Salario minimo garantito come funziona, cosa comporta la direttiva dell’UE e quanto impatterà sulla busta paga

Virginia Cataldi
09/06/2022

Come funziona il salario minimo garantito? E cosa comporta la direttiva dell'Unione Europea? Ecco in che direzione va Strasburgo.

Salario minimo garantito come funziona, cosa comporta la direttiva dell’UE e quanto impatterà sulla busta paga

Come funziona il salario minimo garantito? Al momento l’Italia, che si piazza al quarto posto delle statistiche Ue sulla povertà dei lavoratori, è fra i pochi Paesi Ue a non avere una legge sul salario minimo. Il dibattito è tornato all’attenzione pubblica con la proposta di Strasburgo di introdurre delle normative a livello Europeo. Ecco cosa comporta la direttiva.

Salario minimo garantito come funziona?

A Strasburgo vede la luce la direttiva Ue sul salario minimo. Il salario minimo è una retribuzione minima totale tutelata dalla legge. La misura fissrebbe così una soglia base di stipendio con un importo sotto il quale i datori di lavoro non potrebbero retribuire il lavoratore. Al momento, tuttavia, all’interno dell’Unione Europea non esiste una legislazione uniforme in materia. Sono 21 gli Stati su 27 che però hanno varato leggi sul tema. Mentre i restanti 6 paesi (Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Italia e Svezia) affidano l’individuazione della paga base ai vari contratti collettivi delle diverse categorie.

Come funziona il salario minimo garantito? E cosa comporta la direttiva dell'Unione Europea? Ecco in che direzione va Strasburgo.
Lavoratore (Pexels)

La competenza della Ue in materia di lavoro e affari sociali, in ogni caso, è limitata e si scontra con i confini posti dai vari stati nazionali, l’obiettivo di Bruxelles non è creare un salario minimo comune europeo, ma istituire una metodologia condivisa che tenga conto delle diverse situazioni e tradizioni di welfare, del costo della vita e dei differenti punti di partenza degli Stati membri.

Per quanto riguarda l’Italia in particolare, il salario minimo è tornato sotto i riflettori della Commissione Lavoro del Senato il 10 maggio scorso. Dopo mesi di stand by è infatti ripreso l’iter parlamentare del ddl, a firma dell”ex ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, testo base al centro della discussione per il riconoscimento, nei contratti, di una retribuzione complessiva non inferiore a 9 euro l’ora al lordo degli oneri contributivi e previdenziali. Un tema, questo, spinto in avanti, oltre che dal pressing dei 5 Stelle, anche dal dibattito politico ed economico sulla necessità di più salario in busta paga per consentire ai lavoratori di far fronte ad un aumento del costo della vita legato ad un’inflazione in forte crescita.

Come funziona il salario minimo garantito? E cosa comporta la direttiva dell'Unione Europea? Ecco in che direzione va Strasburgo.
Lavoratore (Pexels)