Tapirisse

Redazione
15/10/2021

Non tutti alla consegna del trofeo di Striscia hanno reagito come Ambra Angiolini. Dalla microfonata di Del Noce ai baci dei Sottotono, quando il "premio" manda su tutte le furie chi lo riceve.

Tapirisse

Aplomb, educazione e grande senso dell’ironia. Ambra Angioini ha mostrato tutto questo nel momento in cui Valerio Staffelli le ha consegnato uno dei Tapiri d’oro più discussi della storia recente di Striscia la notizia. Le critiche sul programma, infatti, sono piovute numerose a causa del motivo, ossia la rottura della relazione, pare per un tradimento, con l’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri. Accanimento da molti ritenuto ingiustificato, di fronte al quale Ambra ha sfoggiato una compostezza tale che lo stesso inviato è apparso in diversi momenti visibilmente imbarazzato. «Se vuole può venire lei a casa mia per una colazione o una cena», ha scherzato la donna dando prova di una notevole capacità di reazione a un periodo, comunque complicato. Così Staffelli alla fine si è dovuto accontentare soltanto qualche battuta. Altro che pugni e calci, o microfoni rotti, come pure è accaduto in passato.

La microfonata in faccia di Fabrizio Del Noce

Con Fabrizio Del Noce, ad esempio. Quando raggiunto fuori da un locale, l’ex direttore di Rai1 prima rispose alle domande di Staffelli su una disputa con Bonolis, poi nell’instante in cui queste si sono fatte progressivamente più invadenti, ha cominciato a perdere le staffe. In un climax di insulti e tensione, i due rientrarono al ristorante e fu allora che Del Noce strappò il microfono all’inviato e inizialmente lo infilò in un secchiello per il ghiaccio, successivamente lo usò per rifilare un colpo al volto di Staffelli.

La rissa con il marito di Catherine Spaak

Nel lungo elenco degli attapirati arrabbiati rientra di diritto anche Catherine Spaak. L’attrice francese naturalizzata italiana ricevette il poco ambito riconoscimento in seguito alla decisione di abbandonare L’isola dei famosi. In quell’occasione venne fuori la storia di un contratto, in cui tra le clausole, compariva ad esempio la possibilità di non farsi riprendere in costume. Sarebbe stata proprio l’incompatibilità tra tali regole e l’essenza del reality a giustificare il premio. Ma al momento della consegna all’interno di un albergo Staffelli incassò gli spintoni e le minacce di Vladimiro Tuselli, marito della donna. «O ve ne andate o vi spacco la telecamera». Detto fatto.

Vittorio Sgarbi e la corsa in ospedale

E nella lista non poteva di certo mancare un personaggio focoso come Vittorio Sgarbi, che quella volta superò, però, decisamente i limiti. L’episodio risale al lontano 2002, allora il critico d’arte finì nell’occhio del ciclone per delle consulenze rilasciate a Giorgio Corbelli, poi arrestato per truffa. Il sindaco di Sutri spaccò come riporta Repubblica letteralmente il tapiro in testa a Staffelli, che fu costretto a farsi medicare in ospedale. L’inviato rimediò un trauma cranico non commotivo, uscì dal pronto soccorso dopo sei ore e con una prognosi di tre giorni.

Sottotono, i finti abbracci al festival di Sanremo

Una compagnia variegata, in cui spiccano I Sottotono, protagonisti di una strana serie di abbracci ai danni dell’inviato. Le lancette tornano indietro e ci riportano al Festival di Saneremo 2001. Edizione nefasta per i due rapper, che si esibirono sul palco con il brano Mezze verità. Dapprima, infatti, agli artisti venne chiesto dagli organizzatori di modificare il testo per via delle parolacce presenti. Di tutta risposta questi si opposero e preferirono non cambiarle, scegliendo semplicemente di non pronunciare i termini oggetto della discordia. Non finì qui, però, perché nei loro confronti vennero mosse anche accuse di plagio. Il brano secondo alcuni ricordava Bye bye degli ‘N Sync. Staffelli, allora, si presentò dietro le quinte per donare loro il Tapiro, circondato da fischi e telecamere. Visibilmente irritato uno dei due rapper iniziò a stringerlo e baciarlo, facendogli in realtà male. Fu il preludio a una situazione che nel giro di poco degenerò, a furia di pugni, schiaffi e sputi. Non esattamente la più tenera delle accoglienze.