Fumi di parole

Michele Monina
04/02/2022

Sanremo non è Sanremo senza polemiche. Archiviato il dissing di Junior Cally a Highsnob e l'auto-battesimo di Achille Lauro, a prendere la scena è stata la bacchetta di Francesca Michielin che ha fatto sparire Emma.

Fumi di parole

Il Festival di Sanremo è una gigantesca vetrina, dove nel giro di una settimana puoi fare il lavoro di promozione con carta stampata, siti, radio e tv che altrimenti impiegheresti mesi a coprire. Non solo, senza l’essere lì, su quel palco che nonostante venga bistrattato da tutti e indicato come incarnazione di un circo o di un carrozzone, poco cambia, non ci sarebbe proprio la promozione, neanche in mesi, in anni. Passare dentro la televisione generalista, anche oggi che tutti guardano le serie tv su Netflix o Amazon Prime rimane comunque un volano incredibile, e ditemi voi dove altro è possibile usare una parola come volano se non parlando di Sanremo, cioè quella sorta di Fantasilandia in cui è possibile anche usare la parola kermesse.

Sanremo 2022, le polemiche protagoniste della seconda giornata
L’esibizione dei Maneskin all’Ariston (Getty Images).

I blockbuster e il richiamo dell’Ariston

Se quindi il Festival di Sanremo è una gigantesca vetrina, al punto che vi ricorrono non solo la tipica compagnia di giro, quegli artisti che vengono scongelati una volta ogni paio d’anni e che solo per questa settimana sembrano esistere, nonché qualche vecchia gloria in cerca di un’ultima defibrillata, ecco che mai come negli ultimi tempi, con la filiera dello spettacolo imballata, sono ricorsi a Sanremo anche coloro che in passato avremmo chiamato blockbuster. Quest’anno sono in gara tre dei cinque artisti che più anno venduto nel 2021: Rkomi, Sangiovanni e Blanco, e coi Maneskin super-ospiti abbiamo fatto quaterna. La sola Madame, in gara l’anno scorso, è assente giustificata.

Sanremo 2002, le polemiche vere protagoniste del festival
Achille Lauro in scena (Getty Images )

Il dissing di Junior Cally a Highsnob e il finto battesimo di Achille Lauro 

Se però la vetrina in cui vieni esposto è una vetrina occupata da altri 24 artisti, poniamo di essere uno dei 25 artisti in gara, ecco che tocca aguzzare l’ingegno per trovare un modo che ti renda non solo visibile, ma assolutamente al centro dei riflettori. Così, succede tutti gli anni, ecco che arriva qualche polemica. Un anno è un brano che incappa nella censura per aver affrontato questo o quel tema, un anno è una accusa di plagio, ecco che arriva un qualche modo eccentrico di affrontare il palco, in questo Achille Lauro si è letteralmente mangiato ogni possibilità, ecco una qualche trovata di marketing pronta a diventare virale sui social, perché in fondo Sanremo è Sanremo, ma la Rete resta il luogo dove la musica oggi vive, santa Spotify subito. Archiviato il dissing di Junior Cally a Highsnob per un presunto scippo del brano di quest’ultimo, in gara con la cantautrice Hu, archiviate le accuse di blasfemia rivolte al solito Achille Lauro per il finto auto-battesimo inscenato alla fine della sua esibizione nella prima serata, sembra che il solo argomento che, numeri alla mano, abbia superato l’attenzione di qualche minuto, sia la querelle: può o non può una non diplomata al conservatorio come Francesca Michielin dirigere l’orchestra, così, come se fosse giusto un proforma?

Se la direzione di Francesca Michielin diventa ‘la notizia’

In realtà, diciamocelo apertamente, la questione è del tutto irrilevante, perché a Sanremo si susseguono da anni sul podio non diplomati al conservatorio. Certo, in genere salgono su quello scranno perché sono i produttori o gli arrangiatori del brano, quindi sono assolutamente dentro il pezzo, e la presenza di click e sequenze rende il loro stare sul podio poco più che una passeggiata, ma pur sempre di precedenti impugnabili dalla Michielin si tratta. Certo, fa sorridere che lei abbia brandito il suo essere quasi alla fine di un triennio di canto jazz al conservatorio come giustificazione per ricoprire quel ruolo. Canto jazz e direzione d’orchestra non sono esattamente il medesimo corso di studi. In fondo, però, la cosa sarebbe pure potuta passare in cavalleria, se non avessero strombazzato così tanto questa che in fondo è un’ospitata, lei a dirigere per Emma, e non fosse diventata la vera notizia del giorno degli ascolti ai giornalisti dei brani in gara.

Senza dover far nulla, Michielin si è presa la scena

E qui sta il vero nodo della faccenda, Francesca Michielin, o chi per lei, il suo ufficio stampa Dalia Gaberschik, sempre lei, la sua casa discografica, la Sony, la sua manager, quella Marta Donà rimasta orfana dei Maneskin la settimana dopo la loro vittoria all’Eurovision, hanno rubato totalmente la scena alla bionda giudice di X Factor, andando per di più a rimpolpare il tutto con altre due notizie, entrambe effimere: l’uscita del primo romanzo della cantante veneta per Mondadori e la conduzione di un programma nel nuovo canale green di Sky. Nessuno, in pratica, ha calcolato Emma, andando tutti, Emma compresa, a parlare della sua direzione d’orchestra. Anche quando c’è stata la conferenza stampa sanremese di Emma i giornali hanno titolato sulla Michielin il frutto della chiacchierata corale. Per altro un modo comodissimo di andare a Sanremo, il suo, parlo della Michielin, senza rischiare nulla, senza dover far nulla, senza neanche dover tirare fuori un singolo: è direttamente passata alla cassa e via, verso la prossima non notizia. Per la cronaca, nel dire “senza dover far nulla” intendo proprio non dover far nulla, perché sicuramente non ha diretto l’orchestra, neanche ha fatto finta di farlo, si è limitata a stare lì a muovere poco le braccia, senza neanche alzarle, forse pensava di essere nel gioco Un due tre Stella di Squid Game.