Russia, gli street artist che protestano contro la guerra in Ucraina

Fabrizio Grasso
03/01/2023

Nonostante la repressione e la censura del Cremlino, gridano il loro no alla guerra attraverso l'arte. Dal collettivo Yav a Koin, da Zoom a Misha Marker, chi sono i Banksy russi che sfidano Putin.

Russia, gli street artist che protestano contro la guerra in Ucraina

Nonostante la repressione di ogni forma di dissenso, in Russia c’è chi continua a fare sentire la propria voce contro l‘invasione dell’Ucraina voluta da Vladimir Putin. Tra questi resistenti ci sono anche alcuni street artist che rischiano la propria libertà per lanciare messaggi contro la guerra. Il Moscow Times ne ha intervistati sette che operano a Mosca e San Pietroburgo dallo scorso 24 febbraio.

Alcuni si proteggono con l’anonimato, altri scendono in piazza. Gli artisti di strada che in Russia protestano contro la guerra in Ucraina.
“Una finestra sull’Europa” del gruppo Yav a San Pietroburgo (Yav, Instagram)

Gli street artist russi che protestano contro la guerra

Yav, il gruppo di San Pietroburgo che si ispira a un poeta veneziano

«Ciò che non ti uccide ti rende più forte». È il motto del gruppo artistico Yav, fondato a San Pietroburgo da Anastasia Vladychkina. Attivo già da anni nella seconda città russa, con lo scoppio della guerra in Ucraina il collettivo ha iniziato a realizzare opere su edifici abbandonati, evitando così multe salate. «La street art non è una forma di arte, ma una cornice», ha spiegato Vladychkina. «La scegliamo perché più economica e facile da realizzare». Fra i lavori più simbolici c’è Una finestra sull’Europa, che richiama l’espressione del poeta veneziano del Settecento Francesco Algarotti durante un suo viaggio in Russia. L’opera raffigura una finestra murata i cui mattoni sono sporchi di sangue.

Koin, le creature orribili dell’artista «depresso e deluso» dalla Russia

Fra gli street artist più attivi in Russia c’è Koin. Con l’arresto di Alexei Navalny aveva iniziato a dipingere versioni mostruose dei leader del Paese. L’élite ha così il volto di vampiri o creature grottesche, simbolo di una politica sporca. Al Moscow Times ha detto di aver pensato a lungo di ritirarsi, ma lo scoppio della guerra in Ucraina gli ha fatto capire che non è ancora il momento. «Sono depresso e deluso dalla Russia», ha detto. «Non so come faccio a conviverci, solo l’arte mi aiuta a rilasciare le emozioni tossiche che mi avvelenano».

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Elena Osipova, la «coscienza di San Pietroburgo» che non teme multe e arresti

Pensionata di 77 anni, Elena Osipova protesta contro Vladimir Putin ormai da due decenni. In questi mesi si è guadagnata l’appellativo di «coscienza di San Pietroburgo» per le sue azioni dirette e senza mezze misure. Soprattutto in tempi di guerra. Lo scorso 1 maggio è scesa per le strade della sua città reggendo un cartello con le parole «solidarietà internazionale» e «stop alla guerra». Quel giorno è stata condotta a casa dagli agenti e il suo lavoro è stato sequestrato. La 77enne però non si arrende e, nonostante diverse multe e qualche giorno dietro le sbarre, continua la sua protesta ogni giorno.

Ffchw, l’artista che lotta per cambiare il regime in Russia

«Ci vediamo…». È il breve ma significativo messaggio dell’ultimo lavoro di Ffchw, nickname di uno street artist di Perm, città della Russia europea orientale. Lo ha realizzato il 24 dicembre scorso, finendo dietro le sbarre. Settimane prima aveva anche scritto sul muro di un edificio la frase «Solo la pioggia può cadere dal cielo», in riferimento ai bombardamenti in Ucraina. «La mia arte si divide in prima e dopo», ha detto al Moscow Times. «Sono sicuro che possa cambiare la vita e spero possa fare lo stesso con il regime di Putin».

Alcuni si proteggono con l’anonimato, altri scendono in piazza. Gli artisti di strada che in Russia protestano contro la guerra in Ucraina.
Una delle opere del gruppo Ffchw a Perm (Ffchw, Facebook)

Vladimir Ovchinnikov, l’85enne autore di murales vicino Mosca

A pochi chilometri da Mosca opera invece Vladimir Ovchinnikov, 85enne abitante di Borovsk, paese di circa 10 mila anime. Pochi giorni fa è stato multato di 35 mila rubli (circa 450 euro) per aver disegnato una bambina vestita con i colori dell’Ucraina e accerchiata da una pioggia di bombe (foto in apertura). In basso, campeggiava a caratteri cubitali la scritta «Stop». L’opera è stata cancellata, ma Ovchinnikov non si è arreso alla censura. Ha scritto su un altro muro la parola Bezumie, «follia». La lettera Z del termine riproduce nello stile il simbolo identificativo dell’esercito del Cremlino.

Misha Marker, dai musei più importanti di Russia alla strada

Già famoso in tutto il Paese, sebbene nessuno conosca la sua vera identità, Misha Marker ha esposto i suoi lavori persino nel Museo russo di San Pietroburgo, uno dei più importanti a livello nazionale. Oggi ha deciso di spostare il suo talento per le strade, realizzando numerose opere di protesta contro la guerra. Emblematica la scelta di usare cinque asterischi al posto delle lettera di Vyona, ossia guerra. Un personale modo per farsi sentire nonostante il termine sia vietato dalla legge in tutta la Russia.

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Zoom, da Mosca a San Pietroburgo con i racconti popolari

Ultimo, ma non meno importante, è Zoom. Negli scorsi anni molto attivo a Mosca, si è spostato ora a San Pietroburgo dove ha realizzato il suo dipinto Rapa. Trae ispirazione da un racconto popolare su un anziano che pianta un tubero che diventa enorme. Per raccoglierlo chiama in suo soccorso la moglie, la nipote e gli animali domestici. Nella versione di Zoom i protagonisti sono scheletri, vittime di un attacco a Kherson, città martire dell’Ucraina. «Voglio creare opere che impediscano di disumanizzare la gente», ha detto al Moscow Times. «È a questo che serve l’arte».