Testa o croce

Giovanna Predoni
27/10/2021

Dopo la tormentata nomina del nuovo capo di Borsa Italiana i rapporti tra Euronext e Cdp, da sempre molto complicati, affrontano un nuovo banco di prova. Ne va della tenuta dell'accordo tra francesi e italiani.

Testa o croce

Ormai manca solo l’ufficialità che dovrebbe arrivare dal cda del 27 ottobre. Dopo sei mesi dall’acquisizione da parte di Euronext, finalmente è stato scelto Fabrizio Testa, 53 anni, cuneese, come nuovo amministratore delegato di Borsa Italiana. Sostituirà Raffaele Jerusalmi, lo storico capoazienda leader per crescita aziendale e per stipendio (circa 4,5 milioni di euro nel 2019). Il nuovo ad è stato scelto dopo una lunga battaglia tra il numero uno di Euronext, Stephane Boujnah, e il nuovo amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco, aiutato da Pierpaolo Di Stefano, capo delle partecipazioni di Cdp, e da Alessandro Rivera, direttore generale del Tesoro. Il nuovo capo azienda di Borsa Italiana è stato scelto da Cdp su proposta di un cacciatore di teste (in questo caso Aurelio Regina di Egon Zehnder), con il via libera di Euronext, che non poteva rifiutare più di due volte l’indicazione data dalla Cassa.

I difficili rapporti tra Euronext e Cdp

Il processo di scelta è durato oltre sei mesi perché tra Euronext e Cdp (socia di Euronext al 7,5%) non c’era identità di vedute: il primo voleva un capo azienda che dovesse portare avanti solo l’integrazione, soprattutto delle piattaforme informatiche, di Borsa Italiana con i sistemi della capogruppo francese; la seconda invece una personalità di spicco vista l’importanza, anche a livello istituzionale, di Borsa Italiana. La prima scelta di Scannapieco era stata fatta in estate con l’indicazione di Alessandro Decio, banchiere di lungo corso, prima in Unicredit e poi amministratore delegato di ING e Sace, quindi approdato con la medesima carica al Banco di Desio e della Brianza. Ma Boujnah l’aveva rifiutata per due motivi: il costo aziendale (ora Decio ha uno stipendio di oltre 1 milione di euro mentre la posizione prevedeva circa la metà) e il profilo troppo alto, che era spropositato per quanto era necessario per integrare Borsa Italiana in Euronext.

la scelta di testa come ad borsa italiana e i rapporti tra Cdp e EURNEXT
Dario Scannapieco, ad di Cdp.

Mts sarà l’unico business che rimarrà in gestione agli italiani

Ora il nome di Testa ha messo d’accordo tutti poiché Mts, di cui il manager è l’attuale capo azienda, sarà l’unico business che rimarrà veramente in capo agli italiani – in quanto gestisce la piattaforma che piazza principalmente il debito pubblico italiano – e che verrà esportato anche nel sistema Euronext; inoltre Testa conosce le piattaforme informatiche, anche se non è una personalità di spicco del mondo economico italiano. Una identica discussione tra Cdp e Euronext era già accaduta a fine aprile per la nomina del presidente di Borsa Italiana, quando c’era da rinnovare il cda della società. La spuntò la Cassa, allora c’era Fabrizio Palermo come amministratore delegato, che volle la riconferma dell’economista della Bocconi Andrea Sironi, mentre Euronext avrebbe desiderato nominare Claudia Parzani, partner di Linklaters, avvocata esperta di capital markets. Una volta fatte le scelte dei vertici di Borsa Italiana, arriva ora la parte difficile: come ridare smalto al mercato italiano delle quotazioni.

I rapporti tra Euronext e Cdp dopo l'arrivo di Testa in Borsa italiana
Palazzo Mezzanotte a Milano (Getty Images).

La disaffezione verso il mercato e la scelta di quotarsi all’estero

Nell’ultimo periodo molte aziende si sono delistate dal mercato italiano, altre hanno scelto di quotarsi oltre oceano (Stati Uniti e Asia) e altre importanti in Europa, proprio alla borsa olandese, uno dei 7 mercati dei capitali posseduti da Euronext. Il rilancio di Borsa Italiana, comunque, non verrà gestito da Fabrizio Testa ma direttamente da Parigi poiché lì c’è la responsabilità dello sviluppo dei mercati mobiliare posseduti da Euronext. Vedremo come se la caverà Boujnah tra l’Italia e l’Olanda. E si capirà soprattutto se la precedente gestione di Cdp (Palermo, Di Stefano) e l’ex Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri con il suo direttore generale Rivera hanno sottoscritto, al momento dell’acquisto, un buon accordo con Euronext per lo sviluppo dell’Italia e del suo mercato borsisitico.