Sanità, firmato il contratto per 545 mila dipendenti pubblici. Nursind: «Miglioriamo le condizioni degli infermieri»

Redazione
16/06/2022

Siglata ieri la pre-intesa dopo un’intensa giornata di trattative. Bottega: «Grazie al nostro impegno arrivano i 72 euro dell’indennità di specificità».

Sanità, firmato il contratto per 545 mila dipendenti pubblici. Nursind: «Miglioriamo le condizioni degli infermieri»

Verso la mezzanotte del 15 giugno è arrivata finalmente la firma sulla pre-intesa del nuovo contratto della Sanità per il triennio 2019-2021, comunque fuori tempo massimo. L’accordo siglato all’Aran, Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche amministrazioni, dalla parte datoriale e da tutte le organizzazioni sindacali riguarda circa 545 mila dipendenti del settore, tra cui 270 mila infermieri. Gli aumenti lordi mensili previsti per loro oscillano tra i 146 e i 170 euro, considerando tabellare e indennità di specificità infermieristica, mentre gli arretrati (indennità compresa) subito in busta paga per il triennio appena trascorso andranno dai 2.775 ai 3.123 euro. Le fasce più basse del personale sanitario, invece, intascheranno subito dai 765 euro ai 1.149 euro.

Bottega (Nursind): «Ci siamo impegnati con le altre organizzazioni sindacali per portare a casa gli aumenti economici»

«Abbiamo lavorato perché si chiudesse il contratto nel più breve tempo e nel miglior modo possibile», ha commentato Andrea Bottega, segretario nazionale del Nursind, il sindacato degli infermieri. «Riteniamo ovviamente sia un punto di caduta tra le parti». «Ci siamo impegnati assieme a tutte le altre organizzazioni sindacali per raggiungere l’obiettivo e portare a casa gli aumenti economici. Il contratto si caratterizza per una parte fondamentale dello stipendio che è più sostanziosa rispetto agli altri comparti, soprattutto per gli infermieri e le ostetriche. L’indennità di specificità, poi, ammonta a 72 euro in più al mese, soldi», ha concluso Bottega, «che la categoria non avrebbe avuto se non ci fossero state tutte le nostre iniziative e mobilitazioni».

https://www.facebook.com/andrea.bottega.92/posts/10221027560095461

 

Ora comincia il lungo iter autorizzatorio, tra Mef e Corte dei conti, fino al via libera definitivo in Consiglio dei ministri. Una gimcana che, nella migliore delle ipotesi, durerà 5-6 mesi. I primi soldi in busta paga si vedranno quindi solo a fine anno.

Migliorano le condizioni degli infermieri

Il Nursind ha comunque apprezzato gli aspetti fortemente migliorativi dell’intesa rispetto al contratto del 2018, che il sindacato degli infermieri non aveva firmato. Oltre all’indennità di specificità, ci sono agevolazioni per i turnisti come la predisposizione dei turni stessi entro il 20 del mese, l’impiego flessibile per i genitori con figli minori di 12 anni, i permessi della legge 104/92 utilizzabili anche a ore, la modifica della durata del periodo di prova, l’adeguamento alla recente giurisprudenza per il festivo infrasettimanale, i permessi retribuiti per motivi personali che vengono concessi senza necessità di giustificazione. Poi migliora la possibilità di fruizione dei permessi per motivi di salute e delle assenze per malattia, mentre sono presenti ulteriori specifiche per le richieste di mobilità volontaria tra aziende. In più, i percorsi di formazione tengono anche conto della modalità online e viene normato per la prima volta lo smart working in sanità.