San Pietroburgo, la polizia convoca i consiglieri che hanno attaccato Putin

Redazione
09/09/2022

I sette che avevano chiesto alla Duma di incriminare il presidente per tradimento sono finiti sotto accusa. Il piccolo comune aveva attirato le attenzioni del Cremlino già nel 2020: uno degli indagati aveva sostituito nella sala consiliare il ritratto di Putin con uno di Pushkin.

San Pietroburgo, la polizia convoca i consiglieri che hanno attaccato Putin

I sette consiglieri municipali di Smolninskoye, sobborgo di San Pietroburgo, che avevano chiesto ufficialmente alla Duma di incriminare il presidente Vladimir Putin per tradimento per aver scatenato la guerra in Ucraina sono stati convocati dalla polizia. Sono accusati di aver screditato il governo e l’esercito russo ai sensi dell’articolo 20.3.3 del Codice dei reati amministrativi della Federazione Russa. Tra gli accusati oltre al vice Dmitry Palyuga – che aveva postato la richiesta alla Duma su Twitter – anche Nikita Yuferev, Dmitry Baltrukov e Diana Seraya. Stando alla polizia il reato sarebbe stato commesso il 7 settembre alle 19 in via Odesskaya, sede del Municipio di Smolninskoye .

Il presidente filoputiniano del comune prende le distanze: «Il gruppo non era autorizzato a prendere decisioni»

La sera del 7 settembre, i deputati del comune di Smolninskoye hanno deciso di chiedere alla Duma di Stato di sporgere denuncia per tradimento contro il presidente russo Vladimir Putin al fine di rimuoverlo dall’incarico a causa della guerra in Ucraina. Palyuga aveva affermato che la decisione era stata sostenuta dalla maggioranza dei deputati presenti, senza specificare quanti. Il numero uno del Comune, Grigory Rankov – filo putiniano di Russia Unita da tempo nel mirino dell’opposizione – ha affermato che solo otto deputati su 20 hanno partecipato alla riunione e che l’incontro «non è stato un consiglio ufficiale». Il gruppo, insomma, non era autorizzato a prendere alcuna decisione. Rankov ha definito l’azione dei consiglieri “ribelli” una «provocazione» e un «tentativo di screditare il resto dei rappresentanti».

Perché Smolninskoye è finito nei radar del Cremlino

Il piccolo comune di Smolninskoye è da tempo nei radar del Cremlino. E non solo perché appena cominciata l’invasione dell’Ucraina i consiglieri di opposizione inviarono un appello a Putin perché mettesse fine ai combattimenti e lasciasse il suo incarico. Nell’ottobre 2020, Yuferev – uno dei consiglieri finiti nei guai – rimosse un ritratto di Putin dalla camera del consiglio sostituendolo con uno di Alexander Pushkin. Non contento, Yuferev distrusse la foto del presidente.