Il Cencelli dell’Ariston

Michele Monina
01/02/2022

Il cast di Sanremo, specie da quando la musica ha cominciato a vendere sempre meno, è diventato la fotografia del celebre manuale applicato alla discografia. E il primato della canzone rischia di restare solo uno slogan.

Il Cencelli dell’Ariston

Il Manuale Cencelli è un fantomatico faldone, redatto dal funzionario della Democrazia Cristiana Massimiliano Cencelli, atto a fornire le indicazioni di massima per la spartizione dei ruoli durante l’insediamento di un nuovo governo. Al fine di non scontentare nessuno, ma al tempo stesso tenendo conto delle reali forze in campo, il Manuale Cencelli è presto diventato una sorta di Bibbia, al punto che da tempo lo si evoca per raccontare di ogni situazione nella quale ci sia stata una suddivisione di cariche non tanto per meriti e competenze, quanto per mere dinamiche “politiche”.

Il manuale cencelli e le spartizioni discografiche a Sanremo
Mahmood & Blanco (sito Rai).

Il cast sanremese è un Manuale Cencelli applicato alla discografia

Il cast del Festival di Sanremo, specie negli ultimi anni, da che cioè la musica ha cominciato a vendere sempre meno, andando a muoversi su piattaforme che con la musica sanremese nulla hanno a che fare e per fasce di età che neanche sanno esattamente cosa sia il Festival, men che meno dove sta Sanremo, è diventata la fotografia plastica di un Manuale Cencelli applicato alla musica, anzi, alla discografia. Così può capitare di capire la presenza di un artista invece che di un altro per mere faccende legate all’alternanza che le major, o almeno le due major principali, Universal e Sony, si sono concesse. L’anno scorso è toccato a Sony, ampiamente presente tra gli artisti in gara e vincitrice con i Maneskin, quest’anno tocca alla Universal, ampiamente rappresentata e con i due cavalli su cui sembra i bookmaker vogliano in qualche modo scommettere, Elisa e la coppia Mahmood & Blanco in scuderia, con piccole quote lasciate alle altre major, Warner e BMG e anche a realtà più o meno indipendenti. La Sugar per esempio è sempre stata presente e quest’anno ha Sangiovanni.

Il manuale cencelli e le spartizioni discografiche a Sanremo
Sangiovanni (dal sito Rai).

Posti assegnati a seconda del ruolo: chi ha follower, chi fa molti stream, chi è coccolato dalla critica

Altra dinamica che contribuisce a spartire i posti disponibili, dinamica anche in questo caso piuttosto esplicita, l’occupare caselle legate al proprio ruolo nella discografia: chi ha molti follower sui social, chi fa molti stream, chi ha credibilità presso la critica, chi è forte sul fronte dei live, varie e eventuali. In questa sottodivisione, è evidente, i nomi che circolano prima che il direttore artistico di turno dichiari la lista ufficiale, sono sempre sovrapponibili, un tot per casella, senza possibilità effettiva di sfuggire a questa logica. Certo, a volte ci sono delle sorprese, ma a bocce ferme è facile capire il perché di una scelta. A sentire Amadeus, quest’anno, o un qualsiasi altro direttore artistico in passato, le scelte sono state tutte dettate dalla canzone e solo da quella, anche a giustificare certe assenze che a volte sono oggetto di leggende metropolitane, in alcuni casi vengono gridate come lai di dolore dai diretti interessati, poi uno le canzoni le sente e si inizia a porre delle domande, una su tutte: ma se queste sono le 25 canzoni migliori, come mai saranno state brutte quelle scartate?

come si crea il cast di Sanremo
Amadeus, conduttore e direttore artistico di Sanremo 2022 (dal sito Rai).

Quel Sanremo che sa di Festivalbar

Tornando però al Manuale Cencelli applicato al Festival di Sanremo, scorrendo la lista dei cantanti in gara è parsa chiara l’intenzione di Amadeus di portare un po’ di Festivalbar in riviera. Tanti gli artisti del momento, come mai prima, anche perché in passato gli artisti del momento, i primi in classifica, col cavolo che andavano al Festival, come invece quest’anno i vari Rkomi, Sangiovanni, Blanco e compagnia bella. La presenza dei nomi che gli addetti ai lavori consideravano noti ma che ai più saranno suonati “strani” sono andati via via occupando una delle caselle del Manuale, fino a che tutto è andato perfettamente al suo posto. Un democristiano al Quirinale, un altro all’Ariston.