Vivi e lascia vipere

Redazione
18/10/2021

Grazie alla capacità di infilarsi in cunicoli sotterranei e cacciare piccoli animali, i serpenti sono stati risparmiati dall'asteroide che 66 milioni di anni fa colpì la Terra sterminando i dinosauri.

Vivi e lascia vipere

L’estinzione di una specie coincide con la proliferazione di un’altra. Secondo un nuovo studio, è quello che è accaduto anche ai serpenti, aumentati in modo esponenziale in concomitanza con la più grande estinzione di massa del nostro pianeta, provocata 66 milioni di anni fa da un asteroide. In quell’occasione, il 75 per cento della vita sulla Terra sparì all’istante, eccezion fatta per alcune specie, tra cui un antenato dei serpenti.

Lo studio è opera di Michael Grundler, ricercatore post-dottorato presso l’Università della California di Los Angeles, ed è stato pubblicato lo scorso 14 ottobre su PLOS Biology. Per analizzare il cambiamento evolutivo delle 4000 specie di serpenti attualmente presenti sul pianeta, lo scienziato e il suo team ne hanno analizzato la dieta e la relativa evoluzione nel corso delle epoche geologiche.

Lo studio ha coinvolto esemplari di 882 specie di serpenti

Come sottolineano gli stessi esperti, i fossili di serpente sono molto difficili da trovare. È infatti molto raro rinvenire uno scheletro intero di un grande esemplare, il cui corpo è molto articolato e sensibile a frantumazioni. «È assai difficile imbattersi in fossili che non siano solo un po’ di vertebre», ha detto Grundler ad Ars Technica «Non è come quando si studiano i mammiferi o i dinosauri, con quattro arti e ossa robuste. Nei serpenti anche il cranio è molto articolato».

Per questo motivo, il team ha deciso di intraprendere un’altra strada che ha previsto il confronto con le specie attualmente esistenti. I ricercatori hanno infatti passato in rassegna le informazioni dietetiche di 882 razze di serpenti, spesso ricorrendo a esemplari in cattività. Grazie poi a un modello matematico, sono stati in grado di risalire ai loro antenati. «Potrebbe sembrare un metodo approssimativo e difficile», ha proseguito Grundler. «Tuttavia, finché avremo buoni dati sulle specie viventi potremo risalire il loro albero genealogico con discreta precisione».

Gli scienziati ipotizzano un antenato comune tra tutti i rettili

I risultati hanno dunque portato a un antenato comune per tutti i serpenti, riconducibile a un insettivoro di aspetto e comportamento però ancora ignoti. Non è escluso che al momento dell’estinzione dei dinosauri ne esistessero anche diverse razze, in grado di cibarsi di roditori, scomparse però a causa dell’asteroide. Com’è stato possibile che tale antenato abbia continuato a prosperare mentre i tre quarti della vita sulla Terra siano stati cancellati? La risposta, secondo Grunlder e soci, risiede in varie nicchie nel terreno, riparo naturale eccellente, e nella presenza di piccoli uccelli da mangiare.

La ricerca di Grundler potrebbe risultare fondamentale per comprendere non solo i serpenti, ma anche il rapporto fra i lignaggi di tutte le specie e le opportunità ecologiche. Non si tratta tuttavia del primo studio in tale direzione. Già a settembre, Catherine Klein dell’Università di Bath, nel Regno Unito, aveva ipotizzato un rapporto fra l’estinzione dei dinosauri e la prosperità dei serpenti moderni. Secondo la donna, proprio la scomparsa di molti animali avrebbe spianato la strada a questi rettili, prima di allora presenti solo nell’emisfero meridionale del pianeta.