Disney Chanel

Camilla Curcio
02/12/2021

Storico cambio ai vertici del colosso del cinema. Dopo 14 anni come membro del board, Susan Arnold è stata nominata presidente del consiglio d'amministrazione. È la prima donna a ricoprire l'incarico.

Disney Chanel

È tempo di prime volte per la Disney. Dopo quasi un secolo di vita, il colosso dell’intrattenimento ha scelto una donna come presidente del consiglio di amministrazione. Susan Arnold, già membro del board da oltre 14 anni, subentrerà a Bob Iger, che lascerà l’incarico alla fine di dicembre. «Grazie a questo nuovo ruolo, spero di continuare a dare voce agli interessi degli investitori e a lavorare fianco a fianco con il CEO Bob Chapek, in un progetto che punta a tutelare la millenaria tradizione di eccellenza e innovazione che ha reso famosa la nostra compagnia», ha recentemente dichiarato in un comunicato stampa riportato dalla BBC. 

Susan Arnold, esperienza e competenza

Come dimostrato da un curriculum di tutto rispetto, Arnold, nata a Pittsburgh nel 1954, aveva già assunto posizioni di rilievo in alcune delle più importanti aziende americane. Dalla Carlyle Group, leader nel campo degli investimenti, dov’era stata dirigente, alla Procter and Gamble, multinazionale specializzata nella produzione e nella vendita di beni di largo consumo, fino a McDonald’s. «Susan è una professionista incredibilmente competente, con grande esperienza, tanta integrità e una preparazione senza pari», ha sottolineato Iger. «Sin da quando si è unita a noi, nel 2007, è stata una presenza essenziale per la Disney». Qualità ampiamente riconosciute anche da testate come Fortune, Forbes e il Wall Street Journal che, negli anni, l’hanno sempre inserita nei loro ranking delle donne più potenti nel mondo degli affari.

Le multinazionali cambiano le regole

Al di là dell’expertise, la nomina di Arnold è nata anche da un’esigenza organizzativa e strutturale. Nell’ultimo anno, infatti, sono sempre di più le grandi aziende che decidono di scindere le cariche di presidente del consiglio di amministrazione e di amministratore delegato, non affidandole più a una sola persona ma distribuendole tra due candidati distinti e separati. Un modo per alleggerire il carico delle pressioni degli stakeholder, degli esperti di corporate governance (responsabili delle regole utili al controllo della compagnia) e delle autorità di regolamentazione. L’uscita di Iger che, per un quindicennio, ha assolto a entrambe le funzioni, segna decisamente la fine di un’era. Durante il suo mandato, infatti, sono stati diversi i traguardi tagliati dalla Disney, tra cui le acquisizioni di Pixar, Marvel, Lucasfilm e 21st Century Fox. Oltre all’apertura, nel 2016, del primo parco a tema con resort in Cina. Numerose saranno, ancora, le figure dell’organico che hanno annunciato di voler mettere un punto alla loro avventura lavorativa entro l’anno, tra cui Alan Horn, presidente dei Walt Disney Studios e Alan Braverman, consigliere generale.