Le priorità della Camera? San Francesco e le celebrazioni per gli 800 anni della morte

Stefano Iannaccone
05/08/2022

Cosa può trattenere in Aula i deputati ad agosto? Né il Pnrr né il nuovo regolamento della Camera, ma i finanziamenti per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco nel 2026. Del resto visto il taglio dei parlamentari per entrare in lista serve un miracolo.

Le priorità della Camera? San Francesco e le celebrazioni per gli 800 anni della morte

Aggrappati a una preghiera a San Francesco per conservare lo scranno in Parlamento, chiedendo una benedizione almeno per un posto in lista perché per l’elezione, in alcuni casi, serve un miracolo. Non un pellegrinaggio ad Assisi, ma un lauto finanziamento da Roma. E così i deputati, generalmente molto attenti ad anticipare le ferie estive, sono disposti questa volta a fare un’eccezione: restare al lavoro anche nella settimana che precede il Ferragosto, nonostante le Camere sciolte e il caldo record di questa estate romana.

I finanziamenti per l’ottavo centenario della morte del Santo

Per approvare qualche provvedimento epocale, si dirà, visti i tempi costellati da Pnrr e misure per fronteggiare la crisi. O forse per licenziare quel nuovo regolamento di Montecitorio, necessario a far funzionare la Camera con la riduzione del numero dei parlamentari? Al Senato ci hanno già pensato, per esempio, giusto che lo si faccia. E invece niente riforme epocali né tantomeno riscrittura del regolamento, per cui se ne parlerà nelle prossime settimane. All’ordine del giorno dei lavori i capigruppo hanno fissato un’altra priorità: le «disposizioni per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi». Una celebrazione prevista per il 2026 (la morte del Santo è avvenuta nel 1226), ma per cui il nostro Parlamento – con rara solerzia – non vuole farsi cogliere impreparato. Perché ci sono da organizzare convegni, mostre, eventi culturali e da pagare centinaia di migliaia di euro. Sia mai che la legge, già approvata al Senato lo scorso aprile, slitti alla prossima legislatura, causa elezioni anticipate, come è avvenuto per altre norme, facendo restare nel limbo i finanziamenti. La Lega, per dire, si è strenuamente battuta affinché si arrivasse al via libera definitivo, che «permetterebbe la costituzione entro pochi mesi del Comitato nazionale» e quindi «richiamando l’attenzione sulla figura e sul messaggio più profondo del Poverello», hanno vergato, in una nota, i deputati leghisti dell’Umbria.

Le priorità della Camera? San Francesco e le celebrazioni per gli 800 anni della morte
Da Il Blog delle Stelle del 25 maggio 2017.

Grillo e i “poverelli” dei Movimento 5 stelle

San Francesco è però sentito vicino un po’ da tutti nelle Aule, indipendentemente dalla fede. Beppe Grillo ha sempre definito il Movimento 5 stelle come «i veri francescani di oggi», spogliati di qualsiasi ricchezza politica. Lo fa dal 2013, quando la sua creatura – nata proprio il 4 ottobre del 2009, giorno del Santo – muoveva i primi passi nella politica nazionale e lo ha ripetuto pure nel 2017: «Rivendico la scelta fatta ormai quasi 10 anni fa di far nascere il MoVimento 5 Stelle sotto il segno di San Francesco. Lui era chiamato il pazzo di Dio, noi siamo i pazzi della democrazia». Nel segno della solita umiltà grillina, che tanto sarebbe stata apprezzata da San Francesco, che si spogliava di ogni bene o di ogni ipocrisia. Anche se, a voler spaccare il capello in quattro, i francescani d’oggi non risulta che rinunceranno ai vitalizi che matureranno al compimento dei 60 anni, né destineranno ai poveri l’assegno di fine mandato, oltre 40 mila euro. E sarebbe bello se si potesse chiedere cosa pensa lui, San Francesco, notoriamente disadorno di ogni ricchezza, dinanzi al milione e mezzo di euro che il Parlamento italiano stanzia, rimandando finanche le agognate vacanze, per ricordare gli 800 anni dalla sua morte. Non è difficile prevedere che avrebbe preferito dare il milione e mezzo di euro ai bisognosi.