Il pianeta delle scimmie parlanti

Camilla Curcio
27/05/2021

I tamarini dalle mani rosse sarebbero capaci di imparare la lingua dei "cugini" calvi. Lo farebbero per evitare di entrare in conflitto nel di coabitazione nello stesso territorio.

Il pianeta delle scimmie parlanti

L’esigenza di evitare conflitti quando due specie diverse si trovano nello stesso territorio. Sarebbe questa la ragione che ha condotto i tamarini dalle mani rosse a imparare la lingua dei loro “cugini” calvi, facilitando, così, le comunicazioni. È il risultato di un recente studio, pubblicato sulla rivista Behavioral Ecology and Sociobiology, dal quale emerge il grande spirito di adattamento di questi esemplari di scimmie.

Lo studio sulle capacità dei tamarini

Come riporta il Guardian, la ricerca parte dall’analisi del comportamento di quindici gruppi di tamarini dalle mani rosse (Saguinus midas) e di altrettanti calvi (Saguinus bicolor). I primi, concentrati nella zona a nord-est dell’Amazzonia, i secondi attorno alla città di Manaus.

Confrontando i suoni emessi dagli animali in tre diversi contesti: luoghi popolati da soli tamarini calvi, aree affollate da quelli rossi e zone caratterizzate dalla presenza di entrambe le specie, è venuto fuori un risultato sorprendente. I primati dalle mani rosse pare, infatti, si approprino dei suoni utilizzati dai calvi nell’esatto momento in cui si trovano a dover coesistere nello stesso luogo.

«È come se il tamarino dalle mani rosse si trasformasse nel calvo», ha spiegato Jacob Dunn, professore associato di biologia dell’evoluzione all’Anglia Ruskin University. «Quando vieni a contatto con un’altra specie in un determinato territorio, è automatico entrare in competizione rispetto al cibo, perché le abitudini sono identiche. È necessario, quindi, parlare allo stesso modo per accordarsi senza malintesi».

I tamarini parlano la stessa lingua ma con diversi accenti

Il processo d’adattamento non è poi così complicato. È come se gli animali usassero la stessa lingua, ma con due diversi accenti. Un po’ come succede tra Inglesi e Americani. «Si trovano, così, a giocare con i suoni e le frequenze. Allungano o accorciano il richiamo, alzano o abbassano il tono di voce. Emettono un suono più acuto e il momento dopo uno gutturale», ha aggiunto Dunn. Rimane ancora un mistero: perché i tamarini calvi si siano rivelati, invece, molto meno flessibili e aperti all’adattamento. Secondo Dunn, la ragione di questo comportamento starebbe nel fatto che quelli dalle mani rosse sono, in genere, più inclini a difendere il proprio territorio con l’uso del verso.