Influencer di serie

Redazione
20/10/2021

Dalla Casa di Carta a Black Mirror, da BoJack Horseman a Fleabag: quali sono le serie tv che più hanno influenzato spettatori e società negli ultimi 20 anni.

Influencer di serie

Ci appassionano, le seguiamo per anni e ne diventiamo talmente dipendenti, tanto da imitare i protagonisti. Sono le serie tv, e il recente esempio di Squid Game ci ha ricordato come possano diventare, in un attimo, fenomeni globali. Era così prima dello streaming, quando bisognava aspettare una settimana per poter vedere un episodio, ed è a maggior ragione così ancora adesso, con le piattaforme che ci hanno abituato al binge watching. Alcuni esperti sentiti dalla Bbc hanno scelto 25 tra le serie tv più influenti degli ultimi 20 anni: «quelle che hanno aperto nuove strade, hanno mostrato al meglio la società del 21 esimo secolo o hanno cambiato in qualche modo la cultura della tv. Tutte, poi, ci hanno raccontato, e continuano a farlo, qualcosa di noi stessi, da qualunque parte del mondo veniamo». Noi ne abbiamo scelte 10, le altre sono sul sito della testata britannica.

Le 10 serie tv più influenti del 21 esimo secolo, scelte dalla Bbc

1- Mad Men (2007-2015)

«Nostalgia. È delicata ma potente». L’anticonformista ma moralmente ambiguo Don Draper ce lo dice molto presto nella prima puntata di Mad Men, una serie che scava nella quotidianità di un’agenzia pubblicitaria di New York, ambientata negli Anni 60. Jon Hamm ha interpretato un antieroe perfetto, ma il cast è sempre stato di altissimo livello. I personaggi femminili sono particolarmente forti, unici a modo loro, dalla tranquilla ambizione di Peggy Olson (Elisabeth Moss) al rancore passivo e alla tristezza di January Jones nei panni di Betty Draper.

2- Lost (2004-2010)

Lost ha cambiato significativamente il mondo delle serie tv, e lo fa tuttora, a undici anni dalla conclusione. I suoi creatori hanno costruito, nell’isola misteriosa in cui è ambientato lo show, una storia epica che ha spinto i fan nei luoghi più remoti di internet in cerca di indizi per le puntate successive. Ma, soprattutto, Lost ci ha fatto preoccupare per il destino dei suoi personaggi, «un gruppo di anime erranti che rifletteva una società sempre più interconnessa a livello globale», dice la Bbc. Lost è diventato popolare proprio quando i social media sono saliti alla ribalta, diventando così il primo spettacolo a generare chiacchiere di massa su Twitter e Facebook. Una serie avvincente, divertente ed emotivamente impegnativa che ha aumentato le nostre aspettative sui prodotti televisivi, mostrandoci in anteprima in che direzione si sarebbe evoluto il mondo della serialità tv.

3- The Wire (2002-2008)

The Wire ha da sempre avuto altissime ambizioni, tutte rispettate. Non è un caso, infatti, che proprio la Bbc l’abbia classificata come la miglior serie della storia. Un prodotto personale, ma anche politico, capace di arrivare tanto al singolo quanto all’intera società, in grado di far piangere e sorridere. «Era una serie che informava e divertiva», scrive la testata britannica. Insieme a I Soprano, «è il punto di riferimento per la grande televisione del 21 esimo secolo. Fino ad oggi, il loro approccio romanzesco alla narrazione non è stato ancora superato, anche se molti ci hanno provato. È anche, e probabilmente sarà sempre, lo spettacolo più umano mai realizzato». Non è un caso che la morte di Michael K. Williams, avvenuta a inizio settembre, abbia sconvolto il mondo intero.

https://www.youtube.com/watch?v=uy0amK0pj7o

4- La Casa di Carta (2017-oggi)

Qui qualcuno potrebbe storcere il naso, ma La Casa di Carta ha avuto un successo talmente ampio da non poter essere ignorata. In Italia aveva già sfondato tra il 2018 e il 2019, ma nelle prime quattro settimane di lockdown praticamente mondiale, a marzo 2020, ha raggiunto ben 65 milioni di spettatori in tutto il pianeta. «Questo thriller ad alta velocità è stato creato per gli spettatori del 21 esimo secolo, con colpi di scena che non deludono mai, un buon ritmo e interpretazioni fantastiche di ogni attore. Se si potesse seguire una masterclass per confondere i confini tra il bene e il male, allora il creatore dello spettacolo Álex Pina sarebbe il professore». Badate bene, qui non si parla delle serie migliori, ma di quelle più influenti: basti pensare a quante maschere di Dalì siano spuntate dall’arrivo della serie, e di come Bella Ciao sia diventata una hit globale, per capire l’impatto che la serie spagnola ha avuto negli anni.

5- The Handmaid’s Tail (2017-oggi)

Poche serie hanno avuto l’inquietante risonanza sociale e politica di The Handmaid’s Tale, ambientato in un futuro distopico nello stato di Gilead, in cui le donne sono schiavizzate e costrette a partorire per conto dei loro Comandanti. Il costume delle Ancelle, composto da mantello rosso e cappellino bianco, è diventato un emblema, indossato come protesta durante le marce per i diritti delle donne specialmente negli Stati Uniti, dove il diritto all’aborto è sempre più minacciato. «La televisione rivela sempre qualcosa su chi siamo. The Handmaid’s Tale va oltre, per mostrare alcune verità sulla nostra cultura, le nostre speranze e le nostre peggiori paure».

6- Fleabag (2016-2019)

Basato su un monologo che l’attrice Phoebe Waller-Bridge ha interpretato per la prima volta sul palco, la serie tv Fleabag ha preso le parti migliori di quello spettacolo – una donna con tutti i suoi difetti – e le ha arricchite, aggiungendo più sfumature agli altri personaggi. Quando Waller-Bridge ha rotto la quarta parete, facendoci entrare nei suoi pensieri, ci ha avvicinato sempre di più. Ha detto cose rozze e si è mostrata «perversa ed egoista», ma il pubblico si è immedesimato in lei. Ha ammesso cose che non avevamo mai sentito prima in televisione. Ha detto ad alta voce le cose di cui ci vergogniamo, l’autosabotaggio che infliggiamo, la pressione che mettiamo su noi stessi. In un momento in cui parlare della salute mentale non era ancora così diffuso come ora, la creatrice e protagonista dello show ha messo tutto sul tavolo, senza vergogna.

7- Game of Thrones (2011-2019)

Draghi, re pazzi, sangue e tanto altro. Game of Thrones ci ha tenuti incollati alla tv per otto lunghe stagioni, riuniti attorno alla storia del Trono di Spade e delle famiglie che lo rivendicavano. Game of Thrones aveva peso, «aveva gravitas». È stato epico, spettacolare e grandioso. Una storia di nobili e gente comune, lealtà cieca e inganno, ambizione e fallimenti, romanticismo e amore proibito. Ma è stata anche un’esperienza cinematografica sublime che ha avuto un fascino di massa globale.

8- Black Mirror (2011-2019)

Black Mirror è diventato un fenomeno culturale mondiale in un’era dominata da prodotti da guardare senza sosta. Le trame stimolanti e speculative della creazione di Charlie Brooker, insieme a performance formidabili, hanno reso lo spettacolo un ricettacolo di ansie legate al progresso tecnologico. Tuttavia, i veri mostri in Black Mirror tendono a non essere macchine ma gli esseri umani, che trovano sempre nuovi strumenti per abusare di altri umani. Nonostante le ultime stagioni non siano all’altezza delle prime, Black Mirror ha davvero catturato lo spirito del tempo per quanto riguarda le nostre paure sul presente e sul futuro.

https://www.youtube.com/watch?v=oLc2E4P87QE

9- BoJack Horseman (2015-2020)

«I primi episodi sono stati difficili da affrontare», scrive la Bbc. «BoJack non è né affascinante né simpatico, quindi perché guardarlo per sei stagioni? Perché ne amerai ogni secondo». Piaccia o meno, BoJack Horseman costringe il pubblico a mettere in discussione il proprio concetto di morale. «BoJack ricorda la mia prima esperienza con le montagne russe: io, ignaro di cosa c’era in serbo, ho scelto di salire e, una volta iniziato, ho urlato e pianto fino allo sfinimento, chiedendo di scendere. E poi ho comprato un altro biglietto».

10- The Office Uk (2001-2003)

The Office ha avuto uno straordinario successo perché è riconoscibile, con molti dei personaggi che ci ricordano le persone con cui abbiamo lavorato o i capi che abbiamo avuto, e per questo è considerata una grande serie. L’approccio mockumentary (la serie è girata come se fosse un documentario che riprende un ufficio britannico medio) aggiunge uno strato di realismo che ti porta nel mondo della società di carta Wernham Hogg, in cui il protagonista assoluto è il capo David Brent (Ricky Gervais), costantemente fuori luogo. Lo spin-off americano, con Steve Carrell nei panni di Michael Scott, è diventato uno dei migliori programmi TV statunitensi di tutti i tempi.