Figli delle streghe

Fabrizio Grasso
29/10/2021

Dopo anni di silenzi e vergogna, oggi tantissime persone cercano di scoprire un'eventuale parentela con le donne finite al rogo nel 600. Tra loro Humphrey Bogart e diversi presidenti Usa. Le ragioni di questo improvviso boom.

Figli delle streghe

Salem, Massachussetts. Nel 1692 fu teatro di una delle più atroci cacce alle streghe della storia. L’isteria religiosa portò a processi farsa contro le presunte streghe di Salem e all’impiccagione di 19 persone. Per anni, i discendenti delle vittime hanno nascosto per vergogna la loro parentela, ma oggi non è più così e in molti stanno provando a ricostruire l’albero genealogico.

Fra i discendenti anche Humphrey Bogart e vari presidenti Usa

Secondo la New England Historic Genealogical Society (NEHGS), circa 15 milioni di americani potrebbero rivendicare un collegamento con la tragedia di 329 anni fa. Tra questi anche personaggi illustri tra cui l’attore Humphrey Bogart e il senatore Mitt Romney, oltre a diversi ex presidenti Usa. «Le streghe sono icone della prima storia americana», ha affermato al Guardian Brenton Simon, presidente di NEHGS. «Oltre a discendere dalla Mayflower, le streghe sono un bersaglio altamente desiderabile. Le persone oggi desiderano essere imparentate con loro». Curioso se si pensa che Nathaniel Hawthorne, autore del romanzo La lettera scarlatta, giunse a modificare il suo nome per prendere le distanze dal suo trisnonno, uno dei giudici di Salem.

Molti americani affermano una discendenza dalle streghe di Salem. La ragione nel desiderio di sentirsi speciali e negli ideali femministi
Alcuni dei costumi per le sfilate di Halloween a Salem (Getty)

Con l’approssimarsi del 31 ottobre, la Halloweenville d’America si riempie di turisti intenti a comprare libri di incantesimi e scattare un selfie nei cimiteri. Accanto a loro, tanti devoti che intendono rendere omaggio alle vittime che giungono da ogni parte degli Stati Uniti. Ma cos’è cambiato rispetto al passato? Secondo il New York Times, una ragione andrebbe ricercata nel rinnovato interesse per la causa femminista. Dello stesso avviso Amy Smith, professoressa della Salem State University, che sostiene i «valori del moderno femminismo delle donne schiette e indipendenti della Salem del Seicento».

I gruppi su Facebook e le magliette celebrative

Terry Koch-Bostic, presidente della National Genealogical Society, ritiene invece che l’interesse sia esploso nel 1976 grazie al romanzo Roots di Alex Haley (discendente di Kunta Kinte e narratore delle ingiustizie contro gli schiavi afroamericani) e in seguito con l’avvento di Internet e dei nuovi test del Dna, che hanno facilitato le procedure. «Ognuno desidera qualcosa che lo renda speciale agli occhi della società». Oggi il fenomeno è mainstream, tanto che nel 2017 Teen Vogue pubblicò persino l’articolo Come dire se i tuoi antenati erano streghe. Invasi anche i social, tanto che su Facebook è presente il gruppo Bloodlines of Salem con oltre duemila membri che affermano di essere discendenti diretti delle vittime del Seicento. WitchTok su TikTok ha contribuito a ispirare la popolarità delle streghe moderne, mentre la frase «Siamo le figlie delle streghe che non avete bruciato» campeggia su tantissime magliette.

A Salem molti parlano di «amnesia sociale» verso la sofferenza delle donne

Nel corso degli anni hanno preso vita anche varie organizzazioni. Son of Witch e Associated Daughters of Early American Witches (ADEAW) rilascia spille o certificati di parentela in caso di prove tangibili del lignaggio. E mentre gli storici documentano nuove scoperte – nel 2013 gli archeologi hanno rinvenuto il patibolo usato per le esecuzioni – in molti accusano la città di «amnesia sociale». «Si tratta del periodo più buio nella storia del Massachussets», ha detto David Allen Lambert, capo genealogista di NEGHS e parente di una donna condannata per stregoneria. «Dovremmo ricordare i nostri antenati, non glorificare la loro sofferenza. Nella mia famiglia, nessuno ad Halloween si traveste da strega, per rispetto della mia bisnonna Mary».