Cosa sta succedendo in Sudan con il colpo di Stato dei militari

Redazione
25/10/2021

I militari hanno arrestato il primo ministro Hamdok e sciolto il governo. Il generale Burhan ha dichiarato che l'esercito assicurerà il passaggio democratico fino alle elezioni del 2023. Si temono scontri a Khartoum.

Cosa sta succedendo in Sudan con il colpo di Stato dei militari

Il golpe in Sudan, con l’arresto all’alba del 25 ottobre da parte dei militari del primo ministro Abdallah Hamdok e dei membri del suo gabinetto, lo scioglimento del governo e la proclamazione dello stato di emergenza, colpisce un Paese già piegato dalla crisi economica con una forte inflazione e carenza dei beni di prima necessità: dal cibo alle medicine fino al carburante.

Le tensioni tra civili e militari e il tentato colpo di Stato del settembre scorso

Il colpo di stato arriva tra l’altro in un momento in cui la comunità internazionale aveva ripreso le relazioni con il Sudan dopo l’isolamento durante la dittatura di Omar al Bashir, a sua volta destituito con un colpo di Stato l’11 aprile del 2019. Da quel momento il potere era passato nelle mani di leader militari e civili. Le proteste di piazza che chiedevano un nuovo governo hanno però costretto i militari a negoziare un piano per la transizione democratica. Dal 2019 in poi sono falliti più tentativi di colpi di Stato nel Paese, l’ultimo dei quali solo lo scorso mese. Il primo ministro Abdallah Hamdok aveva puntato il dito contro i lealisti di al-Bashir, molti dei quali si dice abbiano trovato posto nelle forze armate, nei servizi di sicurezza e in altre istituzioni dello Stato. Anche la popolazione è divisa: i manifestanti filo-militari accusano il governo di Hamdok di non essere riuscito a risollevare le sorti del Paese, bocciando le riforme economiche.

Il generale Burhan ha sciolto governo e Consiglio sovrano proclamando lo stato di emergenza

Il 25 ottobre, il generale Abdel Fattah Abdelrahman Burhan, capo del Consiglio Sovrano del Sudan e quindi de facto il capo dello Stato ha sciolto sia il governo sia il Consiglio sovrano stesso, organismo che stava supervisionando la transizione al governo civile. Il generale ha anche proclamato lo stato di emergenza annunciando che «l’esercito assicurerà il passaggio democratico fino all’attribuzione del potere a un governo eletto» e cioè fino alle prossime elezioni che si terranno nel luglio 2023.

Si temono violenze per le strade di Khartoum

Secondo quanto si apprende, all’alba di lunedì il primo ministro Hamdok e altri ministri sono stati arrestati dai militari che hanno occupato sia le sedi della tv e della radio di Stato e limitato Internet. Hamdok aveva invitato i cittadini a scendere in piazza per sostenere il governo a Khartoum. Appello condiviso dall’Associazione dei professionisti sudanesi, un’organizzazione che rappresenta alcuni dei maggiori sindacati del Paese, che tramite Twitter ha chiesto «ai comitati di resistenza di quartiere e alle forze rivoluzionarie professionali e sindacali» a resistere al «brutale colpo di Stato», anche «erigendo barricate» e «occupando le strade». L’esercito sarebbe pronto già a intervenire contro i manifestanti. La situazione rischia così di degenerare. Basta ricordare che nel giugno 2019, prima che fosse concordata la transizione democratica, i soldati aprirono il fuoco sui manifestanti a Khartoum uccidendo 87 persone.