Dieci minuti di città

Camilla Curcio
11/11/2021

Dal modello di centro percorribile in un quarto d'ora a un progetto ancora più ambizioso. La UNStudio di Seul vuole realizzare un'area urbana smart, green e high tech, con servizi raggiungibili in molto meno tempo.

Dieci minuti di città

L’idea della ‘città dei 15 minuti’, che consentirebbe ai residenti di raggiungere il posto di lavoro o qualsiasi altro luogo con un quarto d’ora di passeggiata o di pedalata, potrebbe essere già storia vecchia. Un gruppo di architetti sudcoreani, infatti, sta lavorando a un piano ancora più ambizioso: Project H1 punta alla conversione di un antico sito industriale di Seul in un’area urbana smart, tecnologica e facilmente percorribile in 10 minuti. 

In cosa consiste Project H1

Pensato dallo studio di architettura olandese UNStudio in partnership con la società immobiliare Hyundai Development Company, il distretto di oltre 125 acri (circa 505.857 metri quadri) comprenderà 8 edifici residenziali, uffici adibiti al co-working, ampi spazi per gli studenti, palestre, piscine, luoghi di svago e, addirittura, orti urbani idroponici. E, ovviamente, non ammetterà automobili. «La nostra priorità è quella di migliorare la quotidianità dei cittadini», ha spiegato il co-founder di UNStudio Ben van Berkel in un comunicato stampa. «E intendiamo farlo concentrando in un solo posto tutti i servizi di cui hanno bisogno, tanto nel lavoro quanto nel tempo libero, per aiutarli a fare economia di quel tempo che possono adoperare per esplorare il resto della città». Al momento, l’idea ha ricevuto il via libera ma non si sa ancora quando partiranno i lavori. Sono, tuttavia, già disponibili dei rendering che suggeriscono come sarà il quartiere, tra piazze pubbliche, giardini e zone ‘naturali’ collegate da passerelle pedonali. Tutto rigorosamente green e sostenibile. A partire dall’energia pulita che verrà generata in loco attraverso sistemi di raccolta dell’acqua piovana, ideati per ridurre al minimo gli sprechi.

Il modello ideale per una città innovativa

Proposto originariamente dallo studioso franco-colombiano Carlos Moreno nel 2016, il modello della ‘città dei 15 minuti’ è stato portato alla ribalta dalla sindaca di Parigi Anne Hidalgo, intenzionata ad adattarne gli schemi alla Capitale francese, e ha catturato l’attenzione degli urbanisti durante la pandemia. Mentre, infatti, i detrattori sostengono che il principio della concentrazione di strutture e servizi in una o più zone potrebbe prestare il fianco alla gentrificazione (con un aumento sconsiderato dei prezzi degli immobili sparsi nelle aree di interesse e una marginalizzazione delle comunità cittadine rimaste al di fuori dei confini), il Covid-19 ne ha esaltato i benefici. «L’emergenza sanitaria ha messo in luce la vulnerabilità dei centri abitati e la necessità di ripensarli radicalmente», ha scritto Moreno in un articolo sulla rivista Smart Cities. «Servono misure innovative che li rendano resistenti e vivibili a breve e lungo termine e che consentano ai residenti di avere facile accesso a tutte le attività di base, comprese quelle culturali». Un disegno che, se efficace, potrebbe essere replicato anche nel sud del mondo, portando con sé benefit importanti per le popolazioni di luoghi problematici e in difficoltà.