d’ora, come dovrebbe chi si occupa professionalmente di comunicazione, invece di fare lo snob. I social network sono la cosa più facile da usare e da capire. Il digital divide non è più sulle competenze tecnologiche, è semmai su chi riesce a sfruttare i social (Chiara Ferragni docet) invece di farsi sfruttare: la furbizia di Mario Draghi, che se ne tiene alla larga, fa da contrappeso all’approssimazione di tutti gli altri che cadono nel trabocchetto più insidioso, quello di assumere social media manager giovanissimi, invece di vecchie volpi della comunicazione, che farebbero più al caso loro.

Consigli non richiesti per Berlusconi e gli altri dinosauri di TikTok
Il canale TikTok di Silvio Berlusconi.

Berlusconi è al tempo stesso il più patetico e il più simpatico

I giovanissimi social media manager tendono ingenuamente a far interpretare TikTok ai politici, – tutti oltre i 40 – come farebbero loro. Così si assiste con incredulità ai video che hanno distrutto la reputazione di Matteo Salvini, a Giorgia Meloni che maltratta i panzerotti, alla controinformazione di Danilo Toninelli. Il più patetico è Silvio Berlusconi, che comunque tra tutti è anche il più simpatico: lui è su TikTok come se fosse in una delle sue barzellette, che fanno ridere solo lui. La retorica sui giovani sorvola sul fatto che il social di ByteDance, lo sviluppatore cinese di TikTok, è ormai affollato di vecchi. Partito nel 2017 come nave scuola di aggregazione giovanile, per via dell’acquisizione di Musical.ly, incoraggiando la pubblicazione di brevi video musicali e balletti “trend”, si è arreso all’invasione degli anziani, che vogliono sempre di più sembrare giovani, e non solo su TikTok.

@giorgiameloni_ufficiale

Quando incontro un gatto, l’istinto da gattara ha sempre il sopravvento

♬ suono originale – Giorgia Meloni

I giovani non commentano quei video, e quando lo fanno è per sbeffeggiarli

La differenza di TikTok con le altre piattaforme social è che può mostrare il tuo video ogni volta a utenti diversi, mentre Instagram, per esempio, lo fa vedere a quelli che ti seguono. In questo modo, se azzecchi un post, puoi avere immediatamente un numero alto di follower, la cui conquista su Instagram sarebbe al contrario molto lenta. Ma questo non significa che su TikTok l’algoritmo non sia al lavoro. Lavora, eccome! Se andiamo a vedere le reazioni ai video di Salvini e di Berlusconi, e apriamo i profili di chi interagisce, i commenti positivi sono tutti di persone anziane o della stessa parte politica. I giovani, quando ci sono, li sbeffeggiano: potenza dell’algoritmo e ora che BytDance, come ci informa Forbes, ha investito 1,5 miliardi di dollari in Amcare Healthcare, una delle maggiori catene ospedaliere private cinesi, la sinergia con la terza età sarà ulteriormente incoraggiata.

Consigli non richiesti per Berlusconi e gli altri dinosauri di TikTok
Matteo Salvini su TikTok.

Silvio dovrebbe assumere di nuovo Gianni Letta (che potrebbe consigliare pure Enrico)

Basterebbe a Giovanni Floris stare un quarto d’ora su TikTok per vedere che l’algoritmo gli propone principalmente interazioni con i suoi coetanei cinquantenni, e Radio tre potrebbe verificare che anche TikTok, come tutto ciò che arriva da internet, suggerisce sempre gli stessi contenuti, sulla base di quelli che per caso hai già guardato. Proprio come fa Netflix, che seguita a consigliarti film gay se una sera ti sei scaricato I segreti di Brokeback Mountain. Un politico che sbarca su TikTok all’ultimo momento è perciò un ingenuo, non servirà a niente – glielo dovrebbe dire il suo social media manager – semmai ci sarà qualche reazione incazzata, come la giovane influencer Emma Galeotti che si rivolge a Berlusconi e soci dicendo «non è che siamo così stupidi da vedere un video su TikTok per votarvi». È incredibile quanta ignoranza circondi ancora le piattaforme social, e soprattutto quanta retorica: quella giovanilista è micidiale, perché – come è facilmente verificabile – spinge i politici al paternalismo, ad adeguare il loro linguaggio, quando pubblicano un video su TikTok, come se si rivolgessero a una manica di idioti, a lisciare loro il pelo, come se questo gli garantisse il consenso. In sintesi, consiglio non richiesto per Berlusconi: licenziare il social media manager under 30 e assumere di nuovo Gianni Letta che, già che c’è, potrebbe dare utili consigli anche a suo nipote.