Censura, la Russia è il secondo Paese al mondo per download di VPN

Redazione
26/07/2022

Nel periodo compreso tra marzo e luglio 2022, la Federazione è stato il secondo Paese al mondo dietro l'India per numero di download di applicazioni per aggirare la censura di Internet.

Censura, la Russia è il secondo Paese al mondo per download di VPN

Non c’è blocco (o quasi) che tenga. Nel periodo compreso tra marzo e luglio 2022, la Russia è stato il secondo Paese al mondo dietro l’India per numero di download di applicazioni VPN per aggirare la censura di Internet. Lo riferisce il gruppo media RBC in base alle statistiche del servizio AppMagic che analizza il mercato delle app mobili. Solo nelle prime tre settimane di questo mese i servizi VPN sono stati scaricati più di 12 milioni di volte. A gennaio 2022 erano stati 2 milioni, e la Russia era al 16esimo posto della classifica mondiale.

Su Google boom di ricerche su VPN tra Mosca, San Pietroburgo, Kaliningrad e Yaroslav

Non solo. Google Trends ha registrato in Russia picchi di ricerca con la parola VPN dal 13 al 19 marzo, dal 29 maggio al 4 giugno e dal 17 al 23 luglio. La maggior parte delle ricerche era concentrata nelle regioni di Mosca, di San Pietroburgo, di Kaliningrad e di Yaroslavl. In testa alla classifica resta l’India mentre tra i primi cinque oltre alla Federazione ci sono il Pakistan, l’Indonesia e gli Stati Uniti.

L’aiuto dell’Open Technology Fund Usa ai cittadini russi

Da quando Mosca ha aumentato le restrizioni sui media non governativi e le pene per chi critica la cosiddetta operazione militare speciale di Vladimir Putin, per i russi accedere a informazioni indipendenti è diventata una impresa. Molte testate occidentali hanno diffuso guide per scaricare app VPN e in aiuto dei cittadini è sceso in campo anche l’Open Technology Fund (Otf), sostenuto dal governo Usa, che finanzia un gruppo di società statunitensi affinché forniscano gratuitamente reti private virtuali (VPN) a milioni di russi. L’Open Technology Fund stima che almeno 4 milioni di utenti abbiano ottenuto l’accesso a media e siti indipendenti, numero che è passato da circa 48 mila prima dell’inizio dell’invasione dell’Ucraina a più di 1 milione a metà marzo.

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