The Post, stasera su Rai Movie: la storia vera del film con Meryl Streep e Tom Hanks

Redazione
09/11/2021

Fulcro della pellicola di Steven Spielberg, la storia della pubblicazione dei Pentagon Papers, la miccia che portò allo scoppio dello scandalo Watergate e alle dimissioni del presidente americano Richard Nixon.

The Post, stasera su Rai Movie: la storia vera del film con Meryl Streep e Tom Hanks

Meryl Streep e Tom Hanks sono i protagonisti di The Post, in onda stasera, martedì 9 novembre 2021, alle 21.10 su Rai Movie. Diretto da Steven Spielberg e distribuito nelle sale nel 2017, il film racconta la vicenda della pubblicazione dei cosiddetti Pentagon Papers, documenti secretati del dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America, prima sul New York Times e, successivamente, sul Washington Post nel 1971. Una mossa che metterà a repentaglio la carriera e la libertà dell’editrice Katharine Graham e del redattore Ben Bradlee, i due personaggi che fecero luce sulla vicenda.

The Post: le cose da sapere sul film in onda stasera su Rai Movie alle 21.10

The Post: la trama

Convinto che la guerra portata avanti in Vietnam dagli Stati Uniti non rappresenti altro che una sciagura per la democrazia, Daniel Ellsberg, economista e uomo del Pentagono, divulga nel 1971 una parte dei documenti di un rapporto segreto. Si tratta di 7000 pagine che spiegano nel dettaglio il grado di coinvolgimento politico e militare della nazione nel conflitto in terra vietnamita. Un’implicazione ostinata e contraria a quanto propagandato, per vie ufficiali, da quattro presidenti. Il primo a rivelare l’affaire è il New York Times, successivamente bloccato da un’ingiunzione della Corte Suprema. Un intoppo che, tuttavia, sembra non scoraggiare Katharine Graham, editrice del Washington Post, e il suo caporedattore, Ben Bradlee. I due, uniti nelle avversità, decideranno di rimettere mano a quelle carte top secret e a rilanciarle, in nome di un giornalismo portavoce di verità e onestà.

The Post: il cast

Oltre a Meryl Streep e Tom Hanks nei ruoli di Katharine Graham e Ben Bradlee, nel cast troviamo anche Sarah Paulson (Tony Bradlee), Bob Odenkirk (Benjamin Bagdikian), Tracy Letts (Fritz Beebe), Bruce Greenwood (Robert McNamara), Matthew Rhys (Daniel Ellsberg), David Cross (Howard Simons), Alison Brie (Lally Weymouth), Michael Stuhlbarg (A.M Rosenthal), Pat Healy (Phil Geyelin), Stark Sands (Donald E. Graham) e Jessie Mueller (Judith Martin). Il film ha incassato quasi 177.6 milioni di dollari e portato a casa ottime recensioni della critica, che ha ammirato soprattuto la magistrale performance di Streep. Il Time lo ha messo al primo posto della classifica dei migliori film del 2017.

The Post: la storia vera che ha ispirato la pellicola

Com’è noto, The Post è ispirato a una storia realmente accaduta. Mentre il conflitto in Vietnam proseguiva spietato, negli Stati Uniti la popolarità del presidente in carica, Richard Nixon, era ai minimi storici. Nel 1967, il segretario della Difesa commissionò uno studio sugli effetti e le conseguenze della guerra, dimostrando l’inutilità del conflitto, ma anche e soprattutto la sua atrocità. Quei report rivelarono, infatti, che gli Usa avevano segretamente ampliato la portata dei loro interventi militari attraverso bombardamenti su Cambogia e Laos, incursioni costiere nel Vietnam del Nord e diversi attacchi dei Marines, tutti eventi mai riportati dai media. Originariamente destinato a rimanere top secret, il plico, denominato ‘Pentagon Papers’, venne fotocopiato di nascosto da uno dei componenti del comitato che si era occupato dello studio, Daniel Ellsberg. Deciso a tentare il tutto per tutto pur di smuovere la situazione, aveva intenzione di trovare un modo per rivelare al mondo che quei combattimenti non erano altro che un gioco politico, che non avrebbe portato da nessuna parte. Il 13 giugno 1971, quei documenti arrivarono sulle scrivanie dei giornalisti del New York Times che, considerata la portata dello scoop, non persero tempo e si precipitarono a pubblicarlo. Senza fare i conti, tuttavia, con il potere. Furono proprio i vertici, infatti, a bloccare la diffusione delle oltre 7mila pagine attraverso il giornale. Ma non fu l’unico quotidiano ad entrare in possesso del dossier. Anche il Washington Post, infatti, riuscì a mettere le mani sulle carte. Col consenso dell’editrice Katharine Graham e grazie alla solerzia e al coraggio del reporter Ben Bradlee, si procedette alla pubblicazione, a partire dal 17 giugno dello stesso anno. Ellsberg fu inizialmente accusato (e poi scagionato) di cospirazione, spionaggio e furto di proprietà del governo, e anche le due testate finirono in tribunale, subissate di accuse. Tuttavia, la Corte Suprema le assolse, ribadendo quanto la stampa «non fosse destinata a servire colore che governano, bensì coloro che sono governati». Forti della vittoria in tribunale e supportati dal principio della libertà di stampa, i due giornali ebbero modo di proseguire con il disvelamento dei fascicoli. Un’operazione che, un’anno dopo, avrebbe dato il via al celebre scandalo Watergate e obbligato Nixon alle dimissioni.