Sanremo 2024, la lettera degli agricoltori: «Protestiamo per difendere la nostra dignità»

Redazione
10/02/2024

Amadeus ha letto un estratto del documento, come concordato nelle ore che hanno preceduto la quarta serata del Festival. I manifestanti: «Noi non chiediamo aiuti o sussidi, ma solo che ci venga corrisposta la giusta remunerazione per il duro lavoro di ogni giorno».

Sanremo 2024, la lettera degli agricoltori: «Protestiamo per difendere la nostra dignità»

Come annunciato, Amadeus durante la quarta serata del Festival di Sanremo ha letto un estratto della lettera condivisa con gli agricoltori. La protesta dei trattori è salita sul palco grazie al documento e alle parole del conduttore. Nell’estratto, i manifestanti hanno spiegato: «Senza agricoltura non c’è vita, non c’è sovranità alimentare, non c’è libertà; chiediamo solo la possibilità di continuare a onorare gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri nonni, che con rispetto, amore e dignità ci hanno portato a coltivare il valore della terra e di ciò che rappresenta, con il solo e unico obiettivo di lasciare un mondo migliore ai nostri figli».

La lettera: «Sottoposti a un mercato drogato dalle speculazioni»

A firmare la lettera sono stati quattro rappresentanti: Alessandra Oldoni, Giulia Goglio, Davide Pedrotti, Fabio Pizzaris. Nel testo hanno spiegato: «Questo è il documento che avremmo voluto leggere sul palco dell’Ariston. Gli agricoltori italiani pagano lo scotto di decisioni sbagliate non basate sulla scienza. Basti pensare a politiche comunitarie quali il green deal, la direttiva sulla qualità dell’aria o il regolamento sui fitofarmaci, fortunatamente ritirata dalla Commissione UE grazie alle nostre proteste; tutte queste politiche, a nostro avviso eccessivamente sbilanciate a favore dell’ambiente, vanno a discapito di tutta l’agricoltura italiana, con particolare riferimento alle piccole aziende. Su queste questioni pesa poi la spada di Damocle dei prezzi pagati agli agricoltori. Ricordiamo a tutti che noi non possiamo programmare il prezzo di vendita dei nostri prodotti, perché siamo sottoposti ad un mercato drogato dalle speculazioni, dove il prezzo a noi pagato è un decimo di quello che pagano i consumatori».

Sanremo 2024, la lettera degli agricoltori «Protestiamo per difendere la nostra dignità»
Un presidio di agricoltori con i loro trattori in una zona fuori Roma (Getty Images).

Gli agricoltori: «Vogliamo una legge chiara»

E ancora: «Chiediamo una legge chiara che garantisca la giusta distribuzione del valore lungo la filiera agroalimentare, con reciproci benefici per i produttori agricoli e per i consumatori. I prezzi pagati agli agricoltori sono fermi da trent’anni, tanto che ai consumatori alcuni prodotti arrivano a costare fino a dieci volte di più. Siamo l’unica categoria a non poterci basare sui costi di produzione a non poter applicare i costi, subendo tutti gli svantaggi del mercato e delle possibili intemperie della stagione, pur avendo costi alti e certi legati alla semina e alla produzione. Non stiamo ora a tediarvi elencandovi nel dettaglio quello che chiediamo, che abbiamo più volte spiegato alla stampa e portato all’attenzione della politica, ma vogliamo limitarci a trasmettere un messaggio molto semplice. Noi agricoltori non siamo in piazza per chiedere aiuti o sussidi, ma solo per assicurarci che ci venga corrisposta la giusta remunerazione per il duro e insostituibile lavoro che svolgiamo quotidianamente, grazie al quale ogni cittadino può mangiare ogni giorno. Questo purtroppo non avviene da tempo, tanto che oggi la maggior parte dei frutti del nostro lavoro è ampiamente sottopagato, con ricavi che sono abbondantemente inferiori ai costi di produzione».

Sanremo 2024, la lettera degli agricoltori «Protestiamo per difendere la nostra dignità»
I trattori sfilano lungo le strade di tutta Italia con le bandiere italiane (Getty Images).

«Non c’è umanità senza coltivazione»

Gli agricoltori poi hanno concluso: «Protestiamo quindi per difendere la dignità di tutti gli agricoltori e per chiedere con forza che venga corrisposto il giusto valore alle nostre produzioni. Un Futuro all’Agricoltura e al Made in Italy Tutto questo semplicemente perché senza agricoltura non c’è vita, non c’è sovranità alimentare, non c’è libertà; chiediamo solo la possibilità di continuare a onorare gli insegnamenti dei nostri genitori e dei nostri nonni, che con rispetto, amore e dignità ci hanno portato a coltivare il valore della terra e di ciò che rappresenta, con il solo e unico obiettivo di lasciare un mondo migliore ai nostri figli. Concludiamo con un saluto all’Italia, alla Rai e a te Amadeus. Grazie per aver dato voce agli agricoltori nel tempio della musica italiana. Negli scorsi giorni abbiamo insistito nel voler salire noi stessi sul palco per un unico motivo: far vedere anche i nostri volti, facce pulite che rappresentano il futuro dell’agricoltura italiana e occhi appassionati di chi crede ancora che, citando Papa Francesco, NON C’E UMANITÀ SENZA COLTIVAZIONE DELLA TERRA. Questo è il discorso che avremmo voluto leggere sul palco dell’Ariston».