Serie A risparmio

Matteo Innocenti
21/08/2021

Tanti i big che hanno lasciato l'Italia. E pochi gli acquisti di qualità dall'estero. Tutto quello che c'è da sapere sul campionato.

Serie A risparmio

Tutto pronto per il ritorno della Serie A: calcio, anzi calci d’inizio sabato 21 agosto alle 18:30, con Inter-Genoa e Verona-Sassuolo. Che campionato sarà quello che ci aspetta? Sicuramente, un torneo più povero di talento rispetto a quello precedente, dato che in una singola sessione di mercato hanno infatti l’Italia Donnarumma, Lukaku, Hakimi, De Paul e Romero, mentre dall’estero non è arrivato alcun big.

Mercato povero, valzer delle panchine e calendario asimmetrico

In assenza di veri colpi di mercato (in entrata, almeno), ad appassionare i calciofili è stato soprattutto il valzer delle panchine. Tra le big hanno cambiato allenatore l’Inter, che dopo il divorzio da Conte ha scelto Simone Inzaghi; la Juventus, che messi alle spalle due anni di esperimenti targati Sarri-Pirlo ha richiamato Massimiliano Allegri; il Napoli passato da Rino Gattuso a Luciano Spalletti; la Roma che ha messo a segno il colpaccio José Mourinho. Oltre alle panchine girevoli, l’altro grande motivo di curiosità è il calendario asimmetrico: nel campionato 2021/22 ogni squadra dovrà, naturalmente, affrontare tutte le altre due volte, ma non nello stesso ordine fra girone d’andata e girone di ritorno.

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In lizza per il titolo

Pur ridimensionata da cessioni pesanti e dall’addio di Conte, l’Inter campione d’Italia guidata da Inzaghi proverà a difendere il titolo: per sostituire Lukaku – 64 gol in due stagioni – ha preso Edin Dzeko dalla Roma, mentre a “fare le veci” di Hakimi sarà l’ex PSV Denzel Dumfries (pagato 12,5 milioni), che con l’Olanda ha segnato due reti a Euro 2020. Al posto dello sfortunato Eriksen, colpito da infarto durante Danimarca-Finlandia degli Europei e il cui futuro agonistico è ancora incerto, i nerazzurri hanno ingaggiato a parametro zero dal Milan Hakan Çalhanoğlu.

Secondo gli addetti ai lavori, in pole per il campionato c’è però la Juventus, con Allegri valore aggiunto in panchina e un Manuel Locatelli in più nel motore, vestito di bianconero al termine di una lunghissima trattativa con il Sassuolo (costerà in tutto 37,5 milioni). Oltre a Çalhanoğlu, il Milan ha detto addio anche a Donnarumma, rimpiazzato dal francese Maignan (13 milioni), però ha rinforzato l’attacco con l’esperto Olivier Giroud arrivato dal Chelsea.

Occhio all’Atalanta: via Romero, al Tottenham per 50 milioni, dentro Merih Demiral dalla Juventus, Musso dall’Udinese al posto di Gollini (anch’egli passato agli Spurs), Lovato dal Verona per un totale di 44 milioni investiti. Se fosse l’anno buono per la Dea? In lotta per il titolo c’è anche il Napoli, che ha confermato in blocco la rosa dell’anno passato. Se il presidente De Laurentiis lascia tranquillo Spalletti, può venire fuori una stagione interessante, perché i valori tecnici ci sono.

Obiettivo Europa

Non parte tra le favorite, perché tutto sommato l’anno scorso è arrivata a quasi trenta punti dall’Inter. Impegnata nella neonata Conference League, la Roma è però il club che ha speso di più in questa sessione di mercato: 40 milioni per Tammy Abraham dal Chelsea, 18 per Eldor Shomurodov dal Genoa, 13 per Viña dal Palmeiras e 11 per Rui Patricio dal Wolverhampton, a fronte del solo addio di Dzeko, che sembra aver già dato il meglio. Come Mourinho, secondo molti: ma José ha il physique du rôle per “domare” una piazza storicamente difficile come quella giallorossa.

Roma è anche la città della Lazio affidata a Maurizio Sarri, voglioso di rivincite dopo l’esonero subito dalla Juve a scudetto conquistato: Lotito ha tenuto tutti i big, ma si è rinforzato solamente con il cavallo di ritorno Felipe Anderson, il fedelissimo del tecnico Hysaj e Pedro, arrivato in biancoceleste a costo zero dalla Roma (erano 40 anni che le due romane non concludevano un affare di mercato). Classifica 2020/21 alla mano, sogna di centrare un posto in Europa il Sassuolo dell’emergente Dionisi, che oltre al già citato Locatelli ha anche ceduto Marlon, passato allo Shakhtar Donetsk dell’ex De Zerbi. Si aspettano di fare un buon campionato con vista coppe, finalmente, Fiorentina e Torino, dei nuovi tecnici Italiano e Juric. Ma occhio alle eventuali cessioni di Vlahovic e Belotti, che potrebbero rimescolare le carte in tavola.

La lotta salvezza

Salvezza tranquilla e poi chissà. Partono con questo mood il Verona, che per la panchina ha scelto Di Francesco, deludente nelle ultime esperienze; la Sampdoria e il Genoa, praticamente immobili sul mercato; ma anche Cagliari e Bologna, con gli emiliani che hanno riportato in Serie A l’austriaco Arnautovic.

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L’anno scorso l’Udinese è arrivata 14esima: dopo l’addio del duo argentino De Paul-Musso, c’è da credere che la famiglia Pozzo metterebbe la firma sulla salvezza. A lottare per non retrocedere saranno (o meglio dovrebbero essere) le tre neopromosse Empoli, Salernitana e Venezia, protagonista di un mercato interessante che ha visto approdare in Laguna due americani (Busio e Tessmann), un israeliano (Dor Peretz) e un islandese (Sigurdsson), oltre a Caldara in cerca di rilancio. Infine, il sorprendente Spezia, affidato a Thiago Motta dopo il burrascoso divorzio da Italiano: un’altra salvezza sarebbe una nuova grande impresa.