Smart working, deroghe e accordi: tutte le novità dal primo agosto

Virginia Cataldi
26/07/2022

Arrivano novità in materia di smart working. Decade a fine luglio la possibilità di lavorare da remoto per alcune categorie di dipendenti.

Smart working, deroghe e accordi: tutte le novità dal primo agosto

Sono in arrivo grosse novità su smart working. Il 31 luglio prossimo decadrà infatti il diritto di lavorare in remoto al 100% per due categorie di lavoratori. Da allora sarà possibile prendere accordi informali con i datori di lavoro, secondo formule semplificate. Ecco come funzionerà.

Smart working: cosa cambia da agosto

Dal 31 luglio decade il diritto di lavorare da remoto al 100% per due categorie di lavoratori. Si tratta dei dipendenti del settore privato che hanno figli di età inferiore ai 14 anni e dei soggetti fragili. Anche se non sarà più obbligatorio per i datori di lavoro garantire il lavoro da remoto, è possibile fino al 31 agosto stabilire degli accordi informali. Il datore deve semplicemente comunicare mediante un formulario prelevabile dal sito del ministero del Lavoro e delle politiche sociali le nuove modalità concordate. Si tratta di una formula semplificata che tuttavia decadrà il primo settembre.

Arrivano novità in materia di smart working. Decade a fine luglio la possibilità di lavorare da remoto per alcune categorie di dipendenti.
Lavoratore (Pexels)

A quel punto, le parti dovranno sottoscrivere un accordo – ogni singolo dipendente con il datore del lavoro – che sancisce la possibilità di proseguire in smart working. Ogni singolo accordo deve tenere conto delle norme incluse nel Protocollo nazionale sul lavoro in modalità agile che regola alcuni temi. Tra le altre cose, l’esplicitazione dei tempi di riposo, degli strumenti di lavoro e le forme per l’esercizio dei diritti sindacali del lavoratore.

La posizione dei sindacati

Nel frattempo, i sindacati chiedono una proroga al 31 dicembre 2022 almeno per i lavoratori più esposti al rischio di contagio. Tuttavia, sembra che lo Stato non intenda perseguire questa strada. Tuttavia, alcuni paesi in Unione Europea hanno adottato il diritto di lavorare da remoto. Per, esempio, in Olanda è possibile scegliere di lavorare in tale modalità, riconoscendo i i benefici in termini economici sia per le aziende sia per i dipendenti, oltre alle ricadute positive sull’ambiente. È infatti una proposta delle parti sociali italiane quella di garantire, quantomeno, la possibilità di stipulare accordi all’interno delle aziende in merito al lavoro da remoto.

Arrivano novità in materia di smart working. Decade a fine luglio la possibilità di lavorare da remoto per alcune categorie di dipendenti.
Lavoratrice (Pexels)