Ibuprofene? No, foglie

Redazione
04/11/2021

Un nuovo studio ha dimostrato che la matalafi, pianta delle isole Samoa usata nella medicina tradizionale, è un anti-infiammatorio naturale. E potrebbe essere utilizzata anche per patologie come il Parkinson e il diabete.

Ibuprofene? No, foglie

Uno studio svolto nelle isole di Samoa ha rivelato che le foglie di Psychotria insularum, pianta conosciuta localmente come matalafi, ha gli stessi effetti curativi dell’ibuprofene. Eccezionale contro le infiammazioni, potrebbe però apportare novità interessanti nella lotta al Parkinson e al cancro.

La pianta matalafi e i segreti della nonna

Da anni utilizzata nella medicina tradizionale dell’isola, la pianta matalafi ha aiutato la popolazione per trattare febbre, dolori muscolari, gonfiori, elefantiasi e infezioni respiratorie. «Ero scettica all’inizio della ricerca», ha detto al Guardian la dottoressa Seeseei Molimau-Samasoni, responsabile della divisione Piante e tecnologia all’Organizzazione per la ricerca scientifica di Samoa. La donna ha ricordato come questi vegetali siano avvolti da «grande scetticismo, non solo da parte dei seguaci della medicina moderna».

I risultati dello studio sono ora al vaglio di una revisione paritaria prima di trovare spazio sugli Atti della National Academy of Sciences degli Stati Uniti. La secolare tradizione medica di Samoa conosce i benefici della matalafi da generazioni. In passato gli abitanti erano soliti tritare le foglie e spremere il loro succo, somministrato sotto forma di bevanda ai pazienti. In certi casi inoltre «si procedeva strofinando le foglie su una ferita», ha proseguito Molimau-Samasoni. «Devo tutto a mia nonna, che prima di morire mi ha insegnato i suoi segreti».

Il prossimo passo è capire gli effetti della pianta contro tumori e diabete

«Molti pensano che i seguaci della medicina tradizionale risentano dell’effetto placebo», ha ricordato la ricercatrice. «Tengo però a ricordare che molti nuovi farmaci, tra cui l’aspirina, devono molto al contributo dei metodi tradizionali». Come riporta Sci-News, infatti, il 64 per cento dei 1562 farmaci approvati fra 1981 e 2019 ha origine naturale. Per quanto riguarda la matalafi, il percorso prima di farne approvare l’uso dalla comunità scientifica internazionale è ancora lungo. Le nuove informazioni però potrebbero accrescere l’attenzione sulle sue proprietà e su altri rimedi naturali usati nelle Samoa. «Abbiamo più laboratori in grado di esaminare i benefici antimicrobici, anditidabetici e antitumorali», ha concluso la dottoressa Seeseei. Prossimo passo sarà capire gli effetti contro malattie degenerative come il Parkinson e il cancro o contro il diabete. «Siamo solo all’inizio, c’è molto da fare».