Santo del giorno, l’1 dicembre si venera Sant’Eligio

Alberto Muraro
01/12/2023

Nato a Chaptelat nel 588, ha iniziato la sua carriera come orafo e come alto funzionario presso la corte dei Merovingi. Ha abbracciato la vita religiosa solo in un secondo momento, dopo la morte di Dagoberto I, venendo eletto vescovo della diocesi di Noyon-Tournai.

Santo del giorno, l’1 dicembre si venera Sant’Eligio

Il santo del giorno che la tradizione cristiana festeggia l’1 dicembre è Sant’Eligio, noto anche con il nome di Sant’Alo: qui tutte le curiosità sulle vicende personali del religioso

Sant’Eligio è il santo del giorno 1 dicembre: la storia

Sant’ Eligio di Noyon, nato a Chaptelat nel 588, ha iniziato a lavorare prima come orafo e successivamente come alto funzionario alla corte dei Merovingi. A Limoges apprese l’arte dell’oreficeria dal monetiere Abbone. La tradizione narra che Clotario II gli commissionò la realizzazione di un trono, fornendogli l’oro necessario, ma Eligio ne creò due. Impressionato dalla sua eccezionale onestà e maestria tecnica, il sovrano lo nominò orafo di corte e maestro della zecca. La leggenda continua affermando che realizzò numerose opere di oreficeria per importanti chiese francesi, tra cui vasi sacri e arredi liturgici. Durante il regno di Dagoberto I, svolse il ruolo di tesoriere e portò a termine diverse missioni diplomatiche come pacificatore.

Fondò un monastero a Solignac e si dedicò alla conversione dei pagani

Nel privato, si dedicò alle opere di carità, riscattando prigionieri di guerra e finanziando la costruzione di edifici di culto. Nel 632, fondò un monastero a Solignac. Alla morte di Dagoberto I, abbracciò la vita religiosa e nel 640 fu eletto vescovo della diocesi di Noyon-Tournai. Si dedicò alla conversione dei pagani nel settentrione del territorio e promosse il culto dei Santi, realizzando anche reliquiari per i corpi rinvenuti. Eligio morì nel 660 nei Paesi Bassi e i suoi resti furono riportati a Noyon solo nel 1952. Dopo la sua morte, Sant’Audoeno scrisse la sua biografia, che ispirò Jacopo da Varagine per la Legenda Aurea. Il suo culto si è diffuso in Francia, Germania e Italia, e il religioso è diventato patrono di orafi, artigiani dei metalli, mercanti di cavalli, carrettieri ma anche dei netturbini. In alcune località francesi, nel giorno della sua festa si benedicono i cavalli.