Mai dire Tananai

Michele Monina
14/02/2022

Se i Maneskin sexy e provocatori hanno conquistato le classifiche mondiali, il 27enne di Cologno Monzese, sghembo e ironico, è riuscito a diventare virale ottenendo un successo fino a Sanremo impensabile. Potrebbe essere lui il nuovo fenomeno pop formato Italia.

Mai dire Tananai

Tananai, il suo nome è già leggenda. Ma come si è arrivati a questo? Partiamo da lontano. Quando qualche mese fa il mondo iniziò a mandarci chiari segnali di un fenomeno sulla carta inspiegabile, qualcosa che in altri tempi avrebbe indotto Giacobbo a farci su una puntata di Voyager o M. Night Shyamalan a farci su un brutto film con Mel Gibson, mentre in molti si lasciavano andare a una sorta di psicosi collettiva, qualcuno provava ad analizzare la situazione basandosi solamente sui fatti. Niente di troppo difficile, in effetti: gli elementi erano pochi e anche tutti ben definiti.

Bellezza, rock vintage e TikTok: la ricetta del successo dei Maneskin

C’era una band di ragazzi molto giovani e belli, dotati di un carisma indubbio e con qualcuno, vai a capire se dentro la band stessa o intorno, capace di attingere dalla grande Bibbia del rock. Prendi un’idea qui, una lì e 70 anni e passa di storia fornirebbero idee per centinaia di carriere derivative. C’era un suono che indubbiamente si trovava ormai solo nei mercatini della domenica dedicati al modernariato, un rock anche quello assai derivativo, copiaticcio, accattivante, certo, ma solo per chi non ne avesse mai neanche sentito parlare dai nonni. C’era soprattutto la concomitante esplosione di TikTok, un social destinato ai giovanissimi, proprio nel medesimo periodo Khabi Lame, un nostro connazionale non riconosciuto dallo Stato come tale, diventava una star mondiale semplicemente allargando le mani guardando in camera a commentare le tante stranezze che succedono sui social, e di lì a poco oggetto di curiosità anche per le generazioni più grandi.

come tananai sta diventando un fenomeno pop
I Maneskin (Getty Images).

Il potere dei social 

Il mix di questi elementi, assai più delle irrilevante vittoria del Festival della Canzone Italiana di Sanremo – qualcuno ha avuto mai notizia di Diodato? – e anche di Eurovision, che di questa storia è stata innesco, non certo esplosivo, ha lanciato nell’empireo i Maneskin. Una loro cover di quattro anni prima, neanche mai accompagnata da un video, in quanto brano eseguito durante il loro percorso non vittorioso a X Factor, Beggin, brano Anni 60 dei Four Seasons, ha cominciato a essere la colonna sonora di centinaia, migliaia, decine di migliaia, via via fino a centinaia di milioni di videini sul social dei balletti, propagando il verbo su tutte le altre piattaforme, comprese quelle strettamente musicali, Spotify, Youtube, trasformando un brano minore in hit planetaria con centinaia e centinaia di stream e Damiano e soci nei nostri artisti più riconoscibili al mondo, non i più streamati, quelli sono il trio dance Meduza. A leggere i commenti dell’epoca su Youtube, prima cioè che arrivassero Jimmy Fallon, Mick Jagger e Ellen Degeneres, era chiaro cosa stava succedendo, chiaro a chi volesse leggere i fatti e non le leggende, commenti sgrammaticati di bambini, molti americani, che si esaltavano per quel ratatatà che, fossero stati adulti, li avrebbe portati a perdere il diritto di voto e anche la patria potestà.

Tananai: la costruzione di un fenomeno
Tananai sul palco dell’Ariston (Getty Images).

Sanremo 2022 e il fenomeno Tananai

Veniamo a oggi. E veniamo a un nuovo caso che (a volte le storie degli entomologi ci possono essere d’aiuto a scoprire certi animali ritenuti estinti basta star lì appostati con un teleobiettivo, la pazienza aiuta i pazienti) potrebbe diventare a sua volta iconico, seppur immagino più a livello nazionale che mondiale. All’ultimo Sanremo, in tempo di pandemia c’è solo quello cui guardare, tutti abbiamo riso, in alcuni casi anche con un certo disagio, di un giovane cantante sputato tra i Big per aver vinto Sanremo Giovani, Tananai. Uno che nelle sue esibizioni due cose ha mostrato: di non saper azzeccare una nota neanche per sbaglio, cosa di per sé anche difficile, e di essere un simpatico cazzone, sempre sorridente anche quando in teoria una certa vergogna avrebbe aiutato a uscirne meglio. La sua canzone, Sesso occasionale, una canzone d’amore in cui Tananai invita la sua lei a mettere su casa insieme invece che a continuare ad accoppiarsi occasionalmente, appunto, è anche orecchiabile, come lo può essere la sirena del garage del vicino che scatta di notte, e si giustamente classificata ultima, contendendosi la maglia nera con Duecentomila ore di Ana Mena, segnatevi questo nome, a sua volta oggetto di scherno durante il Festival per una sua certa tamarritudine musicale e non. La si è definita come prossima officiante del Castello delle cerimonie o anche l’ultima delle Winx, ma immagino che non avendolo fatto Davide Maggio nel suo caso tutto rientri nel diritto di cronaca o di satira.

Tananai e la leggenda sanremese di Zucchero e Vasco

Succede che, sulla falsa riga di quanto capitato in un passato remoto a Zucchero e Vasco, arrivati ultimi (in realtà non proprio ultimi, ma questo vuole la leggenda) con Donne e Vita spericolata, poi divenute due evergreen capaci di lanciare le rispettive carriere da rockstar, Tananai abbia festeggiato sui social il primato dell’ultimo posto come se avessi spodestato Blanco e Mahmood dal podio, fatto che non è passato inosservato e che inizialmente ha contribuito a far ridere di lui, e con lui, simpatico il ragazzo. A questo è seguita una settimana davvero sfolgorante, praticamente il suo nome e il titolo della sua canzone sempre trend topic, proprio per quel suo fare guascone e simpatico. Tutti hanno ripreso il suo tweet in cui auspicava il ritiro dei 24 artisti arrivati sopra di lui per poter così andare a Torino a rappresentare l’Italia a Eurovision, poi ha lanciato i suoi live che, proprio in virtù di questo essere diventato virale, segnatevi anche questa parola, “virale”, lo hanno portato a due velocissimi sold out, con conseguente cambio di location in spazi più ampi e nuove date.

Il duetto con Ana Mena

Infine, Ana Mena: ed eccolo a fare dirette con la cantante spagnola, a sua volta dimostratasi sveglia e simpatica, a scherzare sul loro essere arrivati in coda alla classifica, e di conseguenza a risalire la china degli ascolti radio e della classifica FIMI, al punto da aver poi replicato la diretta social andando a duettare fianco a fianco, non più solo virtualmente.

Il casi post Sanremo: Emma vs Davide Maggio e la corsa per San Marino

Sanremo ci lascia dunque due vincitori Mahmood e Blanco oggetto di 100 mila cover, da parte di chiunque, come di parodie – quella dei Panpers Delivery, davvero esplosa ovunque – e due ‘casi’: il già citato scontro Emma-Davide Maggio, sulla faccenda delle calze a rete su gambe importanti e il conseguente monologo sul ritorno al Medioevo, e l’autocandidatura di chiunque con San Marino. Da chi lo ha fatto per gioco, come La Rappresentante di Lista, a chi è in gara al concorso Una voce per San Marino, come Achille Lauro. Ed ecco che Tananai, tra il cazzone il geniale, che si fa sotto con l’Azerbaijan, vai a capire se è una battuta o è tutto vero, ancora trend topic e via andare.

Se anche Propaganda appoggia Tananai

Sesso occasionale comincia a spopolare, molti ritrattano sui voti bassi dati a Sanremo, sull’averlo preso palesemente per il culo, come se essere simpatico e virale riuscisse nell’impresa di riscrivere il passato prossimo, quando ecco che a metterci il cappello sopra arriva Propaganda Live, ospiti di Sanremo in puntata lui e i già citati La Rappresentante di Lista, la cui Ciao Ciao nel mentre è a sua volta un tormentone, replicata all’infinito sui social, con tanto di tutorial e balletti vari. Che fanno Zoro e company? Semplice, invitano la Svizzera a presentarsi a Torino con Tananai come rappresentante. Una boutade, fatta però con i crismi dell’autorevolezza, Propaganda Live è un programma di culto, con gli spettatori giusti e gli ospiti giusti. Al punto che Monika Schmutz Kirgoz, ambasciatrice svizzera in Italia lo ha convocato, via social, per una speciale audizione.

Il piacione e sghembo che potrebbe conquistare l’Italia

L’idea che siano i nostri vicini a presentarsi su quel palco con la canzone il cui ritornello recita “Baby ritorna da me”, confesso, è davvero divertente, come è divertente tutto quello che ruota intorno a Tananai, 27 anni di Cologno Monzese, uno che ha appunto raccontato ad Ana Mena di essere tornato a vivere nella cameretta in casa dei suoi genitori perché sfrattato, e che ha saputo ironizzare più di chiunque sul suo essere stonato. Dopo la prima performance sanremese ha fatto una storia su Instagram in cui diceva di essere sceso dal palco convinto di aver spaccato salvo essersi poi accorto, rivedendo l’esibizione, di aver “fatto cagare”, parole sue, diventando presto virale come nessuno dopo il Festival. Era arrivato con neanche 5 mila follower su Twitter, ora è già quasi a 57 mila e cresce minuto dopo minuto. E dire che Virale è appunto il titolo del brano festivaliero di un altro artista uscito da Sanremo Giovani, Matteo Romano, uno che proprio sui social è esploso e da lì è arrivato dritto dritto sul palco dell’Ariston. TikTok è la sua piattaforma, a dimostrazione che è lì che si gioca oggi la partita e che non necessariamente partire già preparati significa andare poi a portare a casa il miglior risultato. Senza entrare nello specifico musicale – stiamo davvero nel campo del risibile – va detto che Tananai potrebbe davvero diventare il nuovo fenomeno pop, dopo i Maneskin. Lui piacione e sghembo, loro sexy e provocatori, certo non ambendo a sfondare in mezzo mondo, ma sicuramente strappando sorrisi, biglietti per i suoi live e streaming che, sulla carta, non si sarebbe neanche potuto sognare.