Paradiso amaro

Gioacchino Criaco
20/06/2021

Milioni di libri, praticamente tutti quelli che leggono gli italiani, passano dal magazzino Ceva di Stradella. Ma dietro il sogno di cellulosa c'è la fatica dei lavoratori. Gli stessi che qualche giorno fa, dopo i picchetti, sono riusciti a chiudere l'ultima vertenza.

Paradiso amaro

Spalle al Po che suona, instancabile, una mazurca variata; faccia all’Appennino che nel suo estremo già sapora di rock; Stradella è un vicolo stretto tra fiume e montagna, Stradéla, che avrebbe dovuto avere infisso nel codice genetico le note del vino, il vestito dell’Oltrepò, invece è diventato un immenso percorso obbligato dei sogni su carta: le Termopili per i libri, si supera il pertugio e si può dilagare nella Nazione. 120 milioni di tomi, quasi per intero tutto ciò che gli italiani leggono, transita per Stradella, dentro i magazzini della Ceva Logistics: un colosso che prende corpo di botto e rivela piano un’estensione che disorienta, che potrebbe apparire esagerata. Ma non lo è, i manufatti custodiscono la Città del Libro. Un luogo che di tanto in tanto finisce fra le notizie, quasi mai per la cultura, quasi sempre per le tensioni lavorative.

Gli operai incrociano le braccia, picchettano gli accessi e chiedono condizioni più umane di lavoro, qualche ritocco economico; mai rivendicazioni esagerate. Solo piccoli passi avanti. Come quelli che hanno chiuso da pochissimo l’ultima vertenza: mantenimento dei livelli occupazionali nonostante l’introduzione massiccia di automazione meccanica, buoni mensa da qualche euro. Ogni volta che gli addetti adagiano le loro fatiche sull’asfalto davanti all’azienda, le uscite dei nuovi libri saltano, i rifornimenti dei riordini si bloccano. Ne soffrono i librai, le librerie, i lettori si ripassano quello che già hanno sugli scaffali. Gli scrittori piombano, i più, nell’ansia.

Negli spazi di Ceva si appoggiano Messaggerie e Mondadori

Le vertenze non durano mai moltissimo. Il bisogno piega in fretta gli operai. Il mercato del libro torna in marcia: Stradella, Ceva Logistics, sfumano fra le note del Po e quelle dell’Appennino. Prima o poi riemergeranno, e tutti riscopriranno il paradiso dei libri, come fosse la prima volta. Bisognerà spiegare tutto daccapo, trovare metafore nuove per raccontare un mondo di pagine e copertine che si muove rapido per finire fra le mani degli italiani. Gli italiani rimpareranno che molti dei libri che accarezzano, sfogliano infilandoci il naso dentro, partono da qui: negli spazi di Ceva si appoggia fisicamente Messaggerie Libri, il più grande distributore nazionale di prodotti editoriali, che muove 60 milioni di copie in un anno, poco meno della metà delle copie che circolano in Italia; ma sempre da qui esce poco meno dell’altra metà circolante. Perché i capannoni di Stradella sono equamente divisi per dare spazio all’altro distributore più importante, Mondadori. Per quelli innamorati della parola scritta: il paradiso.

stradella e ceva il lavoro degli operai dietro il paradiso dei libri
La Città del libro a Stradella (da youtube).

Un universo declinato alla cellulosa

Al suo interno si spicca un volo frenetico, si va in verticale per raggiungere le pile più alte, contando gli scaffali infiniti che assaltano il cielo: un universo declinato dalla cellulosa, spesso diretto dal riciclo. Stradella è il forziere culturale d’Italia, raccoglie i sogni di chi legge e di chi scrive. I libri diventano creature animate, corrono sopra i rulli, si vanno a pesare, a farsi misurare, raggiungono gli spazi a loro dedicati o da lì finiscono nelle scatole di cartone con cui continueranno il loro fantastico viaggio. Dalla loro allocazione si può prevedere il successo: alcuni titoli non muoveranno nemmeno una copia, tanti moriranno in fretta dentro il centinaio di copie, i più non arriveranno ai mille pezzi. Stare fra mille e 5 mila copie significa già essere uno scrittore di successo. Quelli da 100 mila libri stanno nelle dita di due mani, divisi fra stranieri e italiani: il mercato del libro è fatto di granelli di sabbia. Più di 10 mila novità l’anno; 15 mila titoli diversi consegnati a quasi 4 mila punti vendita: il 33 per cento a librerie indipendenti e ingrosso, il 27 all’E commerce, il 40 alle librerie di catena centralizzate. Da Messaggerie partono 60 milioni di libri, 13 milioni rifanno il percorso, entrano nelle rese e tornano a Stradella.

Stradella continua a sovvenzionare il sogno

Ma il mercato, pur senza grandi salti, torna a crescere, è uno dei pochi settori che ha tratto beneficio dalla pandemia; le vendite sono aumentate, anche se non sia certo che i nuovi lettori abbiano scelto la qualità nelle nuove opere. Stradella, imperterrita, continua a sovvenzionare il sogno. Meglio, quelli che lavorano alla Ceva, e quelli che stanno in tanti altri capannoni sparsi fra il Po e le prime alture appenniniche, vanno avanti, caricano e scaricano camion, salgono e discendono grattacieli di carta, tengono in vita un paradiso di libri che per loro non è un rifugio di pace: i sogni degli altri sono uno stipendio timido, ogni pagina sa anche del loro sudore oltre che dello sforzo dell’artista. E i paradisi sono come ogni cosa nel mondo, possono rappresentare tutto e il contrario di tutto, dipende dalla prospettiva, dalla posizione in cui ci si trova.