Fraccaro si mette in luce

Giovanna Predoni
21/01/2022

L'incontro con Salvini che potrebbe costare al pentastellato l'espulsione è avvenuto nello studio romano dell'avvocato Crisostomo (che smentisce), presidente dell'Enel. Con la complicità di Antonio Rizzo, ex consigliere del sottosegretario M5s.

Fraccaro si mette in luce

Parola d’ordine, gettare acqua sul fuoco. Quello delle polemiche sorte dopo l’incontro tra Matteo Salvini e il pentastellato Riccardo Fraccaro colpevole, secondo la oramai poco ferrea disciplina dei 5 stelle, di essere entrato a piedi uniti nella partita quirinalizia assicurando un pacchetto di voti in favore della candidatura di Giulio Tremonti, uno degli oramai tanti papabili finiti nel toto nomine del Colle. Un po’ risibile, dopo la smorzatura di Salvini, le motivazioni addotte dall’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio del fu governo gialloverde. «Ho detto a Salvini che della questione se ne occupa Conte», avrebbe detto, come se il segretario leghista aspettasse indicazioni sul che fare. I fatti risalgono a qualche giorno fa, ma la notizia è uscita oggi con il giusto clamore tanto che ora Fraccaro rischia l’espulsione dal Movimento.

Salvini e Fraccaro si sono incontrati nello studio romano di Crisostomo presidente Enel
Riccardo Fraccaro (Getty Images).

Salvini, Fraccaro e l’incontro nello studio romano di Crisostomo  

Ma se l’argomento dell’incontro è noto, non altrettanto il luogo dove esso è avvenuto. Ovvero nello studio romano dell’avvocato Michele Crisostomo al 39 di Piazza Morgana, complice e sensale Antonio Rizzo, che fu consigliere economico di Fraccaro quando era al governo. Ma definirlo così è una diminutio, perché Rizzo in realtà è stato nel 2020 uno dei king maker della ultima grande tornata di nomine nelle aziende pubbliche. Compresa, e qui tutto torna, quella dell’avvocato Crisostomo alla presidenza dell’Enel. Rizzo, già conosciuto per il suo passato di giornalista di finanza col soprannome di “Superbonus”, era salito nel 2008 agli onori della cronaca come testimone chiave nell’inchiesta su operazioni di finanza derivata denominata “la banda del 5%” di cui si sarebbero resi responsabili alcuni manager del Monte dei Paschi, poi finita sette anni dopo nel nulla con l’assoluzione degli imputati. All’epoca si era parlato, o lui si era accreditato, come consigliere proprio dell’ex ministro Tremonti, il quale però derubricò il rapporto con Rizzo a semplice conoscenza. Stretto era invece il rapporto con Crisostomo, tanto da usare gli uffici del suo studio legale RCCD (Cappelli si è aggiunto dopo una volta uscito dallo studio Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners) come luogo per incontri confidenziali che avevano spesso per protagonisti rappresentanti dei 5 stelle, negli uffici romani ma anche in quelli della casa madre milanese di via Boschetto 1. Crisostomo, 50 anni, pugliese di Tricase, un passato anche come dirigente della Divisione Intermediari della Consob, è un avvocato specializzato nell’assistenza a banche, assicurazioni e intermediari finanziari. Prima di arrivare alla presidenza di Enel è stato consigliere d’amministrazione della Ansaldo Sts.

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile direttore,

in merito all’articolo da voi pubblicato smentisco di aver preso parte a qualsivoglia incontro tra gli esponenti politici menzionati e tanto più che questo incontro si sia svolto presso il mio studio a Roma.

Michele Crisostomo