Sherlock Holmes, l’autore Arthur Conan Doyle odiava il personaggio

Redazione
04/12/2023

Il successo letterario del detective avrebbe oscurato i suoi romanzi storici, dimenticati da tutti. A rivelarlo una studiosa britannica: «Segretamente, era un uomo scontento». Oltre ai gialli, ha scritto infatti La compagnia bianca e il ciclo di Gérard.

Sherlock Holmes, l’autore Arthur Conan Doyle odiava il personaggio

Amato da tutti, ma non dal suo autore. Protagonista di quattro romanzi e 56 racconti, Sherlock Holmes è oggi uno dei detective più famosi e popolari della letteratura internazionale. Eppure Arthur Conan Doyle, lo scrittore britannico che gli diede vita, lo avrebbe a lungo odiato. Lo ha rivelato la storica Lucy Worsley con un articolo su Radio Times ripreso anche dal Guardian. «Incolpava il successo letterario di aver oscurato i suoi romanzi storici, che ancora oggi giacciono non letti», ha spiegato l’esperta. «Avrebbe detestato anche che, 93 anni dopo la sua morte, il suo detective è vivo e vegeto sui nostri schermi». Fervente ricercatore storico, Conan Doyle nel 1891 scrisse La compagnia bianca e nel 1905 l’antefatto Sir Nigel, ma anche una lunga serie di racconti satirici con protagonista il brigadiere napoleonico Etienne Gérard.

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Sherlock Holmes e la critica degli editori: «Scrittura da quattro soldi»

Capace di vendere decine di milioni di copie in tutto il mondo, la saga di Sherlock Holmes non ha avuto un inizio facile. Come ha ricordato Worsley, Conan Doyle faticò nel trovare un editore disposto a pubblicare le sue opere sul detective di Baker Street. Si avvicinò, ma senza successo, alla rivista intellettuale Cornhill, che rifiutò fermamente la narrazione. Uno studio in rosso, primo dei quattro romanzi, uscì nel 1887 solo dopo altre due stroncature grazie a una casa editrice minore e «trasandata», che accettò dicendo di aver trovato proprio quello che cercava, «narrativa da quattro soldi». Il successo però fu immediato, tanto che giunsero il secondo romanzo, Il segno dei quattro, e numerosi racconti di altre avventure e indagini.

Arthur Conan Doyle odiava Sherlock Holmes. Lo scrittore attribuiva alla fama del detective il mancato successo dei suoi romanzi storici.
Un ritratto di Arthur Conan Doyle in giardino del 1927 (Getty Images).

Il rapporto di Arthur Conan Doyle con Sherlock Holmes non fu però mai idilliaco, tanto che l’autore decise di uccidere il personaggio nel racconto L’ultima avventura, anche noto come Il problema finale, durante un caso sulle cascate svizzere di Reichenbach. «Un decennio dopo, però, fu convinto a resuscitarlo da un editore americano con un contratto da 1,6 milioni di dollari», ha sottolineato Worsley. Il detective tornò dunque al centro di racconti e altri due romanzi, Il mastino dei Baskerville e La valle della paura, uscito nel 1915. Oltre i confini dei libri, Holmes ha conquistato anche cinema e televisione. Fra le versioni più recenti si ricordano i due film per il grande schermo con Robert Downey Jr. e Jude Law e gli episodi della Bbc con Benedict Cumberbatch e Martin Freeman.