Regno Unito, capolinea Boris Johnson: ha accettato di dimettersi

Redazione
07/07/2022

Il premier britannico Boris Johnson ha ceduto alle pressioni annunciando il suo passo indietro. Un nuovo primo ministro dovrebbe entrare in carica in autunno.

Regno Unito, capolinea Boris Johnson: ha accettato di dimettersi

Alla fine ha ceduto. Schiacciato dalle pressioni, il primo ministro britannico Boris Johnson ha accettato di dimettersi e lasciare quindi il suo incarico a Downing street. Secondo la Bbc, un nuovo premier dovrebbe entrare in carica in autunno. Il pressing su BoJo era aumentato a dismisura nelle ultime ore, con l’ennesima raffica di dimissioni intorno a lui, in modo da fargli terra bruciata: se ne sono andati altri sottosegretari del suo governo, mentre il ministro dell’Economia Nadhim Zahawi, in carica solo da due giorni, ha pubblicamente chiesto a Johnson di andarsene. Michelle Donelan, ministro dell’Istruzione fresco di nomina, si è dimesso, dicendo di aver “implorato” il primo ministro di fare lo stesso. Così alla fine Boris si è trovato con le spalle al muro. E in un discorso alla nazione ha detto: «Non volevo farlo ma rinuncio al più bel lavoro del mondo, nessuno è indispensabile. Ora deve iniziare subito il processo per scegliere il mio successore cui io darò tutto il mio sostegno».

 

Anche i ministri che gli erano fedelissimi hanno chiesto le sue dimissioni

Il premier era da tempo al centro di scandali, dal party gate – il caso delle feste private in piena pandemia – alle accuse di molestie sessuali contro il deputato Chris Pincher, a cui Johnson aveva dato un incarico. Ormai però nessuno era rimasto dalla sua parte. Una delegazione composta da almeno una mezza dozzina di ministri rimasti fedeli a Boris ha annunciato di volersi presentare dal primo ministro per chiedergli di dimettersi. Della delegazione fanno parte, secondo la Bbc, il ministro-capo gruppo (chief whip) Tory alla Camera dei Comuni, Chris Heaton-Harris, e i ministri dei Trasporti, Grant Shapps; dell’Irlanda del Nord, Brendon Lewis; del Galles, Simon Hurt.

Regno Unito, capolinea Boris Johnson: ha accettato di dimettersi
Boris Johnson. (Stefan Rousseau – Pool/Getty Images)

Il leader dell’opposizione laburista: «Chiunque si sarebbe dimesso nella sua posizione»

Anche la ministra dell’Interno, Priti Patel, super falco del governo Tory annoverata finora tra i lealisti irriducibili di Boris Johnson, ha chiesto al premier di fare un passo indietro. Eppure BoJo aveva lasciato ancora una volta intendere di voler cercare di resistere durante un’audizione di fronte al coordinamento bipartisan dei presidenti di commissione della Camera dei Comuni. «Il compito di un primo ministro nelle difficili circostanze attuali è di andare avanti come io intendo fare, avendo ricevuto un mandato popolare colossale» alle elezioni di fine 2019, aveva detto Johnson di fronte alle nuove sollecitazioni a dimettersi. Ma poi ha dovuto cedere. Il leader dell’opposizione laburista, Keir Starmer, durante il Question Time alla Camera dei Comuni rivolgendosi al premier conservatore Boris Johnson era stato impietoso: «Chiunque si sarebbe dovuto dimettere da tempo nella sua posizione».