Un TikTok di design

Camilla Curcio
09/11/2021

Non solo balletti e challenge: sul social si discute anche di architettura, urbanistica e arredamento. Ecco i profili più interessanti da seguire.

Un TikTok di design

Meno challenge più cultura. Dopo l’approdo di bibliofili ed esperti di moda che, sui loro profili, hanno iniziato a ripercorrere la storia di scrittori, saghe e stilisti, macinando numeri da record, TikTok apre le porte anche all’architettura. Con una serie di divulgatori che, per passione o professione, intrattengono i loro follower con brevi lezioni monografiche e tour artistici di piccole città e grandi metropoli. 

L’architettura sbarca su TikTok

Per quanto sia ancora una dimensione di nicchia, la sezione dedicata all’urbanistica e al design sta gradualmente conquistando un pubblico sempre più vasto. Grazie a un’offerta di contenuti trasversale e inclusiva. Niente tecnicismi: il linguaggio utilizzato dai content creator punta a semplificare e rendere pop temi che riguardano, direttamente o indirettamente, la quotidianità di chi li segue. Ce n’è davvero per tutti i gusti: da consigli sull’arredamento a spiegoni per chi sulla storia di palazzi ed edifici storici, fino a tour per le case più belle sul mercato. Per utilizzarle come modello d’ispirazione o sognare di poterne diventare, un giorno, i proprietari. 

Tra agenti immobiliari e influencer amanti dell’interior design

Le voci che hanno conquistato il centro della scena (e i like del pubblico) sono molte di più di quanto si possa immaginare. Da un lato, spiccano curiosi personaggi a metà tra agenti immobiliari di lusso e influencer. È il caso dell’americano Aaron Grushow che, dalla soleggiata Beverly Hills, mostra ai suoi seguaci ville faraoniche da milioni di dollari. A fargli da contraltare ci pensa, invece, Zillow Gone Wild che, tra commenti e clip ironiche, offre una prospettiva interessante sul lato più nascosto ed esuberante dell’interior design, mostrando case con cunicoli segreti, grotte sotterranee e giganteschi ring per il wrestling. Per chi fosse interessato a conoscere la storia di razzismo che si cela dietro alla strisce pedonali o il perché la costruzione dei marciapiedi debba seguire un preciso raggio di curvatura, il profilo da seguire è, senza dubbio, quello di Mr Barricade, pseudonimo social dell’ingegnere californiano Vignesh Swaminathan. Non mancano, ovviamente, i tutorial che puntano ad attirare l’attenzione degli utenti affascinati dallo stile minimal sdoganato da Marie Kondo. Come quelli del designer ed esperto di feng shui Cliff Tan, in grado di trasformare un loft in uno studio o ricavare una camera da letto da un armadio (video che, in poche settimane, ha sfiorato i 6 milioni di visualizzazioni), ideale per monolocali.

@zillowgonewild

if you love #wrestling this home is for you!! #foryou

♬ original sound – Zillow Gone Wild

 

Il social per denunciare le barriere architettoniche 

Ma non è tutto. Per i nerd, Sssscavvvv propone straordinari tour nell’architettura di videogame e meme, mentre Design Secret prova a soddisfare curiosità che non trovano risposta nei libri di scuola o nelle riviste specializzate. Critiche al vetriolo e pareri senza filtri, invece, sono il pane quotidiano di Louisatalksbuildings che ha massacrato senza pietà simboli come il Marble Arch di Londra. Infine, gli appassionati di design urbano troveranno la loro isola felice sugli account di Shermann Dilla Thomas, TalkingCities e Pedestriandignity. I primi due offrono aneddoti interessanti su dettagli che passano inosservati, come la storia delle antiche strade londinesi lastricate in legno o delle estrose rotonde olandesi. Il terzo, invece, strizza l’occhio all’attivismo, denunciando le difficoltà incontrate da pedoni e disabili nelle città Usa, tra barriere e  pavimentazioni sconnesse.

@louisatalksbuildings

i know I talk fast but I’m literally so passionate about my hatred for this building!!!!! #432parkavenue #fyp #newyork #nyc

♬ original sound – Louisa