Tamponi gratuiti in azienda, la politica si divide

Redazione
14/10/2021

Letta: «Come il condono per chi non paga le tasse». Salvini: «Nemmeno un italiano deve rimanere a casa».

Tamponi gratuiti in azienda, la politica si divide

Mentre il 15 ottobre si avvicina, il mondo della politica continua a schierarsi non solo sulla liceità dell’obbligo di Green Pass sul luogo di lavoro (alla base dello sciopero dei portuali di Trieste e Genova), ma anche sull’opportunità o meno di fornirli gratuitamente a chi non si è vaccinato, come caldeggiato da una circolare del Viminale. Se Beppe Grillo con un post sul suo blog ha provato ad argomentare perché lo Stato dovrebbe farsi carico dei costi dei test per il personale non immunizzato, Enrico Letta ha preso tutt’altra posizione. «Il tampone gratuito è come il condono per chi non paga le tasse. Noi siamo contro questa logica», ha detto il segretario del Pd a Radio Immagina, la radio Dem: «Deve essere premiato chi è fedele, chi paga le tasse e chi si è vaccinato».

Tamponi gratuiti, le dichiarazioni di Salvini

Con un occhio ai fatti di Roma e l’altro al 15 ottobre, anche Matteo Salvini ha detto la sua. «Mentre qualcuno si occupa di fascismo che non torna, la Lega si occupa di aiutare i lavoratori. Ho chiesto ieri a Draghi e oggi ho visto che lo chiedono anche i sindacati: tamponi rapidi e gratuiti per i milioni di lavoratori che ancora non hanno il green pass perché non è possibile lasciare a casa migliaia di insegnanti, medici, infermieri, poliziotti, pompieri», ha dichiarato il leader leghista a margine di un’iniziativa elettorale a Cassano d’Adda: «Tutelare la salute sì ma rispettare il diritto al lavoro. Non ci deve essere neanche un italiano che da domani resta a casa senza stipendio. Chiediamo che tutti possano lavorare».

Tamponi gratuiti, cosa ha detto il vicepresidente di Assolombarda

Sulla questione è intervenuto anche Sergio Dompé, vicepresidente di Assolombarda, secondo cui i tamponi gratis in azienda vanno garantiti solo se ci sono condizioni di fragilità. «Non si può e non si deve premiare un atteggiamento di disobbedienza civile. Perché questo è», ha spiegato a margine della presentazione della fiera dell’industria farmaceutica Cphl Worldwide. «Quando c’è una legge che dice di andare in moto con il casco non ci sono i “no casco”», ha evidenziato il presidente della farmaceutica Dompé: «Non riusciamo a capire come ci sia un atteggiamento simile, pur avendo provato sulla pelle di milioni di italiani quello che può essere il peso della pandemia».