Siae sotto attacco hacker, rubati 60 gigabyte di dati

Redazione
20/10/2021

I cybercriminali avrebbero chiesto un riscatto in bitcoin per non pubblicare contratti e dati sensibili degli artisti sul dark web

Siae sotto attacco hacker, rubati 60 gigabyte di dati

Gli hacker hanno attaccato il sito web della Siae (la società che gestisce i diritti di artisti del mondo dello spettacolo e della cultura, da quelli discografici a quelli televisivi ed editoriali). L’attacco è avvenuto attraverso un ramsomware.

Attacco alla Siae, cosa è stato rubato

Da quanto trapela sarebbero stati rubati circa 60 gigabyte di dati e sarebbe stato chiesto un riscatto in bitcoin per non pubblicare i documenti degli artisti nel darkweb. Richiesta che la società che tutela i diritti di autore degli artisti italiani ha, per ora, respinto.

L’attacco, di cui è stato subito informato il Garante della privacy, risalirebbe a due settimane fa, ma la notizia è trapelata solo oggi. Sui fatti indaga la polizia postale. La Siae ha fatto sapere che metterà in campo tutte le operazioni possibili per tutelare i suoi iscritti. Al momento sono ancora in corso le verifiche per quantificare l’entità del danno. Tra i dati già pubblicati nel dark web, da quanto riporta l’AGI ci sono numerosi documenti di identità degli iscritti, contratti tra artisti e società, riconoscimenti di opere, iban e dati sensibili degli associati.

Cosa fa la Siae

La Siae ogni anno rilascia più di 1,2 milioni di licenze per l’utilizzo di opere da essa tutelate. In questo modo l’ente facilita il riconoscimento dei diritti da parte di tutti coloro che intendono utilizzare quelle opere.

Nello stesso tempo garantisce agli autori e agli editori il pagamento del giusto compenso per il loro lavoro. La missione della Società Italiana degli Autori ed Editori è quella di assicurare ad autori ed editori la remunerazione del loro lavoro. Ogni opera dell’ingegno infatti è frutto di un’attività intellettuale, che la legge tutela come ogni altro lavoro. Siae permette di riconoscere in favore di autori ed editori il diritto a un compenso per i vari tipi di sua utilizzazione. Si va dai concerti alla radio e televisione, dai teatri alle sale ballo, dal cinema ai bar, nell’Internet, nella telefonia mobile e così via.

La Società italiana degli autori e degli editori era già a conoscenza dell’intrusione nel proprio database da parte di attori malevoli e ha informato in mattinata la polizia postale e il garante della privacy per tutelare i dati dei propri iscritti, oggetto del data breach.