Tigre della Tasmania, gli scienziati vogliono riportare in vita l’animale estinto

Fabrizio Grasso
17/08/2022

Grazie al recupero del Dna antico e alla riproduzione artificiale, un team di ricercatori australiani vuole far riapparire sulla faccia della Terra la tigre della Tasmania, estinta dal 1936. «Se funzionerà, potremmo applicarlo per altre specie fondamentali andate perdute».

Tigre della Tasmania, gli scienziati vogliono riportare in vita l’animale estinto

Quasi 100 anni dopo la sua estinzione, la tigre della Tasmania potrebbe riapparire sulla Terra. Un team di scienziati di Melbourne, infatti, ha dato vita al progetto tanto ambizioso quanto complesso di riportare in vita l’esemplare scomparso dal 1936. Per farlo, occorrerà sfruttare tutti i progressi della genetica, tra cui il recupero del Dna antico della specie, la combinazione con animali moderni e la riproduzione artificiale. «Dobbiamo proteggere la nostra biodiversità», ha detto alla Cnn il capo dello studio Andrew Pask. «Se funzionerà, potremmo applicarlo per altre specie fondamentali andate perdute».

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Tigre della Tasmania, l’ultimo esemplare vivente risale agli Anni 30

Il progetto di rewilding è opera del Thylacine Integrated Genetic Restoration Research Lab di Melbourne. Sfrutterà una partnership con Colossal Biosciences, società  del magnate Ben Lamm e del genetista della Harvard Medical School George Chruch. L’azienda è già nota al mondo della scienza per essere alle spalle del progetto da 15 milioni di dollari che intende riportare in vita il mammut lanoso. La loro attenzione si è ora spostata sul tilacino, noto più comunemente come tigre della Tasmania. Estintosi circa 2 mila anni fa in quasi tutto il mondo ad eccezione dell’isola a largo dell’Australia, è l’unico predatore apicale marsupiale vissuto in tempi moderni. I coloni dell’Ottocento lo ritennero però responsabile della morte dei loro capi di bestiame e per questo lo cacciarono fino al punto da portarlo sull’orlo dell’estinzione. A inizio Novecento si decise per lo stato di protezione, ma l’ultimo esemplare si spense in cattività nel 1936 a Hobart.

Un team australiano vuole riportare in vita la tigre della Tasmania, estinta dal 1936 con recupero del Dna antico e riproduzione artificiale.
Uno degli ultimi scatti alla tigre della Tasmania nello zoo di Hobart nel 1936 (Twitter)

Come funziona il progetto genetico dell’università di Melbourne

Il progetto, di cui la Cnn ha offerto alcune anticipazioni, si preannuncia molto complesso. Gli esperti infatti dovranno trovare il giusto equilibrio fra scienza e tecnologia come l’editing genetico e la costruzione di uteri artificiali. In prima battuta, si costruirà un genoma dettagliato della tigre della Tasmania, in modo da confrontarlo con il parente più prossimo individuato nel dunnart dalla coda grassa, marsupiale carnivoro delle dimensioni di un topo. «Prenderemo le cellule del dunnart e modificheremo il loro Dna per renderlo quanto più simile possibile al tilacino», ha spiegato Pask al media americano. Se la riprogrammazione cellulare dovesse avere successo, si procederà a tecniche con cellule staminali e riproduzioni che coinvolgeranno i dunnart come surrogati.

Un team australiano vuole riportare in vita la tigre della Tasmania, estinta dal 1936 con recupero del Dna antico e riproduzione artificiale.
Il dunnart dalla coda grassa sarà fondamentale per la tigre della Tasmania (Twitter)

Qui però potrebbero sorgere, come sostiene la Cnn, i primi intoppi. Un dunnart adulto è infatti molto più piccolo di una tigre della Tasmania di pari età, quindi potrebbero esserci difficoltà di convivenza. I loro cuccioli tuttavia hanno dimensioni simili, pertanto una madre dunnart potrebbe crescere, almeno nei primi mesi, una piccola tigre della Tasmania. La successiva reintroduzione in natura, poi, richiederà ulteriore cautela. «Qualsiasi rilascio prevede uno studio approfondito dell’animale e dell’ecosistema prima di procedere a un rewilding completo». Gli scienziati non hanno fissato precise tempistiche di realizzazione, ma si pensa possa essere più rapido rispetto al mammut lanoso (4-6 anni). Fondamentale sarà infatti la gestazione più rapida della specie. Se avrà successo, la pratica aiuterà anche il diavolo della Tasmania e gli altri marsupiali oggi in difficoltà sfruttando le diverse biobanche già attive nel mondo.

Le insidie di un animale ibrido fra salute e ambientamento

La nuova tigre della Tasmania però non potrà mai essere identica all’antenato originale. Essendo frutto di una combinazione genetica, l’animale presenterà codici differenti che daranno vita a un ibrido, una sorta di forma alterata del predecessore dei secoli scorsi. «È altamente improbabile ricreare un Dna perfetto di una specie estinta», ha detto alla Cnn Tom Gilbert del Globe Institute di Copenaghen. «Ci saranno sempre parti che non possono essere modificate». Ciò potrebbe tradursi in problemi di salute per la stessa tigre della Tasmania e problemi di ambientamento nel nuovo habitat. Per questo, alcuni esperti hanno persino messo in dubbio la scelta di spendere milioni di dollari in un progetto potenzialmente fallimentare.